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Castagni e ippocastani, la differenza

Tra le castagne che sono prodotte dai castagni e le castagne che sono prodotte dalgli ippocastani c’è una grande differenza.

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Sarà capitato a tutti di scorgere su Internet le immagini di strane castagne che sono contenute ognuna in un suo riccio e non in gruppi. Queste castagne prendono il nome di castagne matte, le loro bucce più esterne sono giallognole e ricordano la forma di una mina e il frutto all’interno è molto grande. La la più grossa differenza da tenere a mente è che le castagne matte non si possono assolutamente mangiare.

Le castagne matte sono infatti estremamente tossiche – in barba a chi, in antichità, le masticava per tenere lontano il raffreddore – e tuttavia venivano date da masticare ai cavalli, da cui trae il nome dell’albero che produce le castagne matte, ossia l’ippocastano – la parola contiene infatti il prefisso «ippo» che presenta un’etimologia greca e indica il cavallo.

Le castagne che vengono dai castagni invece sono piccoline rispetto alle castagne matte, sono contenute in gruppi all’interno di un riccio spinoso come un istrice – non è un caso che ci siano leggende che accomunano il riccio delle castagne al simpaticissimo animale – e il riccio cambia colore secondo la maturazione, virando dal verde al marroncino. Naturalmente le castagne del castagno sono buonissime: tra le preparazioni più diffuse con esse ci sono le caldarroste, ma sono utilizzate anche per primi, secondi e, naturalmente, tanti dolci.

Castagne, proteggono dal raffreddore?

Una credenza popolare spinge a ritenere che le castagne proteggano dal raffreddore: ecco come e perché si tratta di una sonora bufala.

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Due castagne in tasca e ci si salva dal raffreddore? Assolutamente no, non è vero, si tratta di una credenza popolare senza nessun fondamento scientifico. Tuttavia, se lo si vuole fare come gesto scaramantico e divertente non esiste nessuna controindicazione: due castagne in tasca possono essere un simpatico portafortuna. Ma perché nasce questa leggenda e in cosa consiste?

Non sono le castagne vere, il nostro frutto preferito a essere l’oggetto della credenza, bensì le cosiddette castagne matte, che non sono il frutto del castagno ma dell’ippocastano. Le castagne matte non sono commestibili, perché sono tossiche per l’uomo. Anticamente venivano date ai cavalli oppure le persone ne masticavano le bucce esterne proprio contro il raffreddore.

Masticare le castagne matte è proprio una cosa da non fare invece, dato che sono tossiche. Meglio optare per i metodi tradizionali, naturali o chimici che siano, per contrastare il raffreddore e non ricorrere a delle magie che ovviamente non funzionano. E al massimo riscaldarsi un po’ vicino al caminetto con un pugno di caldarroste tra le mani. Quelle sono sempre ottime per il cuore e il corpo.