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Nzerta

Che cos’è la nzerta campana e come ci usa in cucina. Qualche consiglio pratico su questo particolare prodotto tipico, antico e affascinante.

Ci sono tradizioni antiche che spesso arrivano sulla nostra tavola. Noi non ci facciamo troppo caso. L’abbiamo visto fare ai nostri nonni e poi ai nostri genitori, è praticamente un fatto assodato. Ma in cucina ci vuole sempre consapevolezza. Per cui stavolta vi presentiamo la nzerta, ossia una collana di castagne che da sempre viene preparata in Campania, e si acquista in questo modo per essere consumata.

Per utilizzare le castagne, queste vengono sfilate via via, secondo la quantità che si andrà a utilizzare. Le castagne vanno poi bollite con tutta la buccia, scolate e spellate per essere consumate. La nzerta viene prodotta in particolare in un paese dell’alto casertano, che si chiama Vezzara. Qui, oggi come allora, alla fine della raccolta di castagne, nei periodi in cui il mercato non ne richiedeva troppo, si decideva di essiccare al sole le castagne, finché non avessero ottenuto una superficie esterna dura, asciugandosi quindi completamente. Poi le castagne venivano collegate insieme attraverso una collana, realizzata realmente con spago e ago: si trattava e si tratta di un lavoro certosino che veniva svolto praticamente per tutto l’inverno. In antichità, le castagne venivano cotte nel forno insieme al pane, conservandosi così fino al primo scampolo dell’estate successiva.

La nzerta e le sue castagne possono essere consumate così come vengono dalla bollitura, ma possono anche essere utilizzate per i dolci, magari quelli a base di frutta secca, per arricchire le zuppe ma anche i sughi a base di carne, in particolare cacciagione, come lepre, quaglia, fagiano o cinghiale. Ottimi anche per la decorazione di dolci, semifreddi e gelati. Chi ha la passione per le castagne si faccia trascinare dalla fantasia, che, come sempre diciamo, in cucina è fondamentale.

Selezione del vulcano di Roccamonfina

Qual è il sapore del vulcano di Roccamonfina? Ecco come scoprirlo in tre prodotti che non dovrebbero mancare mai nella vostra dispensa.

Un vino, un olio e un taglio di pasta. Consiste in questo la selezione del vulcano di Roccamonfina, un luogo suggestivo ma soprattutto ricco di tante e tante bontà, che vi proniamo. La selezione consiste in un vino Aglianico IGT da 0,75 l, che è stato prodotto con uve del vulcano di Roccamonfina, Galluccio e Conca della Campania, poi c’è un’anfora da 0,25 l di olio extravergine d’oliva prodotto a Conca della Campania e un pacco di spaghetti artigianali prodotti nella zona di Teano. Sono tutti prodotti tipici del territorio, per cui rappresentano una base per gustarne le bontà (ma naturalmente è un primo passo, poi si può anche spaziare, perché in fondo la cucina è un’arte dell’esplorazione): ecco qualche consiglio per un pasto con un bel piatto unico a base di spaghetti, per esempio.

Prendete dei funghi porcini, lavateli con cura, scolateli e tagliateli a tocchetti. Poi trifolateli in olio extravergine d’oliva, con l’aggiunta di alcuni pomodorini a pezzetti, un pizzico di sale e del prezzemolo (o anche dell’origano, se non gradite il prezzemolo). Alla fine, spruzzate un po’ di vino Aglianico e terminate di saltare gli ingredienti. Aggiungete tutto, compreso l’olio che rimane in padella, dopo averla bollita e scolata al dente e servite tutto caldo.

In alternativa, si può pensare di preparare una basta fredda, condita naturalmente con olio extravergine d’oliva (per evitare che diventi troppo collosa), dei pomodorini, della rucola, meglio se selvatica, dei funghi sottolio e magari anche pancetta o pezzettini di salame di cinghiale o comunque cacciatorino. Questo piatto va messo in frigorifero prima che venga servito. Naturalmente, su entrambe le preparazioni il vino Aglianico ci sta alla perfezione. Senza dimenticare che si tratta in entrambi i casi di preparazioni fresche, ideali per l’estate.

Il liquore castagnello

Cosa è il liquore castagnello, come si usa e per quali situazioni è adatto. Un breve excursus su questo prodotto tipico davvero gradevole.

I liquori artigianali a base di frutta sono sempre quel qualcosa che lascia un sorriso alla fine del pasto, oltre al fatto che ci aiutano a digerire con naturalezza. Esiste una grande cultura in termini di liquori alla frutta in Italia: alcuni sono maggiormente diffusi e constano anche di una buona produzione casalinga, altri sono meno noti, ma non per questo meno buoni. Tra questi ultimi c’è il liquore castagnello, un liquore a base di castagne, che è il risultato della selezione tra le migliori castagne che crescono nella zona di Conca della Campania e Roccamonfina, in provincia di Caserta.

Gli ingredienti che lo compongono sono semplicemente: castagne, alcol, zucchero e acqua, a testimoniare che il liquore castagnello non è ottenuto con l’aggiunta di conservanti. Naturalmente, il modo più classico per consumarlo è a fine pasto, ossia come digestivo e come conclusione ideale quando si è mangiato bene e con amore. Ma ci sono anche altri metodi di utilizzo.

Per esempio, il liquore castagnello si può utilizzare (con parsimonia) come bagna per i dolci. Basta realizzare uno sciroppo di castagnello, aggiungendo una parte di acqua a una parte di castagnello e utilizzare il tutto per bagnare i dolci in preparazione per renderli maggiormente morbidi. Il liquore castagnello è particolarmente indicato per dolci a base di cioccolata oppure crema. Un consiglio che potrà risultare particolarmente gradito, dato che siamo in estate: da provare assolutamente è il liquore di castagnello sul gelato: gusti privilegiati, cioccolato, crema, vaniglia e derivati. Non è consigliabile con il gelato alla frutta, dato che ha un sapore deciso e dolce che potrebbe risultare stridente, ad esempio sulla fragola. Fa eccezione il gelato al pistacchio, che invece si sposa benissimo con questo liquore.