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Caldarroste, tutto il gusto dell’autunno

Le caldarroste non sono semplicemente buone e sane, ma rappresentano parte della nostra cultura alimentare.

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Le caldarroste non sono semplicemente delle castagne arrostite sul fuoco. O meglio, lo sono ma non sono solo questo. Sono parte della nostra cultura popolare in campo alimentare. Tutto parte dal fatto che in molte zone di montagna le caldarroste hanno rappresentato per secoli la “merenda” per eccellenza, buona e sana: le castagne erano in abbondanza e farle diventare caldarroste era il metodo più semplice e veloce per prepararle al meglio, senza perdere le sostanze nutritive e… per riscaldarsi le mani mentre le si sbucciava.

Nei periodi più bui della storia d’Italia, quando la povertà imperava, le castagne erano una risorsa per tutti: quando i cereali scarseggiavano, le castagne e la farina di castagne rappresentavano un’autentica risorsa per il sostentamento di ampie fasce di popolazione.

Oggi il romanticismo fa il resto. Le castagne sono un vero e proprio rituale in autunno: un caminetto acceso, dei bambini che giocano, magari degli amici intenti a sorseggiare del vino rosso con delle calde caldarroste tra le mani e magari una pigna che spande profumo di resina per tutta la casa. È questo, in fondo, il fascino del periodo autunnale, è questo il fascino delle castagne.

Castagne, credenze popolari

Le castagne sono un frutto affascinante, oltre che buonissimo: la loro forma è misteriosa, così come la loro essenza, per cui nel tempo si sono prestate alla fantasia popolare.

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Certo non esiste una Grande Castagna come una Grande Zucca, ma in ogni caso, la credenza popolare indica in questo frutto delle proprietà miracolose e magiche. Innanzi tutto, ci sono le credenze di stagione: le castagne spuntano in autunno, per cui in alcune zone vengono utilizzate come dono per i morti, in occasione del 2 novembre.

Altro che Halloween, l’Italia possiede infatti un sottobosco di tradizioni popolari, che hanno a che vedere con la stagionalità: il 2 novembre è autunno, è il giorno dei morti ed è il periodo delle castagne, per cui ce ne sono in abbondanza. Ma non si tratta solo di questo. La sera del 1 novembre ancora oggi qualcuno lascia delle castagne sul tavolo della cucina, per nutrire le anime dei morti.

Secondo alcune leggende inoltre, le castagne potrebbero assorbire le energie negative e quindi guarire le persone malate. Basta mettere un numero di castagne dispari, per esempio 3, o 5 o 7, in un vaso di ceramica accanto al letto della persona malata. Naturalmente, si tratta di leggende che conservano sempre il folklore di un tempo, ma che non possono essere prese in considerazione come verità.

Castagni, come funziona la coltivazione

La coltivazione delle castagne appare un’impresa ardua, ma i castagni sono piante maestose e vale la pena applicarvisi un po’ di più.

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Come spiegavamo in un altro post, è bene munirsi di almeno due piante di castagno per cominciare: una che sia maschile e una che sia femminile, al fine di ottenere una buona produzione di castagne. La piantumazione deve avvenire nella stagione fredda, quindi a partire dall’autunno: in commercio esistono già piante innestate con castagno selvatico, altrimenti i meno avvezzi al giardinaggio potrebbero avere dei problemi a farlo.

Le piante devono essere collocate ben distanziate: ricordate, come spiegavamo in un altro post, i castagni giungono a un’altezza di ben 30 metri, mentre il diametro della loro chioma arriva anche a 15 metri. La coltivazione dei castagni è sconsigliata laddove vi sia un terreno carsico, mentre la terra deve avere un ph neutro oppure acido per dare buone castagne. Nella buca per la piantumazione, profonda una decina di centimetri, va inserita una miscela di concime a base di perfosfato minerale, solfato di potassio e letame maturo.

All’inizio è meglio ricorrere a un paletto di sostegno per la pianta appena piantata: il castagno è molto sensibile e quindi ha bisogno di essere “accompagnato” inizialmente nel suo viaggio di crescita. È bene che il paletto sia in plastica, per evitare eventuali parassiti.