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Vendita funghi porcini

Vendita funghi porcini, consigli per l’uso

Dopo la vendita funghi porcini, questi saranno nelle nostre case, e allora come utilizzarli?

Vendita funghi porcini

La vendita funghi porcini serve a una cosa: portare queste bontà sulle nostre tavole. Ma come si utilizzano i funghi porcini in cucina? Abbiamo scritto spesso come questi ingredienti siano davvero versatili e ci spiace constatare come purtroppo per alcuni i vegetali, gli ortaggi e le verdure siano solo e semplicemente un contorno. Non è mai così – i vegani ne sanno molto in merito e quindi ci insegnano altrettanto – e soprattutto non è mai così con i funghi porcini: perché “sprecarli” solo per i contorni?

Con i primi piatti, i funghi porcini infatti danno il meglio. Che voi optiate per la più classica pasta (declinata in molti modi possibili, quindi non solo quella molto diffusa di grano duro, ma anche di grano arso, alla curcuma, aromatizzata agli agrumi o ai tartufi e così via), o per il riso, o il farro, eccetera.

I funghi porcini possono essere preparati nella maniera più tradizionale, cioè in umido con cipolla e pomodori freschi, ma anche trifolati, oppure lievemente sbollentati per poi essere frullati in una deliziosa cremina. Tra i sapori che stanno molto bene con i porcini, ci sono i succitati tartufi, ma anche il prezzemolo, il pepe nero e il peperoncino – i funghi stemperano molto il piccante, se parliamo di peperoncini freschi messicani o indiani. Quindi non solo carni o contorni. Chiaramente siamo italiani e per noi la pasta è regina, ma ricordiamoci che quando disponiamo di ingredienti tanto versatili, giocare in cucina non guasta mai.

Risotto con funghi e castagne secche

Castagne secche e funghi secchi convivono in un piatto: ecco un risotto che potrà stupire i vostri amici o che potrete preparare in un’occasione speciale.

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Ingredienti per 4 persone

  • riso g 320
  • castagne secche 50 g
  • funghi secchi 50 g
  • 1 dado da brodo
  • acqua qb
  • sale qb
  • pepe qb

Procedimento

Sciogliere il dado da brodo in acqua. Se si desidera che il brodo sia maggiormente concentrato, è bene optare per due dadi da brodo in acqua un po’ più abbondante. Intanto tostare il riso, per poi aggiungerci mano a mano il dado da brodo sciolto. La soluzione non dev’essere versata tutta insieme, ma bisogna aspettare che il riso assorba parzialmente il liquido, mentre il surplus evaporerà.

Quando il riso sarà a metà cottura, si potranno aggiungere i funghi secchi e le castagne secche, queste ultime dopo averle tagliate a cubetti. Il riso va rivoltato spesso, in modo che non si attacchi alla pentola o alla padella che si sta usando.

Si devono quindi aggiungere il sale e il pepe: questi possono essere scelti a proprio piacimento, ma se si vuole restare sul classico, meglio optare per sale iodato e pepe di Cayenna. Infine, si deve assaggiare il riso, per controllare che abbia terminato la cottura. Servire caldo.

Prodotti tipici: conoscere le tipicità in cucina

È importante raccontare l’Italia della buona tavola. Tutto su mozzarella di bufala, funghi, vino e chi più ne ha più ne metta.

Che cos’è la mozzarella di bufala? Con quali vini si accostano determinate pietanze? In quali piatti possiamo mettere i funghi porcini? A questa e a molte altre domande si cerca sempre di rispondere per raccontare l’Italia della buona tavola, dei cibi sani che danno nutrimento e provocano anche piacere e diletto per il palato.

Di questi tempi è fondamentale mangiare bene: tra notizie che ci giungono di OGM, mozzarelle blu, cibi sofisticati, sentiamo sempre più il bisogno di tornare all’antico, alla tradizione, alla genuinità delle preparazioni gastronomiche della nostre mamme e delle nostre nonne. Così un po ‘ di informazione a riguardo non fa mai male.

L’Italia, il meridione in particolare, pullula di prodotti tipici, dagli ortaggi alla frutta, passando per la carne e il pesce e anche prodotti lavorati come la succitata mozzarella di bufala, il vino, senza dimenticare la birra artigianale, una tendenza che sta prendendo sempre più piede anche a livello amatoriale.

Conoscere come avviene la coltivazione e la produzione è fondamentale. Per questo si dà tanta importanza al cosiddetto “chilometro zero”, che indica la realizzazione e distribuzione in loco dei prodotti alimentari. Si tratta di una sorta di ritorno all’antico, quando la grande distribuzione ancora non esisteva.

Oggi sembra molto più facile fare la spesa, ma in realtà non lo è. Si va al supermercato sotto casa e si acquista. Ma tra i tanti prodotti bisogna scegliere. Il prodotto locale dovrebbe vincere sempre e su tutto: di esso conosciamo la provenienza, sappiamo come è stato curato, come è stato fatto crescere, come è stato lavorato. Questo tipo di conoscenza dovrebbe essere fondamentale quando si parla di cibo. In un mondo alienante e alienato dovremmo essere capaci di riconoscere la bontà, ma a volte non lo siamo, perché presi dalle mille frenesie quotidiane.

Facciamoci un regalo, ogni giorno: mangiamo bene, mangiamo prodotti tipici italiani. Il nostro corpo, la nostra mente e il nostro cuore ci ringrazieranno silenziosamente.