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Vendita castagne: i bisogni dei caldarrostai

Quando si parla di caldarrostai, bisogna prendere in esame le loro istanze che riguardano la vendita di castagne.

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I caldarrostai sono una figura chiave nella vendita delle castagne, anche e soprattutto perché sono il tramite dalla produzione, tra il grossista e il pubblico finale che mangerà le caldarroste. I caldarrostai sono quindi dei lavoratori fondamentali nella filiera delle caldarroste, dato che rappresentano appunto questo tramite, per cui è giusto che le loro istanze, di lavoratori, siano rispettate.

Ma quali sono queste istanze? Innanzi tutto c’è la resa: è importantissimo che in un certo quantitativo di castagne la resa sia ottimale. Questo equivale a dire che le castagne di partenza devono essere tutte sane e senza “ospiti” sgraditi e sgradevoli. Le castagne devono essere inoltre giunte a maturazione e devono presentarsi in una grandezza consona affinché sian giunte al loro massimo splendore.

Le caldarroste rappresentano un vero e proprio simbolo all’interno della dieta mediterranea, perché sono ricche di sostanze nutritive e fanno bene all’organismo in inverno. Inoltre, nell’immaginario collettivo, danno l’idea del calore che in inverno riscalda il cuore. Ma non bisogna cedere neppure ai luoghi comuni: le caldarroste, come snack naturale o come guarnizione per dolci o cocktail, sono perfette in qualsiasi stagione.

Campania, il ritorno del cinipide?

Sembra essere tornato l’allarme del cinipide del castagno in alcune zone d’Italia, tra cui la Campania.

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Dopo un anno di ottima raccolta delle castagne, un anno in cui il cinipide sembrava ormai completamente debellato, questo parassita dei castagni sembra essere tornato in auge. In particolare, si parla di avvistamenti in Toscana, sul monte Amiata, e in Campania, in provincia di Avellino. Ma è ancora presto per dirlo.

Infatti, il rientro dell’allarme cinipide precedente era dato dal lancio del torimus, un antagonista naturale che si installa nella galla rossa del cinipide, prendendone letteralmente il posto. Per questo anche se si vede rosso sugli alberi di castagne non ci si deve spaventare: può darsi che le galle abbiano questo nuovo ospite.

L’altra ragione per cui non vale la pena allarmarsi è lo stesso torimus: dato che i lanci dell’antagonista del cinipide hanno funzionato benissimo, in maniera egregia, tanto che il cinipide dei castagni si credeva fosse stato debellato completamente, si potrebbe continuare con nuovi lanci. Tanto che da più parti si richiedono nuovi lanci con il torimus.

Il castagno rappresenta un capitolo importantissimo dell’agricoltura e quindi dell’economia italiana: per questa ragione, debellare il cinipide del castagno è prioritario. La raccolta delle castagne deve quindi continuare.

Qual è la differenza tra castagne e marroni

Castagne e marroni, nell’immaginario collettivo, sono la stessa cosa. Ma non è così.

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Le castagne e i marroni sono infatti due frutti molto diversi, che, in quanto tali presentano delle differenze notevoli. Bisogna innanzi tutto rifuggire il pregiudizio secondo cui le prime sarebbero piccole e i secondi grandi: la differenza è tutta nella forma, nel tipo di pianta che dà i frutti, nel numero di frutti contenuti nel riccio.

Indicativamente un riccio di castagna può contenere fino a 7 castagne, mentre un riccio di marroni ne contiene un massimo di 3. Inoltre, il marrone si ottiene con una pianta innestata, non così come la natura la presenta all’uomo, ma come l’uomo la modifica. Sì, sembra che questo dettaglio abbia un’accezione negativa, ma non è così. Da sempre l’uomo ha creato innesti per la diversificazione, spesso dando vita a piante molto resistenti. Per dirla con i darwinisti: survival of the fittest.

I marroni, che si trovano soprattutto nel nord Italia, vengono da piante che non hanno i fiori maschili e presentano una polpa più fine e più zuccheri rispetto alle loro “sorelle”. Le castagne sono invece meno zuccherine, con una polpa che non si potrebbe mai definire impalpabile al palato e sono diffuse in tutta Italia in tante, tantissime varietà differenti.