Il cinipide del castagno, origini e prospettive

Il cinipide del castagno e la sua pericolosità hanno a che vedere con il concetto di ecosistema.

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L’ecosistema è un ambiente in cui tutte le forme di vita si trovano in equilibrio: niente, in un’ecosistema perfetto, è a rischio estinzione e il mantenimento dell’ecosistema giova al pianeta Terra. Per questa ragione, quando si è in un aeroporto che effettua voli intercontinentali, si saranno notati dei cartelli che invitano a non portare da un continente all’altro animali o piante. Perché è così infatti che il cinipide del castagno è giunto in Europa e quindi in Italia.

Questo parassita, il cinipide, era originario della Cina infatti. Solo in un secondo momento ha trovato la sua “casa” in altre zone dell’Asia, come il Giappone, giungendo negli anni 2000 anche in Europa. Certo, in un mondo globalizzato, ci sembra normale avere uno smartphone disegnato negli USA e assemblato in Cina, delle scarpe realizzate in Spagna e delle lampadine prodotte in Giappone. La globalizzazione può essere una possibilità se significa scambi economici e culturali, mentre è un grosso danno quando inerisce l’ecologia, come in questo caso.

Perché il “viaggio” del cinipide del castagno è un danno: nel nostro ecosistema non c’erano gli adeguati avversari naturali per contrastarlo. Ora si sta provvedendo proprio in tal senso – e in quest’ottica si è anche a buon punto nella lotta al cinipide del castagno. Eppure questo ci insegna una lezione sull’importanza della preservazione del chilometro zero: che non può essere tale se le piante che daranno i nostri frutti non sono autoctone. Viviamo in un mondo profondamente mutato: tutto quello che possiamo fare è tutelare la sanità del nostro cibo.

Vendita castagne, quali caratteristiche?

Le castagne possono essere acquistate (e mangiate) tutto l’anno: ecco come.

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Le castagne fresche sono solo uno dei modi in cui questi frutti si trovano in commercio. Sono disponibili non solo nella versione al dettaglio, ma anche all’ingrosso, per ristoratori, caldarrostai e tutti gli addetti ai lavori. Ma non ci si ferma qui.

Altri modi in cui le castagne sono disponibili per la vendita sono le castagne secche, le castagne in barattolo, ma poi c’è anche la nzerta. Si tratta di una vera e propria collana di castagne, esattamente come quelle di pomodori o peperoni: le castagne vengono sfilate e utilizzate alla bisogna e la conservazione è a lungo termine.

Dalle castagne proviene anche il liquore alle castagne, la farina di castagne e ovviamente i marron glacé. I marroni altro non sono che castagne di qualità, che vengono preparate secondo questa ricetta che consiste in un dolce in cui un boccone tira l’altro.

Quale che sia il modo in cui vengono acquistate le castagne, quale che sia lo scopo per cui vengono acquistate – ossia il modo in cui vengono preparate, dalle “semplici” caldarroste a ricette maggiormente composite – i modi in cui le castagne sono disponibili sono tante, bisogna scegliere solo la propria versione ideale.

Ciliegie: gli utilizzi nei cocktail

Frutta di stagione e superalcolici costituiscono davvero un cocktail esplosivo, l’ideale per la primavera e l’estate che si avvicina inesorabilmente e con grandi attese

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I cocktail sono sempre il must dell’estate. Sanno di risate vicino al mare, di freschezza e allo stesso tempo di calore umano. E sono deliziosi con la frutta fresca. E quindi anche e soprattutto con le ciliegie. Ecco quindi alcuni modi per servire i superalcolici in cocktail o altre preparazioni per l’estate che si avvicina.

Le ciliegie stanno benissimo con la vodka, per cui possono essere frullate e aggiunte a vodka liscia, ma anche vodka aromatizzata alla ciliegia. Assolutamente da non utilizzare, vodka aromatizzata con altra frutta, perché potrebbe creare un gusto un po’ troppo stridente. Da provare anche un cicchetto di vodka liscia, con un cucchiaino sul fondo di succo di ciliegia oppure semplicemente con una ciliegia intera denocciolata all’interno.

Poi, le ciliegie possono accompagnare la decorazione di cocktail. Questo è un cocktail non codificato a livello internazionale, che io chiamo La Vie en Rose. È composto da una parte di Martini Rosé e da una parte di champagne oppure anche un buon prosecco: il cocktail può essere decorato da uno spiedino di ciliegie denocciolate da accompagnare all’alcolico.

Infine, da provare, una variante dello wakiki. Il wakiki è composto da due cicchetti, uno al rum, chiaro o scuro, e uno con del succo di pera, che vanno bevuti tutti d’un fiato in breve successione, prima il rum e poi il succo. Utilizzando altra frutta dolce, come le ciliegie, si può ricorrere a qualunque tipo di succo e quindi anche alle ciliegie appunto. Molto più buono di chi, per esempio, prepara il wakiki con l’ananas. Con il wakiki una sola regola da ricordare è d’obbligo: i due elementi, rum e succo, si devono mescolare sì, ma solo nello stomaco di chi li ha bevuti, mai in un sol bicchiere.