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Castagni, come funziona la coltivazione

La coltivazione delle castagne appare un’impresa ardua, ma i castagni sono piante maestose e vale la pena applicarvisi un po’ di più.

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Come spiegavamo in un altro post, è bene munirsi di almeno due piante di castagno per cominciare: una che sia maschile e una che sia femminile, al fine di ottenere una buona produzione di castagne. La piantumazione deve avvenire nella stagione fredda, quindi a partire dall’autunno: in commercio esistono già piante innestate con castagno selvatico, altrimenti i meno avvezzi al giardinaggio potrebbero avere dei problemi a farlo.

Le piante devono essere collocate ben distanziate: ricordate, come spiegavamo in un altro post, i castagni giungono a un’altezza di ben 30 metri, mentre il diametro della loro chioma arriva anche a 15 metri. La coltivazione dei castagni è sconsigliata laddove vi sia un terreno carsico, mentre la terra deve avere un ph neutro oppure acido per dare buone castagne. Nella buca per la piantumazione, profonda una decina di centimetri, va inserita una miscela di concime a base di perfosfato minerale, solfato di potassio e letame maturo.

All’inizio è meglio ricorrere a un paletto di sostegno per la pianta appena piantata: il castagno è molto sensibile e quindi ha bisogno di essere “accompagnato” inizialmente nel suo viaggio di crescita. È bene che il paletto sia in plastica, per evitare eventuali parassiti.

Come conservare le castagne

Le castagne si possono conservare in un periodo medio-lungo, ma bisogna prestare attenzione a determinate accortezze, perché come tutti i frutti freschi anche le castagne sono deperibili.

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Quando si devono conservare le castagne, ci sono molti metodi che possono essere seguiti. Innanzi tutto, è importante controllare che non vi siano “ospiti” all’interno delle castagne, soprattutto se le si raccoglie in proprio. E ricontrollare ogni tanto, perché non si sa mai. In generale, le castagne hanno bisogno di essere ospitate in luoghi freschi, asciutti e areati. Meglio non sistemare le castagne fresche in più strati, ma in uno solo.

Per sapere quali castagne escludere dalla conservazione, perché vuote, le si deve immergere nell’acqua: se vengono a galla sono da buttare. I frutti si possono conservare in acqua per una settimana, ma a una temperatura compresa tra 20 e 25 gradi centigradi, per non farle marcire. Poi le castagne si devono asciugare: il metodo più semplice è lasciarle all’aperto dopo averle asciugate con un panno. Conservandole in un sacco di iuta, si otterranno castagne secche.

Solitamente, le castagne fresche durano due settimane, ma se si sta bene attenti forse, talvolta, si può anche allungare la consumazione di qualche giorno. Un’accortezza suggerisce che i frutti siano conservati ancora nei ricci oppure le castagne possono essere asciugate in un posto fresco che non sia umido, come una cantina, un sottoscala, uno stanzino dotato di finestra.

Castagne, come funziona la produzione

La produzione di castagne rappresenta un capitolo affascinante sull’argomento: ecco cosa significa per la storia dell’economia italiana e come si può fare in piccolo, nel proprio giardino.

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Qualunque cosa abbia a che fare con il settore agroalimentare, in Italia, rappresenta una grossa risorsa economica. La castagna, la sativa mediterranea che impera nel Belpaese, è uno dei simboli di queste risorse: la recente lotta al cinipide e quella precedente al mal d’inchiostro e al cancro della corteccia lo testimoniano. La scomparsa di castagni e castagne sarebbe una perdita senza precedenti, per questa ragione si cerca di tutelare un patrimonio che il tempo ha comunque ridotto, ma che dà segnali di crescita.

Attualmente le regioni più ricche di castagneti sono quelle in cui le colline digradano fino alle montagne, come il Piemonte, la Sicilia, il Lazio e, naturalmente, la nostra bella Campania. Dove a partire dalla tempestiva, dalla fine dell’estate al tardo autunno, la raccolta delle castagne segue molte, moltissime varietà.

I castagni, che sono piante molto longeve, possono anche essere coltivati in casa, ma bisogna prima aver presente che il castagno europeo è una pianta enorme – di altezza fino a 30 metri e di diametro fino a 15 metri per quanto riguarda la chioma – quindi il vostro giardino deve avere delle dimensioni considerevoli se ne volete piantare alcuni. Per due soli, anche un giardino di medie dimensioni, in cui vi siano anche altri alberi da frutta, va benissimo: ne servono due perché una deve essere la pianta maschile e l’altra la pianta femminile, come avviene, per esempio, per il fico e il profico.