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Come conservare le castagne

Le castagne si possono conservare in un periodo medio-lungo, ma bisogna prestare attenzione a determinate accortezze, perché come tutti i frutti freschi anche le castagne sono deperibili.

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Quando si devono conservare le castagne, ci sono molti metodi che possono essere seguiti. Innanzi tutto, è importante controllare che non vi siano “ospiti” all’interno delle castagne, soprattutto se le si raccoglie in proprio. E ricontrollare ogni tanto, perché non si sa mai. In generale, le castagne hanno bisogno di essere ospitate in luoghi freschi, asciutti e areati. Meglio non sistemare le castagne fresche in più strati, ma in uno solo.

Per sapere quali castagne escludere dalla conservazione, perché vuote, le si deve immergere nell’acqua: se vengono a galla sono da buttare. I frutti si possono conservare in acqua per una settimana, ma a una temperatura compresa tra 20 e 25 gradi centigradi, per non farle marcire. Poi le castagne si devono asciugare: il metodo più semplice è lasciarle all’aperto dopo averle asciugate con un panno. Conservandole in un sacco di iuta, si otterranno castagne secche.

Solitamente, le castagne fresche durano due settimane, ma se si sta bene attenti forse, talvolta, si può anche allungare la consumazione di qualche giorno. Un’accortezza suggerisce che i frutti siano conservati ancora nei ricci oppure le castagne possono essere asciugate in un posto fresco che non sia umido, come una cantina, un sottoscala, uno stanzino dotato di finestra.

Castagne, come funziona la produzione

La produzione di castagne rappresenta un capitolo affascinante sull’argomento: ecco cosa significa per la storia dell’economia italiana e come si può fare in piccolo, nel proprio giardino.

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Qualunque cosa abbia a che fare con il settore agroalimentare, in Italia, rappresenta una grossa risorsa economica. La castagna, la sativa mediterranea che impera nel Belpaese, è uno dei simboli di queste risorse: la recente lotta al cinipide e quella precedente al mal d’inchiostro e al cancro della corteccia lo testimoniano. La scomparsa di castagni e castagne sarebbe una perdita senza precedenti, per questa ragione si cerca di tutelare un patrimonio che il tempo ha comunque ridotto, ma che dà segnali di crescita.

Attualmente le regioni più ricche di castagneti sono quelle in cui le colline digradano fino alle montagne, come il Piemonte, la Sicilia, il Lazio e, naturalmente, la nostra bella Campania. Dove a partire dalla tempestiva, dalla fine dell’estate al tardo autunno, la raccolta delle castagne segue molte, moltissime varietà.

I castagni, che sono piante molto longeve, possono anche essere coltivati in casa, ma bisogna prima aver presente che il castagno europeo è una pianta enorme – di altezza fino a 30 metri e di diametro fino a 15 metri per quanto riguarda la chioma – quindi il vostro giardino deve avere delle dimensioni considerevoli se ne volete piantare alcuni. Per due soli, anche un giardino di medie dimensioni, in cui vi siano anche altri alberi da frutta, va benissimo: ne servono due perché una deve essere la pianta maschile e l’altra la pianta femminile, come avviene, per esempio, per il fico e il profico.

Castagne, rimedio naturale fin dall’antichità

Un tempo ci si curava con i frutti della terra: in tal senso, anche le castagne avevano un grosso ruolo tra i rimedi naturali.

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Naturalmente, quando si parla di rimedi naturali, tutto va preso con le pinze: va bene aumentare la propria assunzione di fibre con le castagne per regolarizzare l’intestino, ma per qualunque ipotesi curativa è sempre meglio rivolgersi al proprio medico che non al fai da te. Come dicevamo, appunto, le castagne sono ricche di fibre e questo significa che possono avere un potere lassativo. Lo scriveva perfino Ippocrate.

Tutte le donne incinte sanno che fa loro bene l’assunzione di castagne, perché ricche di acido folico, mentre va ricordato in generale che le castagne riducono il colesterolo e riequilibrano la flora batterica, aiutano in caso di anemia e stanchezza psicofisica e rappresentano da sempre un’alternativa ai cereali, tanto che vengono chiamate «il cereale che cresce sull’albero» oppure «pane di montagna», essendo state per secoli alla base della dieta montanara.

Tra le abitudini antiche associate alle castagne, va annoverato il fatto che venivano offerte in dono dagli innamorati. Quindi oggi delicate praline, millenni or sono dolcissime castagne: le abitudini non cambiano in fondo di molto, dato che le castagne sono comunque un frutto davvero calorico, non meno dei cioccolatini.