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Castagne o marroni, quali differenze in cucina?

Le castagne e i marroni sono diversi in molte cose, ma in cucina hanno la stessa valenza.

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C’è chi dice che i marroni sono solo castagne più grosse, ma è una leggenda metropolitana. C’è chi dice che i marroni sono il frutto coltivato di un albero selvatico di castagne dopo successivi innesti ed è vero – tranne per i casi in cui gli alberi in questioni si trasformano in alberi di castagne più dolci, il che ci ricollega ai marroni che sono, di fatto, più dolci. Ma cosa cambia in cucina?

Ebbene, in cucina non cambia assolutamente nulla. E parliamo sia dal punto di vista dei valori nutrizionali sia dal punto di vista delle ricette – con l’eccezione del fatto che i marroni, essendo appunto più dolci, sono caldamente da sconsigliare alle persone affette da diabete.

Sia castagne che marroni sono ricchi di carboidrati, acqua, sali minerali, vitamine e proteine. Tutte le preparazioni che valgono per le une valgono anche per gli altri. Quindi via libera a marmellate e confetture, torte – il castagnaccio in particolare – crepes, polenta, ma anche creme, e utilizzo in piatti salati, soprattutto di carne.

Non bisogna dimenticare inoltre che con le foglie di castagne e marroni si prepara un ottimo infuso, che allevia le infiammazioni della gola e aiuta contro la diarrea.

Castagne del prete, che cosa sono

Ve lo diciamo subito: le castagne del prete sono un ottimo snack naturale.

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In tutti i periodi dell’anno, chi segue un’alimentazione ben equilibrata, si avvale di uno snack a metà pomeriggio. Accade anche a chi sta facendo la dieta dimagrante, soprattutto se si tratta di una dieta che mira ad accelerare il metabolismo. Ma qual è lo snack perfetto per chiunque a quell’ora del giorno? La risposta è nelle castagne del prete.

Le castagne del prete sono spesso confezionate tra l’altro in pratici pacchetti sottovuoto, e questo significa che chiunque le voglia mangiare può portarsele dove gli pare, soprattutto al lavoro, se lavora in orario pomeridiano. Le castagne del prete tolgono la fame in pochi morsi e quindi non c’è neppure bisogno di esagerare, dato che le castagne sono molto caloriche.

Un discorso a parte va fatto per le donne incinte, che spesso hanno bisogno di piccoli snack per mandare via quella brutta sensazione indotta dal reflusso grastroesofageo. Mangiando una castagna del prete, di tanto in tanto, la sensazione sgradevole va via. E in più si assume acido folico, che in dolce attesa fa benissimo. Ricordando sempre che però non bisogna esagerare: troppe calorie e troppo acido folico possono essere comunque dannosi.

Castagne, la tradizione del pasto

Le castagne, un tempo, venivano utilizzate per un intero pasto: di cosa si trattava?

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C’erano una volta le castagne. Non è che adesso non ci siano più, ma hanno perso il valore profondo che un tempo si attribuisce loro. Adesso, per esempio, le castagne sono un rito quando diventano caldarroste. O sono uno sfizio da gourmet per le differenti preparazioni dolci e salate. Ma un tempo era tutto diverso.

Perché le castagne un tempo erano un’ancora di salvezza. Erano il modo in cui molte popolazioni, soprattutto quelle contadine oppure di montagna traevano il loro sostentamento. Non si trattava solo di castagne in senso stretto, ma anche di marmellate di castagne e di farina di castagne: in altre parole, i nostri antenati, con le castagne riuscivano a realizzare un intero pasto.

Oggi sarebbe insolito, ma ieri era una manna dal cielo. In gran parte delle preparazioni salate, le castagne venivano lessate, per poi realizzare spesso una purea. Il modo di conservazione delle castagne era semplice e non richiedeva particolari ausili tecnologici. Per questa ragione, si ricorreva a esse soprattutto in periodi di magra: le castagne assicuravano sì il sostentamento, ma anche il gusto. E la profonda bontà che tutte le cose semplici porta con sé faceva il resto, tanto che oggi si è tutto trasformato in ricordo da tramandare.