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Mozzarella di bufala nera, come usarla in cucina

Non fatevi ingannare dal colore: la mozzarella di bufala nera al carbone vegetale può essere utilizzata in cucina altrettanto bene come la mozzarella di bufala tradizionale.

Quali sono dunque gli impieghi che si possono fare in cucina con la mozzarella di bufala nera? Intanto, il più classico: il piatto unico. La mozzarella di bufala, bianca o nera che sia, è sempre l’antipasto perfetto per ogni pasto, leggera, fresca, si scioglie in bocca. Da accompagnare con del prosciutto crudo o insieme ad altri latticini e formaggi.

E la mozzarella nera, anzi, è anche molto più digeribile. Per l’aperitivo idem: da provare assolutamente una bella caprese con mozzarella nera, pomodoro San Marzano e basilico (oltre che sale, pepe e un filo d’olio d’oliva).

Da non sottovalutare gli utilizzi più tradizionali, come per una pizza, o nella pasta, sia che si tratti di pasta fredda e quindi di insalata di pasta, che di pasta calda o di pasta al forno, in cui la mozzarella diventa filante e fa da collante tra i differenti ingredienti del piatto. Lo stesso vale per le focacce aperte e chiuse.

Infine, bisogna ricordare che anche gli abbinamenti cibo – bevande restano gli stessi: niente birra con la mozzarella di bufala, ma un bicchiere di vino rosso è l’ideale per completare in bellezza una portata.

Le caldarroste di Roccamonfina

La coltura, la raccolta e la preparazione delle castagne: a Roccamonfina rappresentano ben più di una tradizione, sono un’istituzione.

caldarroste con topping alla nocciola

Le fasi che portano le castagne sulla nostra tavola sono ben chiare. A Roccamonfina queste fasi si perpetuano da secoli e consistono nel coltivare i castagni, aspettare i frutti e a partire dalla fine dell’estate iniziare la raccolta delle castagne. Nel momento in cui le castagne vengono raccolte, ci si può sbizzarrire con le preparazioni.

Tuttavia esiste una preparazione molto semplice che, da sempre, è la più amata, ossia le caldarroste. Le caldarroste prendono a Roccamonfina un nome tipico, ossia «vrole» (tanto che la padella per arrostirle si chiama «vrollaro», probabilmente si tratta di termini onomatopeici che indicano il rumore che si può ascoltare durante la cottura delle caldarroste). Ma è difficile da dire, il termine è affascinante quanto antico e compare nei poemi napoletani di molti secoli fa.

Un’altra tradizione che a Roccamonfina lega la raccolta delle castagne e caldarroste viene rappresentata da una festa, che si svolge fin dal 1976 la seconda domenica di ottobre, ossia quando è già inoltrata la raccolta della castagna riccia. Oltre alle classiche castagne e caldarroste, in questa come in altre feste, si possono assaggiare i piatti tipici a base di castagne, come il torrone, il liquore, pasta e fagioli con castagne, il tronco di castagne e cioccolato e tutti i primi piatti a base di castagne e funghi porcini.

Castagne di Roccamonfina, un po’ di storia

La coltivazione e la raccolta delle castagne è a Roccamonfina una vera e propria istituzione che affonda le radici nella tradizione.

castagne

La castanicoltura si fa infatti risalire al tempo di san Bernardino da Siena: fu lui, secondo la leggenda, ad aver piantato il primo nucleo di castagna tempestiva al santuario della Madonna dei Lattani. Era il XV secolo e il santo era venuto qui in pellegrinaggio per edificare un convento: per testare se quella fosse in effetti la volontà del Signore, il santo pellegrino piantò il suo bastone di castagno nella nuda terra e quello subito attecchì.

Per comprendere però il fenomeno della raccolta e della vendita delle castagne a Roccamonfina, bisogna andare un po’ più avanti nel tempo, nel XIX secolo: è in quel periodo che si testimonia come la castagna non fosse semplicemente un capitolo fondamentale dell’economia del luogo. Da che mondo è mondo, il cibo è anche parte di una tradizione e di una cura del territorio, anche quando non se ne ha perfettamente la giusta consapevolezza.

L’astanicoltura è andata sempre crescendo, fino a oggi, in cui ha raggiunto il culmine delle superfici coltivate, per soddisfare la richiesta di castagne in Italia e all’estero. Il fatto che qui crescano le prime castagne d’Italia, le tempestive, spiega in parte la ragione del successo della castagna di Roccamonfina. Tutto il resto, ovviamente, è da attribuire alla bontà del prodotto, per via del terreno vulcanico ricco di elementi minerali.