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Castagne, i processi di lavorazione

Anche le castagne fresche devono affrontare dei processi di lavorazione prima di essere messe in vendita: ecco di cosa si tratta.

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Quando compriamo le castagne, spesso ignoriamo i processi di lavorazione che hanno subito per giungere fino a noi. Pensiamo che sia come per le ciliegie, o le mele, o le banane: ci metti su un bollino e via. Ovviamente per le castagne non funziona così, che è un prodotto molto peculiare, con vari strati di protezione: un riccio, un guscio duro e una pellicina più sottile.

Il primo processo riguarda peso e grandezza: si effettua una precalibratura, che permette l’invio delle castagne più piccole alle fabbriche, mentre quelle più grosse arriveranno alle nostre tavole e ai caldarrostai. Poi si fanno dei trattamenti conservativi, che sono tanti e diversi, e si effettua una calibratura vera e propria. Questo consente di dividere i frutti secondo la pezzatura, e poi passare alle fasi di pulizia e confezionamento.

La prima parte di questo processo prevede però una cernita, con l’eliminazione dei frutti bacati o andati a male. Poi le castagne vengono spazzolate per essere pulite e diventano lucide. Infine avviene il confezionamento, che per legge contiene sull’etichetta la pezzatura, la tipologia e naturalmente anche la provenienza geografica.

Castagno, le fasi della maturazione

Le castagne giungono a maturazione in autunno, a partire da questi giorni per le primizie e poi via via per tutte le altre tipologie.

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In autunno mangiamo le castagne, ma come funziona il ciclo di maturazione della pianta? Il castagno “si assopisce” in inverno, mentre al primo disgelo, verso marzo-aprile, inizia un’intensa attività riproduttiva. Le diverse tipologie di castagne maturano in periodi differenti. Come ben sappiamo, in questi giorni si sta raccogliendo la tempestiva di Roccamonfina. Gli ultimi a essere raccolti, venduti e portati sulla tavola sono i marroni, che hanno sempre sviluppo tardivo.

Ovviamente, le fasi sono le stesse che per gli altri alberi da frutta: compaiono i primi germogli, poi i fiori, quindi i fiori diventano frutti. È un processo lento, che non può essere osservato a occhio nudo, ma a volte qualche documentarista usa il time-lapse per mostrarlo, ed è decisamente affascinante.

Poi le castagne cadono. Alcune cadono, liberate dai ricci che si aprono per la maturazione, altre cadono restando all’interno del riccio chiuso. Chiaramente quest’ultima situazione è quella ottimale per tutti coloro che andranno a consumare quelle castagne, dato che il riccio dà, anche quando è maturo, la sua protezione alla castagna, tutelandola così da urti, ammaccature e batteri che potrebbero danneggiare il prodotto.

Castagne, proprietà della tempestiva

La castagna tempestiva viene raccolta nella seconda metà di agosto nella zona di Roccamonfina: ma quali sono le sue proprietà e come può entrare nelle ricette di tutti i giorni?

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La castagna tempestiva o primitiva di Roccamonfina è una gioia per il palato, per gli occhi, per il naso e per tutto l’organismo. Sì, perché contiene le proprietà nutritive che hanno tutte le castagne, con una piccola differenza: che grazie alla tempestiva possiamo iniziare ad assumere queste sostanze benefiche anche prima dell’autunno inoltrato, dato che la raccolta di questa tipologia di castagne partirà nei prossimi giorni.

Una delle sostanze più importanti contenute nella castagna tempestiva è l’acido folico, sostanza che è spesso consigliata alle donne in gravidanza, perché impedisce le malformazioni del feto e aiuta nella formazione del sistema nervoso centrale. Ma diciamo che fa anche un gran bene in generale perché aiuta la produzione di globuli rossi. Per le donne incinte poi, la castagna tempestiva, preparata come caldarrosta, può essere utilissima a contrastare i bruciori di stomaco che caratterizzano molte gravidanze. Uno snack sano e assolutamente naturale insomma.

Inoltre, la tempestiva è ricca di acqua e fibre e si presta a molte preparazioni, oltre alle classiche già citate caldarroste. Una bella idea può essere una minestra di castagne di fine estate con altre verdure di stagione, come le biete e i pomodori. Ma non disdegniamone la sua presenza nei dolci.