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Castagne, l’essenza del Mont Blanc

Anche nelle ricette non originali del Mont Blanc, la castagna c’è.

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Molte ricette della tradizione regionale italiana presentano tantissime varianti e il Mont Blanc non fa certo differenza. Ma qual è il tratto distintivo di tutte queste varianti? Molto semplice: è la castagna. Quindi in un certo senso, è la castagna che rappresenta l’autentica essenza di dolci come il Mont Blanc.

Quindi forse non è come dice Nanni Moretti nel film “Bianca”, quando invita a non fare il tunnel, a non scavare nel Mont Blanc, perché, togliendo tutta la panna, «la castagna, da solo, non ha senso». La castagna ha una valenza molto più importante nel Mont Blanc – come in altri dolci.

Accade perché la castagna ha un carattere molto ben definito: significa che il sapore di questo frutto non passa certo inosservato, anche accanto a sapori e gusti molto intensi, come appunto possono essere panna o meringa.

C’è da dire che è la stessa ragione per cui oggi le castagne rientrano in alcune ricette salate in maniera davvero rivoluzionaria: ci vuole un gusto deciso per supportare un altro gusto deciso e con la castagna si va in un certo senso sul sicuro. Perché non di può fare a meno di amarla.

Castagne del prete, che cosa sono

Ve lo diciamo subito: le castagne del prete sono un ottimo snack naturale.

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In tutti i periodi dell’anno, chi segue un’alimentazione ben equilibrata, si avvale di uno snack a metà pomeriggio. Accade anche a chi sta facendo la dieta dimagrante, soprattutto se si tratta di una dieta che mira ad accelerare il metabolismo. Ma qual è lo snack perfetto per chiunque a quell’ora del giorno? La risposta è nelle castagne del prete.

Le castagne del prete sono spesso confezionate tra l’altro in pratici pacchetti sottovuoto, e questo significa che chiunque le voglia mangiare può portarsele dove gli pare, soprattutto al lavoro, se lavora in orario pomeridiano. Le castagne del prete tolgono la fame in pochi morsi e quindi non c’è neppure bisogno di esagerare, dato che le castagne sono molto caloriche.

Un discorso a parte va fatto per le donne incinte, che spesso hanno bisogno di piccoli snack per mandare via quella brutta sensazione indotta dal reflusso grastroesofageo. Mangiando una castagna del prete, di tanto in tanto, la sensazione sgradevole va via. E in più si assume acido folico, che in dolce attesa fa benissimo. Ricordando sempre che però non bisogna esagerare: troppe calorie e troppo acido folico possono essere comunque dannosi.

Castagne, la tradizione del pasto

Le castagne, un tempo, venivano utilizzate per un intero pasto: di cosa si trattava?

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C’erano una volta le castagne. Non è che adesso non ci siano più, ma hanno perso il valore profondo che un tempo si attribuisce loro. Adesso, per esempio, le castagne sono un rito quando diventano caldarroste. O sono uno sfizio da gourmet per le differenti preparazioni dolci e salate. Ma un tempo era tutto diverso.

Perché le castagne un tempo erano un’ancora di salvezza. Erano il modo in cui molte popolazioni, soprattutto quelle contadine oppure di montagna traevano il loro sostentamento. Non si trattava solo di castagne in senso stretto, ma anche di marmellate di castagne e di farina di castagne: in altre parole, i nostri antenati, con le castagne riuscivano a realizzare un intero pasto.

Oggi sarebbe insolito, ma ieri era una manna dal cielo. In gran parte delle preparazioni salate, le castagne venivano lessate, per poi realizzare spesso una purea. Il modo di conservazione delle castagne era semplice e non richiedeva particolari ausili tecnologici. Per questa ragione, si ricorreva a esse soprattutto in periodi di magra: le castagne assicuravano sì il sostentamento, ma anche il gusto. E la profonda bontà che tutte le cose semplici porta con sé faceva il resto, tanto che oggi si è tutto trasformato in ricordo da tramandare.