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Castagne, proteggono dal raffreddore?

Una credenza popolare spinge a ritenere che le castagne proteggano dal raffreddore: ecco come e perché si tratta di una sonora bufala.

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Due castagne in tasca e ci si salva dal raffreddore? Assolutamente no, non è vero, si tratta di una credenza popolare senza nessun fondamento scientifico. Tuttavia, se lo si vuole fare come gesto scaramantico e divertente non esiste nessuna controindicazione: due castagne in tasca possono essere un simpatico portafortuna. Ma perché nasce questa leggenda e in cosa consiste?

Non sono le castagne vere, il nostro frutto preferito a essere l’oggetto della credenza, bensì le cosiddette castagne matte, che non sono il frutto del castagno ma dell’ippocastano. Le castagne matte non sono commestibili, perché sono tossiche per l’uomo. Anticamente venivano date ai cavalli oppure le persone ne masticavano le bucce esterne proprio contro il raffreddore.

Masticare le castagne matte è proprio una cosa da non fare invece, dato che sono tossiche. Meglio optare per i metodi tradizionali, naturali o chimici che siano, per contrastare il raffreddore e non ricorrere a delle magie che ovviamente non funzionano. E al massimo riscaldarsi un po’ vicino al caminetto con un pugno di caldarroste tra le mani. Quelle sono sempre ottime per il cuore e il corpo.

Sagre d’autunno, un bilancio

Le sagre d’autunno in Campania sono per lo già concluse nel mese di ottobre, ma nel resto d’Italia qualcuna è ancora attesa per novembre.

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Questo non ci impedisce di poter stilare un primo bilancio su come stia andando l’attuale stagione delle castagne. Ogni anno, il periodo della sagra delle castagne ci danno una traccia di come stia andando la raccolta e un dato è sempre abbastanza palese fin dall’inizio: le castagne sono un frutto sempre più amato da tutti, persone di ogni età, che svolgono mestieri diversi, che abbracciano abitudini alimentari diverse.

L’altro dato da registrare è che sempre più, accanto alle preparazioni tradizionali, dalle più canoniche caldarroste, le persone sono in cerca di nuove ricette da gourmet con cui preparare le castagne. In altre parole, questi frutti sono passati dall’essere impiagati nelle preparazioni più antiche della tradizione regionale italiana, come il castagnaccio, in ricette insolite e stuzzicanti. Soprattutto quanto parliamo di piatti a base di carne.

Quando finiscono le sagre d’autunno resta sempre un po’ d’amaro in bocca. Perché si ha la consapevolezza che le castagne fresche dureranno ancora per poco tempo. Quando non ci sono, le castagne fresche ci mancano tanto. E alle prime brezze di fine estate sentiamo già la voglia delle prime castagne primitive.

Castagne o marroni, quali differenze in cucina?

Le castagne e i marroni sono diversi in molte cose, ma in cucina hanno la stessa valenza.

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C’è chi dice che i marroni sono solo castagne più grosse, ma è una leggenda metropolitana. C’è chi dice che i marroni sono il frutto coltivato di un albero selvatico di castagne dopo successivi innesti ed è vero – tranne per i casi in cui gli alberi in questioni si trasformano in alberi di castagne più dolci, il che ci ricollega ai marroni che sono, di fatto, più dolci. Ma cosa cambia in cucina?

Ebbene, in cucina non cambia assolutamente nulla. E parliamo sia dal punto di vista dei valori nutrizionali sia dal punto di vista delle ricette – con l’eccezione del fatto che i marroni, essendo appunto più dolci, sono caldamente da sconsigliare alle persone affette da diabete.

Sia castagne che marroni sono ricchi di carboidrati, acqua, sali minerali, vitamine e proteine. Tutte le preparazioni che valgono per le une valgono anche per gli altri. Quindi via libera a marmellate e confetture, torte – il castagnaccio in particolare – crepes, polenta, ma anche creme, e utilizzo in piatti salati, soprattutto di carne.

Non bisogna dimenticare inoltre che con le foglie di castagne e marroni si prepara un ottimo infuso, che allevia le infiammazioni della gola e aiuta contro la diarrea.