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Mozzarella di bufala, dalla Campania con semplicità

Mozzarella di bufala, tipologie e una ricetta semplice semplice: la caprese.

La mozzarella di bufala è un prodotto tipico prodotto nel centro Italia, in particolare della Campania, dove è presente in tre tipologie differenti, in base al luogo di produzione. I tre tipi fondamentali di mozzarella di bufala campana sono quello prodotto nell’agro aversano, che presenta un sapore acidulo ed è probabilmente il gusto più diffuso che si distingue dalla tipica goccia di latte che fuoriesce quando si taglia la mozzarella, quello di Mondragone, che ha un gusto più tenue e si presta ai palati più disparati, quella di Paestum, molto più consistente e sapida, una mozzarella che sazia con tanto sapore.

La mozzarella di bufala è un prodotto imprescindibile soprattutto in estate. Per gustarla al meglio sarebbe bene consumarla appena pronta, magari al mattino nel corso di una colazione davvero speciale, mangiandola con le mani a grandi morsi, quasi con lussuria e libidine. Perché la mozzarella di bufala è proprio questo, una libidine di sapore che collochiamo per convenienza in una regione, ma che appartiene al patrimonio culinario di un’intera umanità, oggi infatti facilmente esportabile in tutto il mondo e che tutto il mondo ci invidia.

Una ricetta semplice semplice, un piatto unico e fresco da preparare in estate, è una preparazione tipica campana, la caprese: ecco come si prepara. Tagliare a fette la mozzarella di bufala e fare lo stesso con dei grandi pomodori da insalata. Disporre nel piatto i pomodori e la mozzarella, alternando gli uno con l’altra. Salare e pepare a piacimento, aggiungere un filo d’olio e, se si gradisce, anche una lieve spolverata di origano essiccato. Se si è dei ghiottoni impenitenti, si possono aggiungere anche altri ingredienti che si discostano dalla ricetta tradizionale ma in realtà ne amplificano soltanto il sapore. L’ideale e l’escamotage più semplice è ricorrere a sottoli, come melanzane e funghetti, magari carote e rape sottaceto, olive verdi e nere, e chi più ne ha più ne metta.

Olio extravergine d’oliva prodotto tipico

Stasera sono stanchissima. Da qualche settimana abbiamo cominciato la raccolta delle olive… e’ faticoso ma e’ sempre un piacere trascorrere i pomeriggi nei campi.

Quest’ anno la produzione delle olive e ‘ un po’ piu’ scarsa ma l’ olio sara’ sicuramente ottimo! Quando le olive non sono ben mature l’ olio ha un sapore eccellente.

Non vedo l’ ora di provarlo sui crostini di pane; spesso organizziamo delle cene tra amici esclusivamente per assaggiare l’ olio novello.

Proprio come le castagne, le coltivazioni di olive sul nostro territorio sono molto diffuse e si produce olio di alta qualita’.

Tra i nostri prodotti tipici, l’ olio extravergine di oliva e’ forse il piu’ richiesto.
Mentre raccoglievo le olive, oggi pensavo che questo e’ l’ unico frutto dal quale si ottiene l’ olio dalla semplice spremitura, senza altri passaggi.

Eppure, a guardarle, mi sembravano cosi’, come dire…vuote, sembrano non contenere nulla, forse perche’ troppo piccole… ma, non so, avevo questa stupida impressione! Invece, poi, quando arrivano cosi’ liquide dal frantoio pensi: che miracolo! Tante piccole bacche danno vita ad una prelibatezza che rende il nostro territorio invidiato da altri in cui i terreni non sono adatti a questo tipo di coltivazione.
Mentre si lavora tra gli oliveti, ci si scambiano opinioni, segreti, ricette e si raccontano storie passate di quando l’ olio era uno dei pochi alimenti per sfamarsi, e beati coloro che potevano permetterselo! I miei nonni, nel dopoguerra, quando riuscivano a mangiare le bruschette con l’ olio si sentivano nobili, il pranzo era ” di lusso”. Noi oggi non diamo piu’ spazio a queste sensazioni.

Ma grazie a Dio la bruschetta con l’ olio e’ ancora molto apprezzata dai nostri palati intelligenti!
A me piace cosi’ tanto che sto pensando di farvi assaggiare una bruschetta non proprio tradizionale ma dove l’ olio extravergine d’ oliva non puo’ mancare, il suo gusto viene esaltato dai diversi ingredienti vegetali.

CROSTONI CON SALSA ALLA PROVENZALE
Per la salsa: 400g d’ olive nere
2 spicchi d’ aglio tritato
2 filetti di acciuga sgocciolati
2 cucchiai di capperi sott’ aceto sgocciolati
2 cucchiai di timo fresco
2 cucchiai di senape
1 cucchiaio di succo di limone
60 ml d’ olio d’ oliva extravergine
1 cucchiaio di brandy
Sale, pepe.

Dopo aver snocciolato le olive  mettetele in un mixer con l’ aglio, le acciughe, i capperi, il timo, la senape, il succo di limone, l’ olio e il brandy; frullate fino ad ottenere un composto omogeneo.
Aggiustate di sale e di pepe, trasferite in un vasetto di vetro, coprite con un po’ d’ olio e sigillate con il tappo. Mettete poi il vasetto nel frigorifero per una settimana.

Tagliare orizzontalmente  la pagnotta.

Ponete le fette sul grill del forno per una quindicina di minuti a temperatura moderata e grigliatela su entrambi i lati. Spalmate la salsa sul pane e sevite.
Conservando la salsa in frigorifero potrebbe succedere che l’ olio solidifichi e formi piccole macchie bianche, che pero’ non pregiudicano la qualita’ e il sapore della salsa.

Per ovviare all’ inconveniente, basta tirarla fuori dal frigo 20 minuti prima di servirla in tavola.

Assaggiate e fatemi sapere!!!

La Crema di Castagne

Finalmente oggi e’ domenica, ci si riposa!
Stamattina sveglia alle 8 e colazione con te’ e pane bianco con crema di castagne… ottima! Ho riscaldato il pane ed ho spalmato le castagne e cosi’ ho fatto felice tutta la famiglia.
La crema di castagne e’ tra i desserts piu’ golosi ricavati da un prodotto autunnale. Essa si puo’ gustare da sola o puo’ essere utilizzata per farcire torte, bigne’, tiramisu’ alle castagne e tanto altro ancora. Alcuni la utilizzano anche con piatti salati, dovro’ provarci anch’ io!
Per me che amo le castagne e’ una fortuna vivere nella zona di Roccamonfina dove uno dei principali prodotti tipici e’ proprio la castagna.  In questa zona siamo circondati da castagneti ed e’ bellissimo passeggiare nei boschi e osservare i molteplici colori che l’ autunno ci regala.

La natura si tinge con i toni piu’ caldi e i riflessi dorati dei ricci delle castagne incorniciano quest’ opera d’ arte.
Vorrei che fosse possibile far passare virtualmente tutti gli odori del bosco d’ autunno, dalla terra bagnata al profumo dei funghi e tutte le sensazioni e la spensieratezza che da’ la raccolta anche di una semplice castagna.

La gioia che leggo negli occhi della mia bambina quando, passeggiando, si riempie le tasche di castagne e’ inequiparabile. Mi fa ritornare indietro coi ricordi a quando ero bambina e mio nonno mi portava gia’ a settembre nei boschi a raccogliere le castagne.

Vedevo quegli alberi cosi’ alti e gia’ allora mi stupivo per le meraviglie del creato.
E poi i boschi affollati di persone che lavorano trasmettono un’ allegria particolare capace di riempirti l’ animo di una immensa positivita’.

Pero’ purtroppo la raccolta delle castagne qui da noi e’ quasi terminata, ora si lavora per ottenere dei prodotti eccellenti tipici del nostro territorio. In primis il ” castagnaccio” ( oltre la crema di castagne, di cui vi ho gia’ parlato), poi i liquori, le caldarroste in barattolo che potrete trovare anche sul nostro sito ( io adoro quelle all’amaretto!).

E pensare che un semplice seme marrone puo’ farci parlare cosi’ tanto di lui… gia’ un seme, perche’ erroneamente noi consideriamo la castagna un frutto ( me compresa), invece mi e’ stato spiegato che altro non e’ che il seme di un frutto quale il riccio. Certo che mangiare un riccio sarebbe proprio un’ impresa da fachiro!!!
Allora noi continuiamo a mangiare questo seme e tutti i prodotti in vendita su saporedicastagne.com!