Un regalo prezioso: bordolese con veliero e grappa

Quale potrebbe essere un regalo importante e insolito per una persona o una ricorrenza speciale? Ecco un’idea un po’ stravagante, una bottiglietta bordolese al cui interno c’è un bellissimo veliero

L’enogastronomia sembra lontanissima dal concetto di «regalo», ma in realtà non dovrebbe essere così. Un regalo speciale dovrebbe essere un oggetto bello e durevole nel tempo, non soggetto alle mode e magari anche utile, per far sì che chi riceva una bomboniera non la scarti e la metta via, semplicemente, pensando che sia qualcosa di troppo nella propria casa.

Qui viene proposta invece una bottiglia bordolese da 250 millimetri con all’interno un veliero. La bottiglia possiede una base in legno, mentre è fatta internamente ed esternamente di vetro soffiato. La bottiglia può essere riempita con grappa a piacimento, secondo i gusti del cliente, come grappa aglianico, taurasi oppure grappa barrique.

Naturalmente, una volta vuotata, la bottiglia può essere riempita nuovamente con altra grappa: basta ripulire tutto con dell’aceto di vino, che ha una valenza disinfettante e provvede anche a rimuovere tutti gli odori del liquido che la bottiglia ospitava precedentemente. In più è un rimedio assolutamente naturale.

L’oggetto è molto bello a vedersi, al di là della sua utilità e del fatto che può ospitare pregevoli grappe, e può fare bella mostra di sé su una libreria o su di una parete attrezzata. Per i più piccoli, se scelta come bomboniera per una comunione o una cresima, sarà davvero uno stupendo ricordo guardando indietro, immaginando come i genitori avessero voluto destinarlo a viaggi lontani e romantici, come i genitori abbiano voluto destinarlo a un futuro in cui da grande sarebbe diventato tutto ciò che avrebbe desiderato. Una regalo del genere è un grande atto d’amore, oltre essere bella e utile. E a giudicare dalla grappa all’interno… anche buona.

Castagne: cuocerle al microonde, si può fare

Quando si è soli, si ha molta difficoltà a cucinare qualcosa, sporcare e così via. E accade soprattutto con le castagne, quando si devono preparare le caldarroste, perché ci vuole una pentola molto particolare. Eppure c’è una piccola alternativa

La pentola per cucinare le castagne e trasformarle in caldarroste è un utensile assai utile, che non può mancare in nessuna cucina. Si tratta di una pentola in metallo, con i buchi sul fondo, che a causa dell’uso diventa con il tempo sempre molto difficile da pulire e ripulire, per via del contatto diretto della stessa pentola con il fuoco. Diciamo che l’idea di pulire la pentola per le castagne è qualcosa che impigrisce, soprattutto se si vive da soli. E allora come fare per non rinunciare alle caldarroste?

Un’idea potrebbe essere quella di usare il microonde. Certo, l’effetto è decisamente diverso e la cottura sul fuoco è sempre più sana e genuina, ma una tantum ci può stare, se non si vuole rinunciare alla bontà delle castagne. Come si fa? La procedura iniziale è esattamente identica a quella per la cottura tradizionale delle castagne: si prendono le castagne fresche, si opera un taglio sulla superficie esterna e ci si appresta a cuocere. Il secondo passo è mettere le castagne in un sacchetto di carta, come quelli che si utilizzano per conservare il pane, e posizionarle nel microonde, fissando una potenza di 450 W. Tre minuti o poco più dovrebbero bastare per la cottura, bisogna ricordarsi di non esagerare.

Questo tipo di cottura rappresenta comunque un caso limite: esistono moltissimi modi per consumare le castagne e non sporcare, se si è soli e un po’ pigri. Uno su tutti, se non si vuole rinunciare al gusto: le castagne in barattolo sotto spirito, si preparano all’inizio della stagione e si possono conservare per molti mesi, per essere consumate quando ci viene voglia di qualcosa di buono.

Ciliegie: le diverse varietà

Le ciliegie si presentano in differenti varietà: ecco alcune delle più comuni in commercio

Adriana, arecca, bigareau, burlat, cornum, del monte, ciliegia di Lari, durone nero di Vignola, early Lory, early star, Forlì, francesi, ferrovia, Giorgia, graffino bianco, lapin, malizia, marasche, marosticana, montagnosa, mora di Cazzano, moretta di Vignola, Napoleon, sciazza di Siano, stella, summus, van, vittoria, black star, early big, kordia, Sandra, regina e folfer. Sono solo dei nomi… di ciliegie. Certo, la ciliegia sembra una sola (o tante) quando ce l’abbiamo davanti per mangiarla, ma presenta tantissime differenze.

Una delle varietà di ciliegie tra le più amate è la ciliegia ferrovia, originaria della Puglia ma diffusa praticamente in tutta Italia. La ciliegia ferrovia è a forma di cuore, è di colore rosso scuro e spesso molto morbida quando è nel punto perfetto di maturazione. Il nome deriva dal fatto che le prime ciliegie furono trovate vicino a un casello delle Ferrovie del Sud Est, tanto che, a quanto pare, l’albero veniva curato originariamente dal casellante. Si mantiene fresca anche per una settimana e viene esportata praticamente in tutta Europa.

Un altro tipo di ciliegia è la bigareau, caratterizzata da una pallina rosso scuro dal gusto molto intenso. La coltivazione di questa varietà non ha confini e il periodo dell’anno migliore per la raccolta è compreso nella prima metà di giugno.

Infine, una delle varietà molto amate è Giorgia, che dà dei frutti precoci, tanto che viene raccolta dagli alberi a partire dagli ultimi dieci giorni di maggio fino ai primi dieci giorni di giugno. Il suo colore è rosso scuro, con la polpa rossa, il frutto è molto grande, ma deve essere consumato in fretta perché più deperibile di altre varietà.