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Esistono tanti modi per cucinare le castagne. Qui ne abbiamo raccolti alcuni per darvi la possibilità di godere al meglio di questo prelibato frutto autunnale.

Castagne, l’essenza del Mont Blanc

Anche nelle ricette non originali del Mont Blanc, la castagna c’è.

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Molte ricette della tradizione regionale italiana presentano tantissime varianti e il Mont Blanc non fa certo differenza. Ma qual è il tratto distintivo di tutte queste varianti? Molto semplice: è la castagna. Quindi in un certo senso, è la castagna che rappresenta l’autentica essenza di dolci come il Mont Blanc.

Quindi forse non è come dice Nanni Moretti nel film “Bianca”, quando invita a non fare il tunnel, a non scavare nel Mont Blanc, perché, togliendo tutta la panna, «la castagna, da solo, non ha senso». La castagna ha una valenza molto più importante nel Mont Blanc – come in altri dolci.

Accade perché la castagna ha un carattere molto ben definito: significa che il sapore di questo frutto non passa certo inosservato, anche accanto a sapori e gusti molto intensi, come appunto possono essere panna o meringa.

C’è da dire che è la stessa ragione per cui oggi le castagne rientrano in alcune ricette salate in maniera davvero rivoluzionaria: ci vuole un gusto deciso per supportare un altro gusto deciso e con la castagna si va in un certo senso sul sicuro. Perché non di può fare a meno di amarla.

Castagne, l’ingrediente per ogni piatto

Non solo caldarroste: ci sono molti modi per preparare le castagne in cucina, che sono un ingrediente assai vantaggioso, ecco perché.

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Vi piacciono le castagne? Questo post vi piacerà anche di più. Perché stiamo per dirvi una cosa che è fondamentale: le castagne sono un ingrediente talmente tanto versatile, da stare bene in una molteplicità di ricette, dagli antipasti ai primi e ai secondi, dai salati ai dolci, dal pasto principale allo snack di metà mattina. È quindi riduttivo pensare solo e soltanto alle caldarroste quando si parla di castagne.

Questo accade perché non solo le castagne sono un frutto dal gusto assai corposo, ma soprattutto succede che le castagne si presentano a noi in diverse maniere: castagne fresche e castagne secche, farina di castagne, marron glacé, crema di castagne, nzerte e castagne in barattolo. Si tratta di tante tipologie in cui sono disponibili per la vendita le castagne. Che presentano ulteriori vantaggi.

Cucinare con le castagne significa cucinare cruelty free e quindi, se nel piatto che si prepara non c’è null’altro che provenga da un animale, si potrà ottenere un piatto vegan, adatto quindi a tutti i palati. Inoltre, le castagne non contengono glutine, il che le rende, insieme alla farina di castagne, un alimento adatto anche ai celiaci.

Le castagne nel Medioevo

Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, le castagne conobbero un’ulteriore diffusione.

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Più che altro, si trattò di un momento di approfondimento, di ricerca e di studio sulle castagne, dal punto di vista delle varietà, della conservazione, delle ricette e perfino della legislazione.

Perché si comprese subito che tutelare questa coltivazione sarebbe stato importante: nei periodi di guerre e carestie, infatti, la farina di castagne e le castagne stesse sostituivano i cereali di cui vi era carenza, nell’alimentazione.

E, esattamente come il grano, le castagne divennero una sorta di moneta. Esentasse, peraltro: dato che la farina di castagne si macinava in casa, non si doveva pagare per essa la tassa sul macinato.

E mentre c’erano autori che elogiavano la dieta di montagna perché ricca di castagne, spuntavano tra i documenti notarili perfino piccole ricette, trascritte, come accadeva al tempo, tra gli spazi bianchi.

Per quanto riguarda la legalità, a Lucca, nel 1483, per esempio, venne istituito un collegio, rinnovato con un altro nome nel 1489, che si occupava della tutela dei castagneti, per proibire crimini contro i castagni, dagli incendi ai semplici tagli.

Si cominciò a operare dei distinguo tra le preparazioni delle castagne: c’era la castagna «virida» (verde, acerba), «munda» (monda, ossia pulita), «sicca» (essiccata) e «pista» (macinata). Quest’ultima era preparata per ricette di zuppe o farinacci.