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Gnocchetti alle castagne con porcini di Roccamonfina

Un primo piatto dalla preparazione un po’ lunga e articolata, ma sicuramente d’effetto:

Gli gnocchetti alle castagne con porcini di Roccamonfina.

A volte si vuole preparare un primo piatto spumeggiante, ma non si sa come. La cosa migliore è sempre partire da buoni ingredienti: se gli ingredienti sono buoni anche il piatto lo sarà, magari non sarà bellissimo, soprattutto se si è alle prime armi in cucina. Però ogni tanto vale la pena provare e lanciarsi: la cucina è un mondo magico, fatto di sensazioni che coinvolgono tutti i cinque sensi e di volta in volta rappresenta un’esperienza unica. Questo piatto infatti è pensato per stimolare sensazioni visive, olfattive, tattili e uditive durante la preparazione, ma anche di gusto nel risultato finale.
Questo primo piatto, gnocchetti alle castagne con funghi porcini di Roccamonfina, è pensato per dieci persone, in altre parole per una tavolata davvero speciale, perché si tratta di un piatto speciale. Ecco come si realizza.

Ingredienti

  • Patate rosse 1 kg
  • Burro qb
  • Farina di castagne Romolini 300 g
  • Tuorli d’uovo 2
  • Sale qb
  • Olio d’oliva qb
  • Funghi Porcini 400 g
  • Pomodorini 200 g

Procedimento

  • Lessare le patate in una pentola piena d’acqua. Le patate lesse vanno poi pelate e passate allo schiacciapatate.
  • Lasciare raffreddare le patate passate.
  • Aggiungere i tuorli d’uovo, la farina di castagne, il burro dopo averlo sciolto e il sale.
  • Amalgamare il tutto fino a ottenere una pasta, da dividere in mucchietti. Ogni mucchietto dovrà essere steso in modo da formare un cordone, da tagliare in pezzetti in cui larghezza e altezza siano più o meno equivalenti. Con le dita e la forchetta dare una forma a quelli che saranno i futuri gnocchetti.
  • Bollire gli gnocchi con acqua e sale, finché non vengono a galla.
  • Saltare in padella i funghi porcini e unire a mezza cottura i pomodorini.
  • A fine cottura aggiungere gli gnocchetti di castagne sbollentati nella padella, saltare e servire.

Selezione del vulcano di Roccamonfina

Qual è il sapore del vulcano di Roccamonfina? Ecco come scoprirlo in tre prodotti che non dovrebbero mancare mai nella vostra dispensa.

Un vino, un olio e un taglio di pasta. Consiste in questo la selezione del vulcano di Roccamonfina, un luogo suggestivo ma soprattutto ricco di tante e tante bontà, che vi proniamo. La selezione consiste in un vino Aglianico IGT da 0,75 l, che è stato prodotto con uve del vulcano di Roccamonfina, Galluccio e Conca della Campania, poi c’è un’anfora da 0,25 l di olio extravergine d’oliva prodotto a Conca della Campania e un pacco di spaghetti artigianali prodotti nella zona di Teano. Sono tutti prodotti tipici del territorio, per cui rappresentano una base per gustarne le bontà (ma naturalmente è un primo passo, poi si può anche spaziare, perché in fondo la cucina è un’arte dell’esplorazione): ecco qualche consiglio per un pasto con un bel piatto unico a base di spaghetti, per esempio.

Prendete dei funghi porcini, lavateli con cura, scolateli e tagliateli a tocchetti. Poi trifolateli in olio extravergine d’oliva, con l’aggiunta di alcuni pomodorini a pezzetti, un pizzico di sale e del prezzemolo (o anche dell’origano, se non gradite il prezzemolo). Alla fine, spruzzate un po’ di vino Aglianico e terminate di saltare gli ingredienti. Aggiungete tutto, compreso l’olio che rimane in padella, dopo averla bollita e scolata al dente e servite tutto caldo.

In alternativa, si può pensare di preparare una basta fredda, condita naturalmente con olio extravergine d’oliva (per evitare che diventi troppo collosa), dei pomodorini, della rucola, meglio se selvatica, dei funghi sottolio e magari anche pancetta o pezzettini di salame di cinghiale o comunque cacciatorino. Questo piatto va messo in frigorifero prima che venga servito. Naturalmente, su entrambe le preparazioni il vino Aglianico ci sta alla perfezione. Senza dimenticare che si tratta in entrambi i casi di preparazioni fresche, ideali per l’estate.

Vendita funghi porcini, come avviene e cosa è meglio

I funghi porcini, un prodotto tipico italiano delle zone di montagna: ma come deve avvenire l’acquisto?

I funghi porcini rappresentano un prodotto tipico buonissimo e dal gusto raffinato.

Si trovano in commercio in molti modi differenti, tanto che appare molto complicato, talvolta, orientarsi, soprattutto se si è alle prime armi in fatto di spesa. Come si scelgono e in base a cosa? Certo, sono tanti gli appassionati che vanno per funghi nel fine settimana, ma le cronache ci hanno abituati anche a storie di casi limite in cui funghi velenosi venivano confusi con funghi edibili, con risvolti talvolta tragici. Durante la vendita dei funghi porcini questo non può capitare, ed ecco i modi in cui si possono acquistare.

Funghi porcini freschi:

è senz’altro il modo migliore per acquistarli. Ne esistono di due tipi, di interi e di già puliti e tagliati. Acquistare porcini freschi ha un doppio vantaggio, quello di poterli consumare subito, ma anche di poterli conservare attraverso una preparazione sottolio fatta con metodo rigorosamente casalingo, e quindi utilizzarli successivamente come contorno, nelle insalate di pasta o riso, nelle preparazioni al forno e via dicendo.

Funghi porcini sottolio:

tecnicamente, qui si dovrebbero privilegiare le produzioni artigianali e locali, laddove cioè la filiera è cosa ben nota. Perché le preparazioni sottolio sono davvero insidiose e possono comportare intossicazioni alimentari. Ma con le aziende di cui ci si fida e che sono  sinonimo di qualità si può stare ben tranquilli, sia durante l’acquisto che nell’utilizzo.

Funghi porcini al naturale in scatola:

laddove è possibile, sarebbe meglio non utilizzarli, soprattutto se provengono da aziende non italiane, delle quali la filiera è lontana o addirittura sconosciuta. Nel caso di aziende locali si può anche soprassedere, ma sicuramente il confronto con i porcini freschi non tiene: questi ultimi sono di gran lunga superiori in termini di bontà e di qualità.

Funghi porcini secchi:

anche questi dovrebbero rappresentare l’ultima spiaggia se non si trova altro. Sono particolarmente consigliati per preparazioni come risotti, ma sempre in assenza di funghi freschi da trifolare.