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Le castagne nel tempo

La storia delle castagne attraversa le ere.

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Le origini delle castagne sono abbastanza controverse, tanto che ci sono varie teorie a riguardo. In passato si riteneva, per esempio, che i castagni avessero avuto vita per la prima volta nella zona del Mar Nero e che si fossero diffusi grazie ai viaggi di conquista dei Greci e dei Romani. Tuttavia, c’è anche chi pensa che sì, Greci e Romani furono fondamentali per la diffusione, ma in generale, i castagni crebbero innanzi tutto nella parte sud del Mediterraneo.

Le castagne e i castagni ebbero comunque un’espansione ulteriore grazie agli ordini monastici, divenendo così una coltura sempre più capillare. Le castagne e i castagni furono da subito molto importanti, sia come risorsa di amido nell’alimentazione, sia come legname.

Non fu sempre un buon periodo storico per le castagne. Nel Rinascimento, infatti, e fino al Romanticismo, ci fu un progressivo abbandono della castanicoltura, in favore di altri tipi di colture, come i cereali. A questo si aggiunse progressivamente l’azione di alcuni parassiti, come quelli che provocano il mal d’inchiostro e il cancro del castagno. In questo modo però solo le zone che possedevano e conservavano una maggiore vocazione nei confronti di castagni e di castagne, la coltura perirò giungendo fino a noi.

L’importanza della castagna nella cultura mediterranea

Le castagne non sono solo un alimento, sono un simbolo.

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Andando a scavare cosa sia la castagna nella cultura mediterranea, si fanno delle piacevoli scoperte. La prima e un po’ scontata è che la castagna declinata nelle sue mille variabili – castagna fresca, castagna secca, caldarrosta, farina di castagne e così via – è un alimento molto importante all’interno della dieta mediterranea. Come per molti frutti, l’apporto della castagna è fondamentale ai fini dell’equilibrio della dieta mediterranea, per via dell’acqua contenuta in essa, ma anche delle altre sostanze minerali.

Allargando lo sguardo, si comprende che le castagne e i castagni hanno una valenza economica in senso stretto, ma anche in senso lato, poiché i castagneti selvatici sono spesso meta turistica, in particolare in estate, quando forniscono quella peculiare e piacevole frescura.

Infine, la castagna è presente in moltissime leggende, anche di tipo religioso, anche perché l’apertura del riccio a forma di croce ispira in tal senso. Gran parte delle leggende infatti coinvolge santi, che trasformano le pietre in castagne per nutrire i bambini o fanno cadere castagne dagli alberi per nutrire intere popolazioni. La castagna è quindi simbolo della vita stessa: quando si libera da tutti i suoi strati diventa bontà ma soprattutto nutrimento.

Castagno, perché abbiamo paura del cinipide

Anche se l’allarme reale del cinipide del castagno è cessato, ce n’è un altro, metaforico, che tiene alta l’attenzione.»

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C’è che ci siamo già passati, con le palme. Così quando un attacco parassitario ha colpito i castagni, è chiaro che in molti si sono spaventati. Le palme, in Italia, sono meramente decorative. I castagni non sono semplicemente decorativi. Danno frutti, frescura. Sono parte integrante di un ecosistema: senza i castagni qualcosa verrebbe a mancare nell’equilibrio ecosistemico e non vogliamo scoprire cosa.

Il fatto che i castagni diano le castagne e, per questa ragione, ci allarmi tanto il cinipide non è affatto secondario: le castagne rappresentano un capitolo importante dell’economia basata sulle risorse agroalimentari delle zone in cui crescono i castagni, ma le castagne sono inoltre fonte di tradizioni culturali e popolari, oltre che un alimento importantissimo della dieta mediterranea, per via delle sostanze nutritive contenute in esse.

Certo, al momento l’allarme è cessato e il cinipide sembra essersi ormai allontanato grazie a dei predatori naturali, e se dovesse tornare siamo pronti a riaccoglierlo con nuovi lanci. E l’importante di tutta questa storia è anche che abbiamo compreso cosa significhi perdere un pezzo importante della nostra storia senza realmente perderlo. Terremo così di più alla tutela dei nostri castagneti.