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Castagne, le diverse tipologie

È parzialmente errato pensare alle castagne come un solo, unico frutto.

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Come le arance, le mele, le ciliegie e tutti gli altri frutti, anche le castagne sono disponibili in diverse tipologie. Intanto c’è da dire che spesso si genera confusione tra castagne e marroni. La differenza – dal punto di vista scientifico-agronomico – è nel numero di frutti settati, che nella castagna è superiore del 12%, mentre nei marroni è inferiore del 12%. Si tratta di due specie completamente diverse, tuttavia la confusione potrebbe derivare dal fatto che entrambe si prestano a molte preparazioni – anche se i marroni sono ideali, per esempio, per la canditura.

Le varietà delle castagne sono tantissime, alcune hanno ricevuto la denominazione Igp (Indicazione Geografica Protetta), come la castagna di Montella e la castagna del Monte Amiata, oppure la denominazione Dop (Denominazione d’Origine Protetta), come la castagna di Vallerano.

Le tipologie più conosciute – e codificate – sono: carpinese, ciria, lojola, montan, neiranda, pastinese, marrone, brandigliana, alotta, lizzanese, agostana, rossera, bellina, biancola, invernizza, raggiolana, valcamonica, verdesa, frombola, pistolese, torcione. Secondo le zone d’Italia, le popolazioni locali hanno però attribuito altri nomi alle castagne. L’agostana, per esempio, è la nostra tempestiva o primitiva, quella che raccogliamo, appunto, in agosto. Ma di questo parleremo ancora più avanti.

Castagne e tradizione contadina

Le castagne sono un frutto con una storia importante quando parliamo di tradizioni popolari.

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Le castagne, infatti, costituivano un tempo la base dell’alimentazione per le popolazioni contadine delle zone collinari o di montagna – come per esempio la zona di Roccamonfina. Questo accadeva perché – nonostante non esistessero ancora potenti mezzi tecnologici per conservare questo frutto, i contadini erano riusciti a trovare il modo di conservarlo e di utilizzarlo in molte preparazioni.

Proprio qualche settimana fa vi facevamo l’esempio della minestra di castagne, un antico piatto contadino molto gustoso, soprattutto d’inverno, che è giunto fino a noi. Ma non bisogna pensare che non si tratti di una ricetta dal gusto molto raffinato: dove ci sono le castagne parliamo sempre di piatti decisamente delicati e dedicati a palati gourmet.

Uno dei metodi di conservazione per le castagne – in modo che si potessero consumare anche in quei periodi dell’anno è la celebre nzerta. La nzerta consiste in una sorta di collana di castagne che permette un’essiccazione naturale, un po’ come avviene in maniera analoga con peperoncini o pomodori da pendola. A ben guardare, dobbiamo ritenerci fortunati che i contadini di un tempo abbiano valorizzato così tanto le castagne. Che ora giungono fino a noi e possiamo fare tesoro delle consapevolezze culturali del passato.

Castagne d’estate, perché no?

Certo, è sempre meglio consumare la frutta fresca, ma se la vostra passione sono le castagne, ecco cosa potete fare.

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La frutta fresca è buona e fa bene, ma insieme a essa si possono consumare anche le castagne che non sono di stagione al momento – anche se le prime, le nostre care tempestive, saranno raccolte solo nelle prossime settimane. Ma come si fa a consumare le castagne quando non ce ne sono di fresche? In commercio esistono tantissime opzioni.

Intanto, ci sono le castagne secche, che possono essere l’ideale per preparazioni come primi o secondi piatti che prevedano le castagne. Poi ci sono le castagne del prete, spesso presenti in pratiche confezioni, che le rendono uno snack naturale e sano, sempre a portata di mano – e le donne incinte ne saranno felici perché sono una fonte di acido folico.

Poi ci sono le castagne in barattolo, spesso conservate sotto grappa o con altre tipologie di alcolici. Le castagne in barattolo sono l’ideale per decorare i dolci, ma anche per essere consumate a fine pasto o durante un aperitivo dolce e sfizioso. Non dimentichiamo infine la nzerta, la collana di castagne che i nostri nonni usavano per conservare le castagne durante l’anno e che è arrivata felicemente fino ai nostri giorni.