Castagne, come decorare i dolci

Decorare dei dolci non è un’impresa sempre facilissima, ma con le castagne tutto assume un altro sapore, il sapore della bontà

Ci troviamo davanti a una torta, una ciambella, un dolce al cucchiaio: e ora con cosa lo decoriamo? In cucina, anche l’occhio, oltre al palato, vuole la sua parte, e quindi è giusto che si cerchi una certa estetica anche nel piatto che si andrà a mangiare. Nella Babele di decorazioni, materiali e topping vari, una certezza è la castagna. La ragione è molto semplice, la castagna è sempre assai versatile, è un frutto non troppo dolce e quindi non rende stucchevole quello che ci si appresta a servire, ma soprattutto dà carattere e armonizza gli ingredienti tra loro.

L’ideale per decorare i dolci sono le castagne fresche, ma anche le castagne sotto spirito, soprattutto quando si tratta di dolci al cucchiaio, hanno un loro perché. Prima di decorare con le castagne un dolce, si può anche pensare di intingerle nel cioccolato fuso o rotolarle nel caramello, per aggiungere ancora un’altro po’ di sapore, ma tutto dipende da quello che il dolce in questione contiene. Se la torta o il dolce che deve essere decorato con le castagne è a base di frutta, c’è decisamente via libera e anzi, si possono utilizzare anche le castagne secche. Se il dolce è maggiormente cremoso, meglio che le castagne siano accompagnate da qualcos’altro, grappa, cioccolato, panna, caramello, ma non bisogna eccedere o creare stridori di gusto: in altre parole il topping al cocco, per esempio, è assolutamente off limits.

Ma le castagne stanno bene con i dolci per tutte le occasioni? Certo che sì: certo, potranno apparire poco simpatiche e poco colorate quando si decora un dolce per bambini, ma è lì che interviene la creatività e basta disporre le castagne in un modo simpatico, per esempio a forma di fiore per le bambine o con il nome del festeggiato, per un augurio che sarà di cuore, ma sarà anche molto saporito.

Castagne, il frutto per tutte le stagioni

Chi lo dice che le castagne siano disponibili e consumabili solo in autunno e inverno, quando ci sono quelle fresche? Ecco come sfatare un falso mito

Le castagne rappresentano il simbolo di una stagione. Non è un caso che quando si va a scuola elementare e si apprendono le stagioni, spesso le immagini delle castagne accompagnano sempre l’autunno. E moltissime persone credono che le castagne siano confinate al solo autunno, che in primavera o in estate rappresentino qualcosa di lontano lontano, nel tempo e nello spazio. Ma non è affatto così.

La produzione delle castagne è tanto vasta e consta di una parte che riguarda la lavorazione. Una parte delle castagne fresche viene venduta in autunno, trasformandosi molto spesso in caldarroste nelle nostre case, mentre tutta un’altra parte di castagne viene lavorata per diventare castagne secche, castagne in barattolo, castagne in grappa, e chi più ne ha più ne metta.

Per cui si tratta assolutamente di un falso mito se si considera che la castagna è legata soltanto a una delle quattro stagioni. Si tratta di un prodotto assolutamente nutriente, dolce ma non stucchevole, ed è quindi l’ideale anche per uno snack spezzafame molto veloce, quando vogliamo fare un break al lavoro, la merenda con i propri bambini o semplicemente quando vogliamo concederci qualcosa di buono.

Certo, bisogna stare attenti a non esagerare, perché le castagne presentano delle calorie non indifferenti. Non solo: le grandi abbuffate non sono mai amiche di ciò che amiamo alla follia e rischiamo di incontrare nostro malgrado il rovescio della medaglia: mangiare chili e chili di castagne in un solo giorno significa non solo ritrovare tutto sulla bilancia nei giorni successivi, ma anche fare indigestione e probabilmente finire per odiare questo frutto tanto amato e tanto gustoso. Per cui castagne tutto l’anno sì, ma senza esagerazioni.

Ciliegie: i valori nutrizionali

Le ciliegie sono al loro massimo nutrizionale in primavera. Perché sono frutta di stagione e quindi si può prendere il meglio da questo alimento. Ma di cosa sono fatte e cosa contengono esattamente le ciliegie? Ecco il nostro breve viaggio tra le sostanze contenute in questo dolcissimo alimento

Le ciliegie provengono dalla pianta del ciliegio. Parrebbe lapalissiano, ma non lo è in realtà. Perché in effetti esistono due specie di albero di ciliegio, due differenti specie botaniche con esiti completamente diversi (e per esiti intendiamo naturalmente i frutti), ossia il ciliegio che dà le cosiddette ciliegie dolci, disponibili in tantissime varietà, e quello che invece produce amarene. Le ciliegie e le amarene sono molto differenti nell’aspetto e nel gusto, ma sono ugualmente buone quando vengono portate sulla nostra tavola. Tutto il resto dipende dal gusto personale di chi le fruirà: possono piacere o meno, ma le ciliegie sono il frutto della primavera per eccellenza.

Il nocciolo della ciliegia contiene acido cianidrico, che è un veleno, ma niente paura, perché non è mai presente in tali quantità da rappresentare un pericolo per la salute. A parte il fatto che il nocciolo della ciliegia, solitamente, si estrae prima di mangiare il frutto. Tra i benefici della ciliegia, c’è il fatto che la sua composizione è tale da prevenire le malattie cardiovascolari e l’infarto. Non solo: le ciliegie possono essere utilizzate, insieme con altri ingredienti, come rimedio naturale al posto dell’aspirina.

Le ciliegie sono composte per oltre i tre quarti di acqua e per la restante parte di zuccheri, il fruttosio in particolare. Parti minime di grassi e proteine di origine vegetale sono inoltre presenti. Ma sono le sostanze all’interno della ciliegia a essere davvero beneficanti, ossia la vitamina A e la vitamina C. Oltre a questo, le ciliegie sono ottime fonti di potassio e fosforo, che aiutano mente e corpo a sentirsi forti e più in salute.