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Castagne e tradizione contadina

Le castagne sono un frutto con una storia importante quando parliamo di tradizioni popolari.

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Le castagne, infatti, costituivano un tempo la base dell’alimentazione per le popolazioni contadine delle zone collinari o di montagna – come per esempio la zona di Roccamonfina. Questo accadeva perché – nonostante non esistessero ancora potenti mezzi tecnologici per conservare questo frutto, i contadini erano riusciti a trovare il modo di conservarlo e di utilizzarlo in molte preparazioni.

Proprio qualche settimana fa vi facevamo l’esempio della minestra di castagne, un antico piatto contadino molto gustoso, soprattutto d’inverno, che è giunto fino a noi. Ma non bisogna pensare che non si tratti di una ricetta dal gusto molto raffinato: dove ci sono le castagne parliamo sempre di piatti decisamente delicati e dedicati a palati gourmet.

Uno dei metodi di conservazione per le castagne – in modo che si potessero consumare anche in quei periodi dell’anno è la celebre nzerta. La nzerta consiste in una sorta di collana di castagne che permette un’essiccazione naturale, un po’ come avviene in maniera analoga con peperoncini o pomodori da pendola. A ben guardare, dobbiamo ritenerci fortunati che i contadini di un tempo abbiano valorizzato così tanto le castagne. Che ora giungono fino a noi e possiamo fare tesoro delle consapevolezze culturali del passato.

Castagne d’estate, perché no?

Certo, è sempre meglio consumare la frutta fresca, ma se la vostra passione sono le castagne, ecco cosa potete fare.

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La frutta fresca è buona e fa bene, ma insieme a essa si possono consumare anche le castagne che non sono di stagione al momento – anche se le prime, le nostre care tempestive, saranno raccolte solo nelle prossime settimane. Ma come si fa a consumare le castagne quando non ce ne sono di fresche? In commercio esistono tantissime opzioni.

Intanto, ci sono le castagne secche, che possono essere l’ideale per preparazioni come primi o secondi piatti che prevedano le castagne. Poi ci sono le castagne del prete, spesso presenti in pratiche confezioni, che le rendono uno snack naturale e sano, sempre a portata di mano – e le donne incinte ne saranno felici perché sono una fonte di acido folico.

Poi ci sono le castagne in barattolo, spesso conservate sotto grappa o con altre tipologie di alcolici. Le castagne in barattolo sono l’ideale per decorare i dolci, ma anche per essere consumate a fine pasto o durante un aperitivo dolce e sfizioso. Non dimentichiamo infine la nzerta, la collana di castagne che i nostri nonni usavano per conservare le castagne durante l’anno e che è arrivata felicemente fino ai nostri giorni.

Minestra di castagne, ricetta

Sì, lo sappiamo, ma non sembra un piatto molto estivo. In realtà lo è, perché in tanti decidono di preparare una minestrina anche in questa stagione: ecco come le castagne contribuiscono a un gusto più corposo.

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Preparare una minestra di castagne, con gli ortaggi di stagione, è preparare un piatto senza tempo, caro alle nostre nonne e soprattutto estivo. Si parte come sempre dalle castagne secche, che devono essere tenute in acqua per 48 ore, per poi essere lessate e mantenute intere. È questo, sempre, il primo passaggio da fare, se si vuole godere delle castagne anche quando la stagione non le mette a disposizione fresche.

Intanto, ci si può preparare un brodo con una patata, del sedano, una cipolla, una carota e del pomodoro fresco. Se piace, può essere aggiunta anche della bieta. Dopo aver preparato tutti questi ortaggi e ottenuto il brodo, si aggiungono delle castagne e si cuoce la pastina in quel brodo.

Il piatto si può servire caldo ma anche senza esagerare. A chi piace, può aggiungere del formaggio dolce o piccante sulla pasta, per rendere il gusto del piatto ancora più corposo. Può essere accompagnato da un buon vino bianco fermo, fresco e leggero, come un Falanghina. Anche un Fiano Minutolo può essere l’ideale, dipende dal proprio gusto personale.