Prodotti tipici: conoscere le tipicità in cucina

È importante raccontare l’Italia della buona tavola. Tutto su mozzarella di bufala, funghi, vino e chi più ne ha più ne metta.

Che cos’è la mozzarella di bufala? Con quali vini si accostano determinate pietanze? In quali piatti possiamo mettere i funghi porcini? A questa e a molte altre domande si cerca sempre di rispondere per raccontare l’Italia della buona tavola, dei cibi sani che danno nutrimento e provocano anche piacere e diletto per il palato.

Di questi tempi è fondamentale mangiare bene: tra notizie che ci giungono di OGM, mozzarelle blu, cibi sofisticati, sentiamo sempre più il bisogno di tornare all’antico, alla tradizione, alla genuinità delle preparazioni gastronomiche della nostre mamme e delle nostre nonne. Così un po ‘ di informazione a riguardo non fa mai male.

L’Italia, il meridione in particolare, pullula di prodotti tipici, dagli ortaggi alla frutta, passando per la carne e il pesce e anche prodotti lavorati come la succitata mozzarella di bufala, il vino, senza dimenticare la birra artigianale, una tendenza che sta prendendo sempre più piede anche a livello amatoriale.

Conoscere come avviene la coltivazione e la produzione è fondamentale. Per questo si dà tanta importanza al cosiddetto “chilometro zero”, che indica la realizzazione e distribuzione in loco dei prodotti alimentari. Si tratta di una sorta di ritorno all’antico, quando la grande distribuzione ancora non esisteva.

Oggi sembra molto più facile fare la spesa, ma in realtà non lo è. Si va al supermercato sotto casa e si acquista. Ma tra i tanti prodotti bisogna scegliere. Il prodotto locale dovrebbe vincere sempre e su tutto: di esso conosciamo la provenienza, sappiamo come è stato curato, come è stato fatto crescere, come è stato lavorato. Questo tipo di conoscenza dovrebbe essere fondamentale quando si parla di cibo. In un mondo alienante e alienato dovremmo essere capaci di riconoscere la bontà, ma a volte non lo siamo, perché presi dalle mille frenesie quotidiane.

Facciamoci un regalo, ogni giorno: mangiamo bene, mangiamo prodotti tipici italiani. Il nostro corpo, la nostra mente e il nostro cuore ci ringrazieranno silenziosamente.

L’olio d’oliva: una risorsa, non solo un condimento

Tra i prodotti tipici più importanti in Italia, non solo economicamente, c’è l’olio d’oliva: buono e salutare, non può mai mancare in cucina.

La cucina parla solitamente la lingua di molti olii. Olio di semi vari, olio di semi di girasole o di arachidi, olio di palma, e così via. Ma solo l’olio extravergine d’oliva unisce qualità e gusto, oltre che importanti sostanze nutritive per l’organismo. L’olio d’oliva contiene infatti vitamine E, K e J, ma anche ferro e calcio.

L’olio di oliva consta di differenti qualità: si va dall’olio lampante e quello di sansa, che solitamente non sono utilizzati per cucinare, fino al re nei nostri prodotti tipici, ossia l’olio extravergine d’oliva. L’ulivo è da sempre una coltura tipica del Mediterraneo. Si tratta infatti di una pianta diffusa anche nell’Africa settentrionale e nelle regioni basse della Spagna e della Francia e anche in Turchia. Ma solo in Italia esiste la cultura dell’olio, oltre che la coltura: testimonianza ne è l’attenzione riservata a quest’ingrediente, trattato ormai alla stregua del fratello-vino, tanto che vengono organizzate spesso degustazioni di olio, alla scoperta di questo prodotto tipico gustoso e sano.

Gli utilizzi che se ne fanno in cucina sono quindi molteplici. Si parte dai cibi che vengono messi sottolio per conservarli, in particolare ortaggi e funghi, che l’olio contribuisce a insaporire. L’olio d’oliva è ottimo anche per le fritture: spesso viene consigliato l’olio di semi, perché provoca meno odore, ma la frittura con l’olio d’oliva, per via del suo elevato punto di fumo, è maggiormente sana e nutriente. Da provare soprattutto per le panature, come la mozzarella in carrozza, le cotolette alla milanese e anche la frittura mista di mare.

L’olio di oliva è utilissimo anche a chi vuole preparare in casa la maionese. Bastano 250 ml di olio d’oliva, un uovo fresco di gallina, possibilmente proveniente da allevamenti estensivi a terra, che oltre a tenere maggiormente in salute gli animali forniscono uova più genuine, il succo di mezzo limone e un pizzico di sale. Tutti gli ingredienti tranne l’olio devono essere mescolati all’interno di un frullatore o di un plurimix (i più bravi possono anche cimentarsi con un contenitore e un cucchiaio di legno, ma bisogna ricordare che la maionese impazzisce facilmente), aggiungendo l’olio mano a mano dalla fessura collocata verso l’alto del nostro apparecchio.

Naturalmente, l’olio viene utilizzato anche per condire le cruditesse. Una tipicità campana, a proposito di cruditesse, è la caprese, che si prepara con mozzarella di bufala tagliata a fette e alternata da pomodoro tagliata a fette: il tutto va condito con un filo d’olio d’oliva, sale, pepe nero e magari anche origano.

Funghi porcini: come usarli in cucina?

Qualche consiglio sull’utilizzo dei funghi porcini nei piatti di uso più comune

I funghi porcini sono tra i prodotti tipici più diffusi in Italia. Sul mercato vengono venduti in differenti varianti, dai funghi secchi a quelli sottolio passando naturalmente per i funghi freschi. Ci sono delle persone che, appassionate di escursioni, vanno spesso per funghi, raccogliendoli per gli usi casalinghi: ma attenzione, i porcini è sempre meglio acquistarli, perché esistono in natura alcune specie di funghi che somigliano a essi ma possono provocare intossicazioni più o meno gravi, se vengono colti e mangiati. La rivendita con la sua tracciabilità è quindi l’unica certezza che l’utenza può avere in tal senso, a meno che non si sia davvero esperti di funghi. Ma bisogna ricordare che queste persone sono delle tali rarità, un po’ come chi legge oltre 50 libri l’anno o ama le auto da rally.

I porcini entrano nella nostra alimentazione passando dalla cucina. Ecco quindi alcune idee per il loro utilizzo. I porcini sottolio o al naturale possono entrare di diritto in moltissimi antipasti: possono essere semplicemente serviti a tavola come stuzzichini o far parte di involtini di melanzane, peperoni o pomodori ripieni, sposandosi perfettamente con questi ortaggi.

I porcini al naturale possono essere anche frullati, divenendo una crema, allungata e insaporita giusto con un filo d’olio d’oliva e un po’ di prezzemolo tritato fresco, e può essere utilizzata per arricchire un sugo vegetariano o per condire dei canapè: da provare assolutamente come ripieno di vol au vent, magari accompagnata da un po’ di carne macinata saltata precedentemente in padella.

Tra i primi, un grande must è il risotto ai porcini, per cui si può ricorrere indifferentemente ai funghi secchi o a quelli freschi, da trifolare prima di aggiungerli al risotto, secondo le proprie preferenze. I funghi porcini sono un ingrediente fondamentale per lasagne o crepe vegetariane con besciamelle: anche se non si sono abbracciate filosofie cruelty free, questo tipo di preparazione costituisce ben più che una semplice variante dalla lasagna o della crepe salata tradizionale.

Infine, i porcini sono un perfetto contorno per qualunque tipo di carne, dal più usuale pollo o vitello, fino al cinghiale e soprattutto alla cacciagione, come la lepre e il faggiano. A volte basta solo trifolarli: si lavano ben bene i porcini, si tagliano a tocchetti e si saltano lievemente in padella con olio d’oliva e un po’ di prezzemolo fresco o altre spezie a piacimento per completare il gusto del piatto.