Finisce agosto e si avvicina l’autunno: cosa ci aspetta in termini di castagne?
Sì, la raccolta della tempestiva è già iniziata. Siete contenti? Noi lo siamo. Un po’ perché ha fatto un gran caldo quest’estate e l’autunno incombente ha un gusto decisamente rassicurante. Un po’ perché le castagne sono il nostro frutto preferito, dolce, buono, nutriente – un po’ calorico se vogliamo – ma anche versatile.
Insieme a noi, probabilmente, staranno festeggiando i caldarrostai, perché, come tutti quanti, potranno trovarsi a lavorare con il prodotto fresco, assolutamente necessario per trasformare le castagne in caldarroste. Ci sembra quasi di avvertirne il calore tra le mani, mente sbucciamo le caldarroste dalla scorza più esterna, quando spelliamo la pellicina. Le dita ci diventano inevitabilmente nere – pazienza, ce le laveremo più tardi – ma si tratta di un vero e proprio rito, dotato di uno sconfinato romanticismo.
Le caldarroste ci ricordano un po’ l’infanzia, quando i nonni o i genitori ce le sbucciavano e noi le trattenevamo tra le mani, scaldandoci e annusandone il profumo. Oggi, lo facciamo noi stessi, ma non è un processo, una tradizione egoista, bensì lo rifacciamo per i nostri figli, i nipotini, gli amici, le persone che amiamo. Sbucciare le caldarroste è un rito d’amore che si perpetua, come il mutare delle stagioni. E scalda il cuore.


