Risotto con funghi e castagne secche

Castagne secche e funghi secchi convivono in un piatto: ecco un risotto che potrà stupire i vostri amici o che potrete preparare in un’occasione speciale.

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Ingredienti per 4 persone

  • riso g 320
  • castagne secche 50 g
  • funghi secchi 50 g
  • 1 dado da brodo
  • acqua qb
  • sale qb
  • pepe qb

Procedimento

Sciogliere il dado da brodo in acqua. Se si desidera che il brodo sia maggiormente concentrato, è bene optare per due dadi da brodo in acqua un po’ più abbondante. Intanto tostare il riso, per poi aggiungerci mano a mano il dado da brodo sciolto. La soluzione non dev’essere versata tutta insieme, ma bisogna aspettare che il riso assorba parzialmente il liquido, mentre il surplus evaporerà.

Quando il riso sarà a metà cottura, si potranno aggiungere i funghi secchi e le castagne secche, queste ultime dopo averle tagliate a cubetti. Il riso va rivoltato spesso, in modo che non si attacchi alla pentola o alla padella che si sta usando.

Si devono quindi aggiungere il sale e il pepe: questi possono essere scelti a proprio piacimento, ma se si vuole restare sul classico, meglio optare per sale iodato e pepe di Cayenna. Infine, si deve assaggiare il riso, per controllare che abbia terminato la cottura. Servire caldo.

Castagne, i valori nutrizionali

Tra sostanze benefiche e rimedi naturali: ecco perché consumare castagne fa bene.

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Le donne incinte lo sanno meglio di tutti gli altri: le castagne fanno bene. Perché? Perché sono ricche di acido folico, che aiuta nel prosieguo della gravidanza. Ma non solo questa sostanza rende le castagne un alimento assolutamente unico – oltre che gustosissimo e quindi amato da moltissime persone.

Le castagne contengono infatti acqua per il 50% e tante fibre. Se proprio bisogna trovare un piccolo neo è che le castagne sono caloriche – un etto di castagne secche presenta un apporto di 350 chilocalorie. Tra le altre sostanze notevoli contenute si segnalano i glucidi zuccherini e amilacei, proteine di natura vegetale (e quindi da preferire quando si fa sport per via dell’assimilazione a lento rilascio), potassio, magnesio, calcio, zolfo e fosforo vitamine idrosolubili come B1, B2, PP e C.

La castagne è stata usata fin dal Medioevo per combattere emicrania e gotta, per aiutare il cuore e il fegato, contro gli avvelenamenti e la febbre. Naturalmente, molte di queste cose sono state sfatate dalla ricerca scientifica, ciò non toglie che il consumo di castagne nella propria alimentazione aiuti a prevenire un sacco di scompensi di tipo alimentare, grazie alla presenza di vitamine e sali minerali.

Caldarroste per tutte le stagioni

Le caldarroste sono considerate a torto un alimento da consumare in autunno e inverno.

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Certo, in questo periodo dell’anno è un po’ difficile trovare dei caldarrostai agli angoli delle strade, pronti a servirci quei cartocci caldi e fumanti. È un’immagine da cartolina questa, che, fortunatamente, ognuno di noi può riscontrare in queste due stagioni, ma non più a lungo, per il corso dell’anno. Così le caldarroste finiscono per essere pensate come un alimento meramente stagionale.

Non è così: le caldarroste possono entrare come ingrediente in molti piatti dedicati a tutte le stagioni: possono essere utilizzate nei dolci soprattutto, accanto a piatti di carne, nei cocktail e così via. Non bisogna precludersi nulla, anzi lasciar fare alla propria creatività in cucina: si sperimentano ricette nuove e chi sa che non si crei qualcosa di davvero originale.

Naturalmente, in questa stagione, per esempio, è meglio consumarle fredde le caldarroste: si tratta di una mera questione di opportunità, perché il troppo caldo finirebbe per suggerire che non sia stata una buona idea mangiare le caldarroste. Per questa ragione, uno degli utilizzi ottimali è appunto come decorazione ai cocktail: sappiamo però che le caldarroste non sono mai una semplice decorazione e che il loro gusto è sempre in primo piano.