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Come abbinare le castagne a fine pasto

Quando mangiare le castagne e le caldarroste? Molti le preferiscono a fine pasto, come frutta o addirittura al posto del dolce.

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Come si mangiano le castagne a fine pasto? La tradizione vuole che siano le caldarroste le regine del fine pasto, ma non sempre è possibile averle a disposizione. Come mai le caldarroste non sono sempre disponibili? In realtà, quando parliamo di disponibilità ci riferiamo solo ed esclusivamente al prodotto fresco, che risente quindi del trascorrere delle stagioni: quando finisce l’autunno non ci sono più le castagne e quindi neppure le caldarroste fresche.

Quali sono gli altri modi quindi? Uno è sotto forma di castagne del prete, sebbene queste ultime vadano considerate solitamente come uno snack di metà mattina o metà pomeriggio. Un altro modo è rappresentato dalle castagne in barattolo: in questo modo le castagne e le caldarroste fungono anche da digestivo in un certo senso, perché spesso questo prodotto si trova conservato sotto grappa, sotto rum o altro tipo di liquore.

Come mai le castagne si consumano a fine pasto? Be’, una ragione potrebbe essere il fatto che sono un frutto estremamente dolce e che quindi possono sostituire il dessert anche da sole. L’altra ragione può essere dettata dal fatto che esistono dei dessert estremamente raffinati a base di castagne come i marron glacé, quindi l’associazione mentale fa il resto.

Castagne e tradizioni contadine, la nzerta

La nzerta, la sua etimologia e la tradizione legata alle castagne e non solo.

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Quando la civiltà contadina era quella predominante, la nzerta costituiva il metodo di conservazione degli alimenti più diffuso. Vi si ricorreva per molti prodotti: pomodori, aglio, cipolla, peperoni e perfino le castagne. Anzi, la tradizione della nzerta di castagne giunge fino a noi, un po’ come vezzo, un po’ per conservare le nostre radici culturali di cui andiamo fieri.

Nzerta viene da «sertum», che in latino significa corona, ed è il participio passato di «serere» ossia intrecciare. Da qui il fatto che la nzerta ha l’aspetto di una corona o un intreccio – come per una ghirlanda. In alcune parte del meridione d’Italia sinonimo di nzerta è infatti «treccia». La latinità è infatti il tempo in cui la nzerta affonda le sue radici e in tal senso è appunto un retaggio culturale positivo molto profondo.

Oggi la nzerta è al tempo stesso un modo di confezionare un alimento, ma anche qualcosa di molto decorativo, da tenere con orgoglio nella propria casa durante tutto l’inverno. Di tanto in tanto, si possono prendere da essa le castagne che servono a preparare primi o secondi piatti, dolci o anche da servire con alcolici oppure a fine pasto.

Castagne, come mangiarle tutto l’anno

Quando arriva questo periodo dell’anno, ci facciamo prendere dallo sconforto: la stagione delle castagne volge al termine.

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Ci sembra ieri quando, tutti eccitati, alla fine dell’estate coglievamo le prime tempestive. Ma non dobbiamo farci prendere dal panico: oggi, come in altre forme accadeva in passato, possiamo fortunatamente consumare le castagne per tutta la durata dell’anno. Ma come si può fare – vi chiederete?

Semplice: naturalmente da questo elenco dobbiamo escludere le castagne fresche, frutto del castagno selvatico che hanno un loro periodo di maturazione in cui la natura segue pedissequamente le stagioni. Le castagne però si trovano in commercio in diversi modi quando non è più possibile raccoglierle: tra le varie tipologie ci sono le castagne secche, le nzerte – queste sono un retaggio delle nostre tradizioni più antiche e quindi non certo uno degli ultimi ritrovati tecnologici in termine di conservazione delle castagne – ma anche le castagne del prete e le castagne in barattolo. Queste ultime si trovano spesso sotto spirito, con diverse sostanze liquorose per venire incontro a gusti differenti.

I palati più raffinati poi non possono certo tralasciare i marron glacé, letteralmente «marroni glassati», uno snack dolce molto amato che porta con sé tutto il gusto dell’inverno, tutta la golosità della castagna, tutta la raffinatezza di una tradizione europea.