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Castagne, il ruolo dei caldarrostai

I caldarrostai sono depositari di un’antica tradizione, il loro lavoro non è per nulla facile.

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Quando arriva l’autunno ci pare quasi già di sentirlo l’odore di caldarroste nell’aria. Manca davvero poco tempo a incontrare per strada i caldarrostai con le loro postazioni calde, che ti porgono le caldarroste in una busta di carta e tu la apri subito per sentirne il profumo, quel profumo che non sentivi da quasi un anno, e che spesso ti ricorda una parte cospicua della tua infanzia.

Da qualche settimana è partita la raccolta della castagna tempestiva e quindi i caldarrostai saranno già all’opera. A loro le castagne arrivano già smistate, secondo pezzatura, e anche controllate, badando che non vi siano all’interno “ospiti sgraditi”. Loro comunque effettuano sempre degli altri controlli, perché non si sa mai, un errore umano può sempre capitare, due errori umani non devono assolutamente succedere.

Il ruolo dei caldarrostai è quindi molteplice: i caldarrostai sono testimoni di una tradizione secolare – le caldarroste sono tra le preparazioni più antiche quando parliamo di castagne – fungono da controllo per la qualità dei frutti freschi e infine sono tra le rappresentazioni più genuine dell’autunno, con i loro aromi e il sapore che troviamo all’interno di quei sacchetti.

Caldarroste, l’atmosfera di San Martino

Oggi, in alcune parti d’Italia, ricorre San Martino: tradizionalmente è il giorno in cui ogni mosto diventa vino.

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Non si tratta semplicemente di una filastrocca per bambini: è in questi giorni che si può assaggiare finalmente il vino novello. Non in tutta Italia, ma in alcune parti, San Martino è quasi una festa comandata, che va onorata nel migliore dei modi, ossia ricorrendo alle tradizioni della buona tavola.

E queste tradizioni contemplano, naturalmente, il vino novello, la carne – dal cavallo alla salsiccia fino agli involtini di interiora di agnello – e, per non farsi mancare nulla, castagne e noci, che servono sia a introdurre che a completare il pasto. Le castagne vengono preparate soprattutto come caldarroste e fungono, in quest’ottica, sia da antipasto sia da dessert.

L’idea delle castagne per accompagnare il vino non è affatto malvagia per una serie di ragioni: le castagne, per via della loro consistenza caratteristica, impediscono le facili ubriacature, ma ovviamente non si deve esagerare nella maniera più assoluta. Inoltre, le caldarroste, con il loro gusto inconfondibile, esaltano il gusto del vino novello, tanto che non è raro che, in questi giorni, i locali dei luoghi in cui si festeggia San Martino offrano come aperitivo stuzzicante proprio castagne e vino.

Vendita castagne, perché le caldarroste ci piacciono tanto

Le caldarroste sono la maniera più comune per preparare le castagne.

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Le troviamo così spesso in vendita per strada, dove i caldarrostai preparano tutto nelle loro postazioni agli angolo delle vie, dando alla città un peculiare profumo e un’atmosfera senza pari. I caldarrostai portano avanti una tradizione importante: non è autunno senza castagne che diventano caldarroste. Ma perché questa preparazione in particolare ci piace così tanto?

Intanto, va detto qualcosa di lapalissiano: in assenza di caldarrostai – perché magari dove si vive non ce ne sono – è abbastanza semplice preparare le caldarroste in casa, sebbene in fondo non sia la stessa cosa. Basta una pentola con i buchi oppure un forno a microonde e il gioco è fatto. Con la pentola con i buchi, le caldarroste possono cuocere sul fornello oppure sul fuoco del camino, mentre nel forno a microonde basta un sacchetto di plastica e una piccola lesione ai frutti col coltello.

Tuttavia, esistono delle ragioni nel gradimento delle caldarroste, che sono ataviche. Pensiamo al fatto che appunto contribuiscono a un’atmosfera di stagione: tutto diventa fatato e si ammanta di fascino. Il profumo delle caldarroste accompagnate da un bicchiere di vino rosso ci ricorda tanti momenti felici della nostra vita. Perfino quelli in cui il vino rosso lo guardavamo soltanto nelle mani dei “grandi”, ma ci scaldavamo le mani con le caldarroste.