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Castagne, il ruolo dei caldarrostai

I caldarrostai sono depositari di un’antica tradizione, il loro lavoro non è per nulla facile.

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Quando arriva l’autunno ci pare quasi già di sentirlo l’odore di caldarroste nell’aria. Manca davvero poco tempo a incontrare per strada i caldarrostai con le loro postazioni calde, che ti porgono le caldarroste in una busta di carta e tu la apri subito per sentirne il profumo, quel profumo che non sentivi da quasi un anno, e che spesso ti ricorda una parte cospicua della tua infanzia.

Da qualche settimana è partita la raccolta della castagna tempestiva e quindi i caldarrostai saranno già all’opera. A loro le castagne arrivano già smistate, secondo pezzatura, e anche controllate, badando che non vi siano all’interno “ospiti sgraditi”. Loro comunque effettuano sempre degli altri controlli, perché non si sa mai, un errore umano può sempre capitare, due errori umani non devono assolutamente succedere.

Il ruolo dei caldarrostai è quindi molteplice: i caldarrostai sono testimoni di una tradizione secolare – le caldarroste sono tra le preparazioni più antiche quando parliamo di castagne – fungono da controllo per la qualità dei frutti freschi e infine sono tra le rappresentazioni più genuine dell’autunno, con i loro aromi e il sapore che troviamo all’interno di quei sacchetti.

Castagne, scaldiamo i motori

Finisce agosto e si avvicina l’autunno: cosa ci aspetta in termini di castagne?

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Sì, la raccolta della tempestiva è già iniziata. Siete contenti? Noi lo siamo. Un po’ perché ha fatto un gran caldo quest’estate e l’autunno incombente ha un gusto decisamente rassicurante. Un po’ perché le castagne sono il nostro frutto preferito, dolce, buono, nutriente – un po’ calorico se vogliamo – ma anche versatile.

Insieme a noi, probabilmente, staranno festeggiando i caldarrostai, perché, come tutti quanti, potranno trovarsi a lavorare con il prodotto fresco, assolutamente necessario per trasformare le castagne in caldarroste. Ci sembra quasi di avvertirne il calore tra le mani, mente sbucciamo le caldarroste dalla scorza più esterna, quando spelliamo la pellicina. Le dita ci diventano inevitabilmente nere – pazienza, ce le laveremo più tardi – ma si tratta di un vero e proprio rito, dotato di uno sconfinato romanticismo.

Le caldarroste ci ricordano un po’ l’infanzia, quando i nonni o i genitori ce le sbucciavano e noi le trattenevamo tra le mani, scaldandoci e annusandone il profumo. Oggi, lo facciamo noi stessi, ma non è un processo, una tradizione egoista, bensì lo rifacciamo per i nostri figli, i nipotini, gli amici, le persone che amiamo. Sbucciare le caldarroste è un rito d’amore che si perpetua, come il mutare delle stagioni. E scalda il cuore.

Castagne, il fascino della raccolta

Il periodo della raccolta delle castagne è un periodo magico, che apre le porte all’autunno.

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Quando un frutto è il proprio preferito c’è grande attesa. E in quanti amano moltissimo le castagne. Le amano per la loro versatilità, per i benefici che danno, ma anche e soprattutto per il loro sapore che è dolce ma non stucchevole. Le castagne sono un vero e proprio must dell’autunno e fanno sognare, perché ricordano il calore di risate e vino intorno a un camino acceso. Ma c’è qualcos’altro che possiede molto fascino, la raccolta delle castagne.

Spesso vi abbiamo parlato su queste pagine del fascino della raccolta dei porcini, ma si tratta di qualcosa di completamente diverso. Le castagne cadono dagli alberi di castagno quando sono mature. Per lo più cadono con tutto il riccio, anche se si presenta sovente un’apertura latitudinale che lascia intravedere i frutti. Certe volte però si liberano da sole del riccio e lì la raccolta deve essere tempestiva per impedire che il frutto si rovini.

Le castagne vengono raccolte tutte all’inizio, per poi essere sottoposte a una cernita: i frutti rovinati vengono scartati – anche perché non durerebbero tanto, neppure con trattamenti di conservazione – e poi le castagne vengono smistate secondo la grandezza e il peso, che vengono stabilite con la cosiddetta calibratura.