La coltivazione e la raccolta delle castagne è a Roccamonfina una vera e propria istituzione che affonda le radici nella tradizione.
La castanicoltura si fa infatti risalire al tempo di san Bernardino da Siena: fu lui, secondo la leggenda, ad aver piantato il primo nucleo di castagna tempestiva al santuario della Madonna dei Lattani. Era il XV secolo e il santo era venuto qui in pellegrinaggio per edificare un convento: per testare se quella fosse in effetti la volontà del Signore, il santo pellegrino piantò il suo bastone di castagno nella nuda terra e quello subito attecchì.
Per comprendere però il fenomeno della raccolta e della vendita delle castagne a Roccamonfina, bisogna andare un po’ più avanti nel tempo, nel XIX secolo: è in quel periodo che si testimonia come la castagna non fosse semplicemente un capitolo fondamentale dell’economia del luogo. Da che mondo è mondo, il cibo è anche parte di una tradizione e di una cura del territorio, anche quando non se ne ha perfettamente la giusta consapevolezza.
L’astanicoltura è andata sempre crescendo, fino a oggi, in cui ha raggiunto il culmine delle superfici coltivate, per soddisfare la richiesta di castagne in Italia e all’estero. Il fatto che qui crescano le prime castagne d’Italia, le tempestive, spiega in parte la ragione del successo della castagna di Roccamonfina. Tutto il resto, ovviamente, è da attribuire alla bontà del prodotto, per via del terreno vulcanico ricco di elementi minerali.
