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La lavorazione delle castagne (1a parte): dalla raccolta allo stoccaggio

La lavorazione delle castagne è un processo che richiede molte attente fasi, partiamo a esplorarle raccontando la raccolta, il conferimento e lo stoccaggio.

Le castagne arrivano sulla nostra tavola per miracolo? Certo che no: si tratta di un processo lungo e attento quello della lavorazione delle castagne e adesso ve lo raccontiamo in più fasi. La prima fase inerisce la raccolta delle castagne vera e propria, il loro conferimento e lo stoccaggio.

La raccolta delle castagne richiede molta manodopera, poiché viene eseguita ancora nel 21esimo secolo manualmente. Servono pinze, guanti, rastrelli, bastoni e contenitori, ma è anche un momento molto allegro, perché viene eseguito in compagnia e all’aria aperta. Solitamente, la raccolta frutta tra i 130 e i 180 chili al giorno di castagne, ma se si è particolarmente bravi si può arrivare anche a 280 chilogrammi. Si tratta di un momento stagionale, che viene effettuato quando i frutti cadono o sono sul punto di cadere dall’albero. La raccolta dura solitamente un mese, o più, secondo le qualità delle castagne che devono essere raccolte e i loro tempi di maturazione.

Dopo la raccolta c’è il conferimento, che avviene nella stessa giornata della raccolta: il prodotto viene accuratamente controllato, anche se la raccolta si svolge abbastanza in fretta per evitare elementi patogeni che potrebbero agire sulle castagne. Durante il conferimento, vengono prelevati dei campioni in modo da stabilire la pezzatura e quante castagne in percentuale siano bacate.

Infine, almeno per questa prima fase di lavorazione delle castagne, c’è lo stoccaggio, che rappresenta la fase più delicata, perché la conservazione deve avvenire in condizioni ottimali per gli effetti dell’attività metabolica della castagna e quelli di eventuali agenti patogeni. Lo stoccaggio deve essere ciclico, ma limitato nel tempo, perché la castagna è un frutto che somiglia alla frutta secca, ma la cui composizione favorisce lo scambio gassoso con l’ambiente circostante e quindi si presta ad attacchi di parassiti.

Castagne e caldarroste, gli eventi autunnali

Ecco un evento davvero gustoso che riguarda saporedicastagne.com e La Rambla: castagne e caldarroste per tutti i gusti nel mese di ottobre.

Le castagne sono il frutto autunnale per eccellenza, insieme naturalmente alle arance e alle melagrane. Così, quando arriva ottobre, tutti ci scateniamo e corriamo ad acquistare le castagne, perché non c’è niente di meglio della frutta di stagione, buona e sana. E in autunno proliferano tantissimi eventi che riguardano le castagne, perché sono un frutto che unisce, che invita al convivio. Perché la castagna è la perfetta rappresentazione naturale della natura umana.

Fuori dalla castagna c’è il riccio, quella scorsa dura e ispida di spine che rappresenta la nostra maschera, i sorrisi che sfoderiamo quando invece vorremmo piacere, quella corazza che indossiamo quando abbiamo paura che le cose o le altre persone ci potrebbero fare del male. Una volta liberata dal riccio, la castagna ha la scorza, che rappresenta il nostro abito più elegante. In autunno, in fondo, tutti vestiamo i colori naturali, come i marroni che vestono le castagne. Poi dopo la scorza c’è la pellicina, quella più leggera, come la biancheria intima che mostriamo solo a coloro che amiamo davvero. E alla fine c’è la castagna, il suo cuore, in tutta la sua dolcezza, ovvero il nostro lato buono, quello che vedono i nostri genitori, i nostri compagni, i figli, gli amici più cari.

Così Sapore di Castagne e La Rambla hanno deciso di dare il via a un evento congiunto che mostri la castagna nella sua purezza, nella sua naturalità e naturalmente in tutta la sua bontà. Ogni domenica di ottobre, presso il ristorante di Roccamonfina, verranno servite a chi lo richiederà delle roventi caldarroste, mentre nello show room si potranno acquistare le castagne fresche da preparare in casa secondo le necessità, le preferenze e le ricette che meglio si preferiscono.

Buon autunno a tutti e buon appetito!

Zuppa con porcini, castagne e fagioli, la ricetta

Ecco una ricetta: zuppa con porcini, castagne e fagioli, per portare in tavola tutta la genuinità della montagna.

C’è chi crede che le zuppe siano un piatto esclusivamente invernale, ma non è così. Come Slow Food insegna, ci sono molte zuppe che sono una vera e propria delizia in una sera d’estate. Anche una zuppa che preveda castagne non fa differenza con un piatto ritenuto maggiormente estivo come una zuppa di pesce: le castagne sono ritenute un frutto autunnale, ma grazie alle castagne in barattolo, a quelle disidratate e così via, sono disponibili per tutto l’anno. E anche questa zuppa è l’ideale per tutto l’anno, basta non farsi prendere troppo la mano dai pregiudizi.
Qui viene presentata una ricetta insolita, che potrebbe riservare molti feedback positivi sui vostri ospiti. Gli ingredienti principali sono funghi porcini, castagne e fagioli, una vera e propria zuppa di montagna insomma, che conserva il gusto dei boschi, della natura, della genuinità. Nella ricetta non sono indicate le quantità, che andranno decise di volta in volta in base alla dimensione della tavolata.

Ingredienti

  • Pane raffermo di qualche giorno
  • Fagioli
  • Funghi porcini
  • Olio d’oliva
  • Prezzemolo
  • Aglio
  • Castagne secche

Procedimento

  • Preparare del pane raffermo di qulalche giorno, tostarlo su di una griglia in modo che diventi di una consistenza simile a quella delle bruschette.
  • Tagliare il pane a dadini e metterlo da parte, servirà in seguito.
  • Lessare i fagioli dopo che sono stati in ammollo in acqua.
  • Trifolare i funghi porcini dopo averli lavati e tagliati. In padella vanno anche olio, prezzemolo e aglio.
  • Bollire le castagne secche, ma non esagerare con la cottura.
  • Mettere in un tegamino uno strato di base con il pane raffermo e cotto.
  • Impiattare nel tegamino le castagne, i fagioli e i funghi porcini, che devono essere prima messi insieme con un po’ d’acqua e cotti fino al primo bollore.
  • I più ardimentosi potranno anche aggiungerci delle spezie a piacimento: consigliati il pepe nero o il peperoncino piccante, anche insieme se non si ha paura del risultato.