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Castagne, la primitiva

È la prima a fare capolino dai castagni e finire sulla nostra tavola: è la castagna primitiva.

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Quando trascorrono molti mesi dacché abbiamo assaggiato il nostro frutto preferito, si viene presi dalla spasmodica voglia di riassaggiarlo. Talvolta il desiderio è tanto e tale, che si finisce per mangiare anche frutti dalla provenienza incerta, ma con le castagne non si dovrebbe ricorrere a queste soluzioni. Tanto più che le castagne italiane sono vicine alla maturazione.

Mancano infatti pochissimi mesi per la maturazione e quindi la raccolta della castagna primitiva. Si tratta di una tipologia di castagne, che spuntano soprattutto sui castagni della Campania, che giunge a maturazione prima di tutte le altre, ossia a metà agosto. Dal punto di vista del gusto non manca nulla alla primitiva rispetto ad altre tipologie di castagne: si tratta semplicemente di sapori differenti, che cambiano cioè lievemente da tipologia a tipologia. Un po’ come accade anche per altri frutti che presentano più varietà.

Alla castagna primitiva sono dedicate varie feste e sagre in Campania, dato che in alcune zone, l’alimentazione, tradizionalmente contadina, si fonda sulla castanicoltura: queste feste nascono quindi per festeggiare una delle regine della tavola campana, la castagna primitiva, la prima a nascere, la prima a restare nel cuore.

Vendita castagne: i bisogni dei caldarrostai

Quando si parla di caldarrostai, bisogna prendere in esame le loro istanze che riguardano la vendita di castagne.

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I caldarrostai sono una figura chiave nella vendita delle castagne, anche e soprattutto perché sono il tramite dalla produzione, tra il grossista e il pubblico finale che mangerà le caldarroste. I caldarrostai sono quindi dei lavoratori fondamentali nella filiera delle caldarroste, dato che rappresentano appunto questo tramite, per cui è giusto che le loro istanze, di lavoratori, siano rispettate.

Ma quali sono queste istanze? Innanzi tutto c’è la resa: è importantissimo che in un certo quantitativo di castagne la resa sia ottimale. Questo equivale a dire che le castagne di partenza devono essere tutte sane e senza “ospiti” sgraditi e sgradevoli. Le castagne devono essere inoltre giunte a maturazione e devono presentarsi in una grandezza consona affinché sian giunte al loro massimo splendore.

Le caldarroste rappresentano un vero e proprio simbolo all’interno della dieta mediterranea, perché sono ricche di sostanze nutritive e fanno bene all’organismo in inverno. Inoltre, nell’immaginario collettivo, danno l’idea del calore che in inverno riscalda il cuore. Ma non bisogna cedere neppure ai luoghi comuni: le caldarroste, come snack naturale o come guarnizione per dolci o cocktail, sono perfette in qualsiasi stagione.

Qual è la differenza tra castagne e marroni

Castagne e marroni, nell’immaginario collettivo, sono la stessa cosa. Ma non è così.

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Le castagne e i marroni sono infatti due frutti molto diversi, che, in quanto tali presentano delle differenze notevoli. Bisogna innanzi tutto rifuggire il pregiudizio secondo cui le prime sarebbero piccole e i secondi grandi: la differenza è tutta nella forma, nel tipo di pianta che dà i frutti, nel numero di frutti contenuti nel riccio.

Indicativamente un riccio di castagna può contenere fino a 7 castagne, mentre un riccio di marroni ne contiene un massimo di 3. Inoltre, il marrone si ottiene con una pianta innestata, non così come la natura la presenta all’uomo, ma come l’uomo la modifica. Sì, sembra che questo dettaglio abbia un’accezione negativa, ma non è così. Da sempre l’uomo ha creato innesti per la diversificazione, spesso dando vita a piante molto resistenti. Per dirla con i darwinisti: survival of the fittest.

I marroni, che si trovano soprattutto nel nord Italia, vengono da piante che non hanno i fiori maschili e presentano una polpa più fine e più zuccheri rispetto alle loro “sorelle”. Le castagne sono invece meno zuccherine, con una polpa che non si potrebbe mai definire impalpabile al palato e sono diffuse in tutta Italia in tante, tantissime varietà differenti.