Tra le castagne che sono prodotte dai castagni e le castagne che sono prodotte dalgli ippocastani c’è una grande differenza.
Sarà capitato a tutti di scorgere su Internet le immagini di strane castagne che sono contenute ognuna in un suo riccio e non in gruppi. Queste castagne prendono il nome di castagne matte, le loro bucce più esterne sono giallognole e ricordano la forma di una mina e il frutto all’interno è molto grande. La la più grossa differenza da tenere a mente è che le castagne matte non si possono assolutamente mangiare.
Le castagne matte sono infatti estremamente tossiche – in barba a chi, in antichità, le masticava per tenere lontano il raffreddore – e tuttavia venivano date da masticare ai cavalli, da cui trae il nome dell’albero che produce le castagne matte, ossia l’ippocastano – la parola contiene infatti il prefisso «ippo» che presenta un’etimologia greca e indica il cavallo.
Le castagne che vengono dai castagni invece sono piccoline rispetto alle castagne matte, sono contenute in gruppi all’interno di un riccio spinoso come un istrice – non è un caso che ci siano leggende che accomunano il riccio delle castagne al simpaticissimo animale – e il riccio cambia colore secondo la maturazione, virando dal verde al marroncino. Naturalmente le castagne del castagno sono buonissime: tra le preparazioni più diffuse con esse ci sono le caldarroste, ma sono utilizzate anche per primi, secondi e, naturalmente, tanti dolci.

