Come nasce la mozzarella di bufala nera

Tutte le novità gastronomiche vengono sempre guardate con sorpresa e con sospetto. E la novità della mozzarella di bufala nera non fa differenza.

Dipende per lo più dal fatto che spesso ci sono pregiudizi e scarsa informazione su quello che mangiamo: vedere una mozzarella di bufala di colore scuro non toglie nulla alla genuinità del prodotto, tanto più che si tratta di una mozzarella al carbone vegetale. I prodotti alimentari al carbone vegetale stanno vivendo un vero e proprio periodo d’oro in un’Italia che cerca consapevolezza su quello che mette in bocca.

All’inizio si può pensare che sia la bufala a essere nera, come le bufale che crescono allo stato brado nel casertano e nella zona dell’alto foggiano. Ma non è affatto così: la mozzarella di bufala al carbone vegetale presenta un colore neutro, tra il grigio e il marrone, il «nero» è giusto simbolico.

Questo tipo di mozzarella ha esordito quest’estate, prodotta appunto nel casertano da un imprenditore caseario, Umberto D’Angelo, che ha avuto quest’idea e l’ha sviluppata. Il prodotto è più digeribile e per quanto riguarda i valori nutrizionali non è poi così distante dalla mozzarella di bufala classica, non fosse altro che è più sana e meno pesante. Gli accostamenti con altri cibi e beverage restano li stessi.

«L’idea – ha raccontato il creatore della mozzarella di bufala nera a Vesuvio Live – mi è venuta in mente dopo aver provato il pane al carbone vegetale. Ho pensato che lo stesso principio potesse essere applicato alla mozzarella e così ho iniziato a produrla per provare.»

Castagne, come si prepara il risotto

Un tipo di risotto a base di castagne è molto facile da preparare in casa, ecco alcune idee su come fare.

zuppa

Intanto, partiamo da un presupposto: non c’è un solo tipo di castagne con cui preparare il risotto. L’ideale sarebbero le castagne fresche, da bollire precedentemente, oppure anche le castagne secche, da non trattare in nessun modo prima di buttarle in padella.

La preparazione del risotto alle castagne non è poi tanto differente da tutti gli altri risotti. Si deve tostare infatti il riso con un po’ di brodo – meglio se preparato in casa e vegetale, in modo da avere anche un prodotto cruelty free – e bisogna farlo lentamente, in modo che il brodo venga assorbito pian piano dal riso.

Quando si comincia con la cottura vera e propria, si possono inserire le castagne all’interno delle preparazione. Naturalmente, ci sono anche degli altri ingredienti che possono sposarsi bene con questa ricetta, come i funghi, in particolare i funghi porcini, che è meglio trifolare a parte e buttare in padella all’ultimo momento, giusto per una scaldatina.

Bene le spezie come il pepe nero o il pepe di Cayenna, non guasta neppure un po’ di prezzemolo o anche di curry se si vuole dare un tocco di esotismo. Ma occhio: il curry va applicato quanto più vicino agli ingredienti, perché i vapori della preparazione rischiano di snaturarne l’essenza.

Castagne, la riccia

Tra le varie, tantissime varietà che le castagne presentano in Italia in generale e nella parte alta della Campania in particolare, c’è la castagna riccia, detta anche castagna napoletana.

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La castagna riccia è una castagna di pezzatura media, che presenta una forma regolare e viene considerata di gran pregio. Viene molto coltivata in Campania, come in effetti suggerisce il nome: la superficie coltivata adibita a essa è seconda dopo la castagna tempestiva. La castagna riccia può essere raccolta un po’ dopo rispetto alla tempestiva, perché giunge a maturazione intorno a fine settembre, inizi di ottobre.

Tanto che proprio a ottobre, a Roccamonfina, che è uno dei luoghi principe in cui questa castagna trova la sua casa naturale, si tiene una festa in onore della castagna, in cui vengono preparati tutti i piatti, possibili e immaginabili, a base di castagne, dall’antipasto al dolce, fino ai liquori digestivi.

Certo, oggi la castagna ha una funzione differente rispetto al passato. Essendo un frutto ricco di carboidrati complessi (come i cereali), vitamine e potassio, veniva utilizzato ad ampie mani all’interno di un’alimentazione povera, che consentiva la conservazione delle castagne per lungo tempo. Oggi, appunto, la situazione è ben diversa: le castagne sono un frutto per gourmet che fanno parte sì della cucina locale campana tradizionale, ma anche di quella sperimentale, entrando in preparazioni come risotto, ravioli, tagliatelle o addirittura piatti di carne.

Prenotate le vostre castagne entro il 15 settembre.