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Raccolta delle castagne: la poesia

Cosa c’è dietro a una castagna?

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Si potrebbe pensare che dietro non c’è nulla. Che una castagna è semplicemente tale, un frutto buono e sano e nutriente, ma tutto qui. Nient’altro. In realtà, dietro la raccolta (e il consumo) delle castagne, esiste una profonda poesia. È una poesia fatta di tradizione, perché le castagne e la loro raccolta hanno a vedere con gran parte della storia che si è consumata su suolo italico, a partire dalle popolazioni preromane.

È una poesia fatta di economia, perché l’astanicultura, nelle regioni in cui viene praticata tradizionalmente e in maniera massiva, costituisce un capitolo importante per le risorse economiche di quel territorio. È una poesia fatta di turismo, perché laddove crescono i castagni, ci sono degli splendidi paesaggi tutti da scoprire. È una poesia fatta di gastronomia, poiché legati alla castagna ci sono tanti cibi ugualmente buoni e sani e nutrienti.

Perché dopo la raccolta accade alle castagne qualcosa di ugualmente poetico. Accade che vengono messe n vendita e giungono sulla tavola delle persone, per essere preparate nei modi più disparati. Accade che vengono comprate dai caldarrostai, divenendo calde caldarroste pronte a scaldarci le mani e il cuore. Accade che finiscono in primi piatti, in secondi piatti, nei dessert e nei cocktail. E accade che ci piacciono tanto e ci fanno dire: castagna, ti amo.

Castagne e marroni: come usarli nei dolci

Ci sono un bel po’ di modi per usare castagne e marroni nei dolci: ecco quali sono.

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Innanzi tutto c’è la strada della decorazione, ma si tratta di una via piuttosto riduttiva: castagne e marroni hanno qualcosa di peculiare, ed è il loro sapore, non si può ridurre tutto quanto a un mero discorso decorativo, sebbene sia vero – ed è impossibile negarlo – che le castagne e i marroni hanno un bell’aspetto.

Ma, in generale, il gusto delle castagne può entrare nei dessert in molti modi. Il primo e più immediato è sotto forma di castagne sbriciolate, il che è un ottimo utilizzo per le castagne secche. Che sia per un gelato o per le nocciole, la granella di castagne è meglio di una ciliegina metaforica. Il secondo modo, molto più diffuso, è attraverso la farina di castagne: tuttavia si tratta di una farina grossolana, che è sempre meglio mescolare ad altri tipi di farina, soprattutto per utilizzi in cui occorre questo tipo di ingrediente in forma più leggera.

Infine, le castagne possono essere utilizzate nei dolci sotto forma di crema o marmellata: questo è l’utilizzo ottimale, poiché, in questo modo, il gusto straordinario di questo frutto autunnale si può sentire appieno. E consente di valorizzare l’intero dessert.

Vendita castagne: cosa c’è da sapere

Quando si acquistano delle castagne, queste vengono vendute in base a una caratteristica che viene detta «pezzatura».

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La pezzatura non ha a che fare solo e semplicemente con le castagne, ma con tutti i frutti e gli ortaggi: diverso è solo il modo con cui si giunge alla pezzatura. Per quanto riguarda le castagne, per esempio, ci si avvale di una macchina che prende il nome di calibratrice.

Questo accade perché la pezzatura – che è la misura del diametro del frutto, in alcuni casi unita al suo peso – per quanto riguarda le castagne è sovente omogenea da tipologia a tipologia. Ci spieghiamo meglio: una castagna tempestiva avrà una pezzatura di massima differente da una castagna riccia e così via.

All’interno della stessa tipologia, il range della pezzatura non presenta differenze significative, in particolare perché quando si parla di castagne, il peso c’entra ben poco nella pezzatura, dato che si traduce in differenze davvero trascurabili, tra un massimo del diametro in millimetri e un minimo del diametro in millimetri.

Quando le castagne sono messe in vendita, in particolare per i caldarrostai che si occupano di castagne per mestiere, si provvede a controllarle accuratamente prima, affinché siano tutte sane e soprattutto non ci siano «ospiti indesiderati».