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Caldarroste: gli strumenti che non possono mancare per prepararle

Cosa usare per preparare le caldarroste in casa: tutti gli strumenti utili da tenere a portata di mano.

Cosa serve per preparare le caldarroste in casa? Sì, lo sappiamo, ed è sicuramente una forma eterodossa di cottura: alcuni usano il forno a microonde. Va bene, non giudichiamo: ci sono delle volte che potremmo aver voglia di caldarroste, ma non ce la sentiamo di mettere in atto tutto il rito, perché magari in quel momento siamo soli in casa e abbiamo bisogno del comfort food della natura.

In commercio esistono molti attrezzi per la cottura delle castagne: alcuni sono fornetti o una sorta di barbecue dedicati alle caldarroste. Possono essere l’ideale se volete preparare le caldarroste senza sforzo e se avete l’abitudine di prepararle ogni giorno, tuttavia ci sono metodi decisamente più tradizionali, meno costosi e più divertenti. Perché gran parte del fascino di questa pietanza si trova proprio nella realizzazione e in tutti gli step che impieghiamo per arrivarci.

Per cui possiamo dire che un solo attrezzo è davvero indispensabile in cucina per la preparazione domestica delle caldarroste: la padella bucata. Si tratta di una padella in ferro, sul cui fondo sono stati praticati dei buchi. Ci mettiamo dentro le castagne e le cuociamo, muovendola spesso avanti e indietro, sul fornello oppure nel caminetto, in base alle proprie disponibilità e preferenze. A volte c’è chi mette un foglio di giornale umido a contatto con le castagne, sia per ammorbidirle sia per limitare le scintille che possono fuoriuscire in questo processo – che per chi muove i primi passi in questa ricetta, potrebbe apparire pericoloso, ma è sicuramente qualcosa da effettuare con estrema cautela e attenzione.

Poi ci sono altri piccoli attrezzi, per esempio ci sono delle specie di “schiacciacastagne”, che in realtà servono a praticare i tagli a croce sul fondo dei frutti prima della cottura. Sono pratici e costano pochi euro, e velocizzano moltissimo il processo di incisione. Sono indispensabili? No, perché potete ottenere lo stesso risultato utilizzando un coltello. Tuttavia, se per un vostro vezzo o semplicemente per praticità, volete ricorrervi, non c’è niente di male, soprattutto considerando che si tratta di strumenti decisamente economici.

Caldarroste

Caldarroste: la magia nella preparazione

Come si preparano le caldarroste: un processo semplice ma pieno di magia per realizzare il cibo più buono che c’è.

Che cosa sono le caldarroste? Sono la ricetta più comune e famosa con cui “trasformare” le castagne crude una volta che le si è acquistate. E apparentemente la ricetta è molto semplice, sebbene chiunque converrà che le caldarroste dal caldarrostaio sono tutto un altro paio di maniche, per cui in casa si fa quel che si può, soprattutto stando attenti alla sicurezza.

Il primo passo per preparare le caldarroste consiste nel praticare un taglio a forma di croce alla base delle castagne. È fisica di base: il calore del fuoco produce delle fratture all’interno delle bucce delle castagne, ma questo può accadere in maniera sicura e ottimale solo se c’è una possibilità per il passaggio dell’ossigeno.

Le castagne vengono cotte su una speciale padella bucherellata sul fondo. La padella è speciale perché è fatta in ferro, ma deve essere smossa, in modo che il fuoco lambisca le castagne ma non lo faccia continuamente in maniera diretta.

C’è chi appoggia un foglio di giornale bagnato sopra: questo procedimento serve ad ammorbidire i frutti, però ricordate che per quanto bagnato state usando qualcosa di infiammabile, per cui pensateci due volte per avventurarvi in questo escamotage se siete alle prime armi in questo ambito. Fate inoltre attenzione a quando smuovete le castagne nella padella, perché si possono generare delle scintille con bucce infuocate.

Poi c’è la pulizia delle caldarroste e vi avvisiamo: non dovete essere schizzinosi. Le bucce si eliminano infatti sgranandole a mano e questo potrebbe annerirvi le dita, ma che soddisfazione assaporare il risultato!

Chiaramente c’è una magia rituale dietro tutto questo. È la magia che in ciascuno e ciascuna di noi ricorda memorie di casa e di famiglia, dei primi freschini di stagione, di quel sentimento che c’è dietro una pietanza semplice ma al tempo stesso così evocativa.

Per cui le caldarroste, che le prepariate in casa o che le acquistiate per strada dai caldarrostai, non cambiano la sostanza: cambia forse il luogo della consumazione – dai caldarrostai sono considerate street food – ma il romanticismo resta lo stesso.

E si perpetua di generazione in generazione, in barba al tempo che passa: dai nostri nonni ai nostri genitori, dai nostri genitori a noi, da noi ai nostri figli e figlie che faranno le stesse cose a propria volta. Perché sì, il tempo trascorre inesorabile, ma le cose buone restano.

Castagne

Castagne e marroni, i metodi di conservazione tradizionale

Le tipologie di castagne e marroni in base ai metodi di conservazione, tutti tradizionali e alcuni abbastanza antichi

Castagne e marroni sono frutti deliziosi che hanno un solo difetto: sono disponibili in versione fresca solo in alcuni mesi dell’anno – un po’ amplificati se teniamo in considerazione primizie e fioriture tardive.

Gli appassionati della castagna sono persone dal palato raffinato, alle quali piacerebbe che il loro frutto preferito fosse disponibile per periodi molto più lunghi o addirittura tutto l’anno. Niente paura, perché questo è ovviamente possibile: ci sono metodi di conservazione per castagna e marrone che rendono disponibile il prodotto anche quando non è presente fresco, e alcuni di questi sono anche molto antichi e tradizionali.

Certo però servono i frutti freschi per preparare lo snack autunnale preferito da moltissimi e moltissime: le caldarroste. Però con la versione conservata riusciamo a riassaporare un morso d’autunno anche nel resto del corso dell’anno. In tante e tante ricette molto diverse tra loro.

Castagne in barattolo

Le castagne in barattolo sono sostanzialmente dei frutti sciroppati, talvolta al naturale, talaltra sotto un liquido alcolico, per esempio sotto rum o sotto grappa. Sono l’ideale per le preparazioni dei dessert, sia come decorazioni sia come ingredienti in senso stretto per ripieni, creme e altro.

Castagne secche

Le castagne secche, che prendono anche il nome di “castagne del prete”, altro non sono che frutti disidratati da reidratare, un po’ come si fa con i legumi. Si tratta di una soluzione molto utile per chi prepara primi o secondi piatti che prevedono questi frutti tra gli ingredienti, poiché si prestano a una certa versatilità. Quindi, che usiate le castagne secche in una zuppa oppure in un piatto di carne in umido, la riuscita è sempre ottimale. Se non lo è… può darsi che abbiate sbagliato qualcosa nel procedimento (in cucina si sa, anche un po’ di autoironia non guasta mai).

Nzerta

La nzerta è praticamente una collana di castagne. Questo è un metodo antichissimo, attraverso cui le nostre nonne campane conservavano questi frutti per tutto il corso dell’anno. Il processo è simile a quello delle collane di peperoncini oppure di pomodori, però appunto con le “perle” marroncine del nostro autunno.

Farina di castagne

Diciamo che questo non è propriamente un modo per conservare la castagna, ma per consumare la castagna, sfruttando i suoi valori nutrizionali negli impasti. Con la farina di castagne potete preparare i dessert più vari, tra cui ovviamente il più noto castagnaccio. Solitamente si mescola con altri tipi di farine.