Mozzarella di bufala nera: abbinamento con il beverage

Solo da poco siamo venuti a contatto con la mozzarella di bufala nera, una novità assoluta nel mondo dell’alimentazione.

La mozzarella di bufala nera, come abbiamo spiegato altrove in questo blog, è semplicemente una mozzarella di bufala campana al carbone vegetale: nessuna manipolazione, nessun dubbio, nessun interrogativo. A parte uno: cosa si può bere per accompagnare la mozzarella di bufala nera a un pasto?

Partiamo da ciò che è piò semplice, ossia dalla mozzarella di bufala nera nel piatto, da mangiare senza ulteriori aggiunte. La perfezione la si può raggiungere in questo caso con un ottimo Aglianico locale, ma anche il sapore lievemente aspro di un Falanghina potrebbe piacere a molti.

A differenza della mozzarella di bufala tradizionale, la mozzarella di bufala nera può essere consumata anche con della birra e bevande analcoliche come un’aranciata o una gassosa. L’aranciata però è da evitare sempre nel caso si stia consumando una caprese: è già presente l’acidità del pomodoro, meglio non esagerare.

Quando la mozzarella di bufala nera si combina all’interno di una qualunque ricetta, come pasta o pizza, si può invece abbinare qualunque tipo di beverage. Per esaltarne il gusto sempre meglio il vino, bianco o rosso che sia, ma vanno bene anche bevande analcoliche e – perché no – l’acqua. Solitamente l’acqua appesantisce durante il pasto, ma in questo caso il problema non si pone perché la mozzarella di bufala nera è più digeribile di quella tradizionale.

Mozzarella di bufala tradizionale vs mozzarella di bufala nera

La mozzarella di bufala nera è una novità assoluta degli ultimi mesi, ma non certo una moda. Come fare per capire quale mozzarella di bufala faccia al caso proprio?

Si potrebbe quasi dire: dimmi che mozzarella di bufala mangi e ti dirò chi sei. Ma non è proprio così, bianca o nera, la mozzarella di bufala rappresenta una specificità di molti territori della Campania, che non può essere liquidata con un semplice test da salotto. Si tratta infatti di un alimento che incarna la tradizione, la solarità di un territorio e l’amore che esso impiega per creare le proprie specificità gastronomiche.

Ma quale tra le due mozzarelle di bufala è la migliore? Non c’è una migliore e una peggiore, si tratta semplicemente di prodotti che sono al tempo stesso simili e differenti. La mozzarella di bufala nera è semplicemente più digeribile e amata da chi desidera i cibi a base di carbone vegetale: in quest’ottica, la mozzarella di bufala nera può essere consumata a qualunque ora, anche dalle persone che hanno una digestione difficoltosa.

Un piatto davvero “colorato” e interessante potrebbe essere una caprese che metta insieme fette di mozzarella di bufala tradizionale a mozzarella di bufala nera. Non si tratta di mera scenografia ma anche di mettere insieme tradizione e modernità. A tavola.

La vera storia della pasta che fa ingrassare

I carboidrati fanno davvero ingrassare? O si tratta piuttosto di una leggenda metropolitana? Per scoprire il mistero, bisogna fare un salto nel passato.

fusillone-tricolore-dettaglio

Uno dei luoghi comuni relativi al consumo della pasta sostiene che la pasta faccia ingrassare. Sicuramente, se ogni vostro piatto di pasta misura la bellezza di 200 grammi, ogni giorno, è normale ingrassare. Ma accadrebbe con qualunque cibo in grandi quantità.

La pasta risente di qualcosa che è accaduto nel corso della storia italiana. Quando l’Italia entrò nella seconda guerra mondiale, la dittatura di Benito Mussolini e il suo apparato di propaganda ritennero giusto diffondere l’uso di altri cibi, quali il riso, perché la produzione della pasta iniziava a scarseggiare a causa del conflitto.

A essere incaricato della propaganda fu lo scrittore futurista Filippo Tommaso Marinetti, che creò una campagna in cui si diffondevano immagini di uomini e donne longilinei e in salute, mentre c’erano anche uomini e donne obesi che invece si nutrivano di pasta. La campagna di Marinetti fu così efficace che i suoi effetti durano ancora oggi. Se non fosse che oggi il concetto di pubblicità risponde a criteri di verità e non di propaganda, com’è normale in ogni democrazia.

La pasta è un alimento sano, posto all’interno della dieta mediterranea, che è tra l’altro patrimonio dell’Unesco, ed è un alimento sicuro al cento per cento. Ed è ricco di proteine di natura vegetale, che consentono di avere maggiore energia più a lungo rispetto ad altri tipi di proteine.

E bisogna stare attenti anche alla bufale diffuse in rete. Se trovate scritto che la pasta italiana viene realizzata con scarti di grano provenienti da altri paesi, non temete né per la vostra salute né per la qualità della pasta. Poi, se si vuole andare sul sicuro, esistono in commercio tantissimi marchi che si avvalgono di pasta pregiata e sicura, come la pasta di Teano.