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Castagne, il frutto per tutte le stagioni

Chi lo dice che le castagne siano disponibili e consumabili solo in autunno e inverno, quando ci sono quelle fresche? Ecco come sfatare un falso mito

Le castagne rappresentano il simbolo di una stagione. Non è un caso che quando si va a scuola elementare e si apprendono le stagioni, spesso le immagini delle castagne accompagnano sempre l’autunno. E moltissime persone credono che le castagne siano confinate al solo autunno, che in primavera o in estate rappresentino qualcosa di lontano lontano, nel tempo e nello spazio. Ma non è affatto così.

La produzione delle castagne è tanto vasta e consta di una parte che riguarda la lavorazione. Una parte delle castagne fresche viene venduta in autunno, trasformandosi molto spesso in caldarroste nelle nostre case, mentre tutta un’altra parte di castagne viene lavorata per diventare castagne secche, castagne in barattolo, castagne in grappa, e chi più ne ha più ne metta.

Per cui si tratta assolutamente di un falso mito se si considera che la castagna è legata soltanto a una delle quattro stagioni. Si tratta di un prodotto assolutamente nutriente, dolce ma non stucchevole, ed è quindi l’ideale anche per uno snack spezzafame molto veloce, quando vogliamo fare un break al lavoro, la merenda con i propri bambini o semplicemente quando vogliamo concederci qualcosa di buono.

Certo, bisogna stare attenti a non esagerare, perché le castagne presentano delle calorie non indifferenti. Non solo: le grandi abbuffate non sono mai amiche di ciò che amiamo alla follia e rischiamo di incontrare nostro malgrado il rovescio della medaglia: mangiare chili e chili di castagne in un solo giorno significa non solo ritrovare tutto sulla bilancia nei giorni successivi, ma anche fare indigestione e probabilmente finire per odiare questo frutto tanto amato e tanto gustoso. Per cui castagne tutto l’anno sì, ma senza esagerazioni.

Ciliegie: i valori nutrizionali

Le ciliegie sono al loro massimo nutrizionale in primavera. Perché sono frutta di stagione e quindi si può prendere il meglio da questo alimento. Ma di cosa sono fatte e cosa contengono esattamente le ciliegie? Ecco il nostro breve viaggio tra le sostanze contenute in questo dolcissimo alimento

Le ciliegie provengono dalla pianta del ciliegio. Parrebbe lapalissiano, ma non lo è in realtà. Perché in effetti esistono due specie di albero di ciliegio, due differenti specie botaniche con esiti completamente diversi (e per esiti intendiamo naturalmente i frutti), ossia il ciliegio che dà le cosiddette ciliegie dolci, disponibili in tantissime varietà, e quello che invece produce amarene. Le ciliegie e le amarene sono molto differenti nell’aspetto e nel gusto, ma sono ugualmente buone quando vengono portate sulla nostra tavola. Tutto il resto dipende dal gusto personale di chi le fruirà: possono piacere o meno, ma le ciliegie sono il frutto della primavera per eccellenza.

Il nocciolo della ciliegia contiene acido cianidrico, che è un veleno, ma niente paura, perché non è mai presente in tali quantità da rappresentare un pericolo per la salute. A parte il fatto che il nocciolo della ciliegia, solitamente, si estrae prima di mangiare il frutto. Tra i benefici della ciliegia, c’è il fatto che la sua composizione è tale da prevenire le malattie cardiovascolari e l’infarto. Non solo: le ciliegie possono essere utilizzate, insieme con altri ingredienti, come rimedio naturale al posto dell’aspirina.

Le ciliegie sono composte per oltre i tre quarti di acqua e per la restante parte di zuccheri, il fruttosio in particolare. Parti minime di grassi e proteine di origine vegetale sono inoltre presenti. Ma sono le sostanze all’interno della ciliegia a essere davvero beneficanti, ossia la vitamina A e la vitamina C. Oltre a questo, le ciliegie sono ottime fonti di potassio e fosforo, che aiutano mente e corpo a sentirsi forti e più in salute.

Un regalo prezioso: bordolese con veliero e grappa

Quale potrebbe essere un regalo importante e insolito per una persona o una ricorrenza speciale? Ecco un’idea un po’ stravagante, una bottiglietta bordolese al cui interno c’è un bellissimo veliero

L’enogastronomia sembra lontanissima dal concetto di «regalo», ma in realtà non dovrebbe essere così. Un regalo speciale dovrebbe essere un oggetto bello e durevole nel tempo, non soggetto alle mode e magari anche utile, per far sì che chi riceva una bomboniera non la scarti e la metta via, semplicemente, pensando che sia qualcosa di troppo nella propria casa.

Qui viene proposta invece una bottiglia bordolese da 250 millimetri con all’interno un veliero. La bottiglia possiede una base in legno, mentre è fatta internamente ed esternamente di vetro soffiato. La bottiglia può essere riempita con grappa a piacimento, secondo i gusti del cliente, come grappa aglianico, taurasi oppure grappa barrique.

Naturalmente, una volta vuotata, la bottiglia può essere riempita nuovamente con altra grappa: basta ripulire tutto con dell’aceto di vino, che ha una valenza disinfettante e provvede anche a rimuovere tutti gli odori del liquido che la bottiglia ospitava precedentemente. In più è un rimedio assolutamente naturale.

L’oggetto è molto bello a vedersi, al di là della sua utilità e del fatto che può ospitare pregevoli grappe, e può fare bella mostra di sé su una libreria o su di una parete attrezzata. Per i più piccoli, se scelta come bomboniera per una comunione o una cresima, sarà davvero uno stupendo ricordo guardando indietro, immaginando come i genitori avessero voluto destinarlo a viaggi lontani e romantici, come i genitori abbiano voluto destinarlo a un futuro in cui da grande sarebbe diventato tutto ciò che avrebbe desiderato. Una regalo del genere è un grande atto d’amore, oltre essere bella e utile. E a giudicare dalla grappa all’interno… anche buona.