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Castagne al naturale

Castagne al naturale, bontà in tutte le stagioni

La castagne al naturale sono uno dei modi in cui consumare questo frutto anche quando non è disponibile fresco di stagione.

Castagne al naturale

Tutti gli appassionati di castagne lo sanno bene. Il frutto è disponibile fresco solo in alcuni mesi dell’anno. È la legge della natura – anche se c’è chi cerca di forzarla in qualche modo. Ma a noi italiani piace molto seguire le stagioni quando si parla di buona tavola. Accade perché la dieta mediterranea è la migliore che ci sia ed è tale proprio per via del suo equilibrio connesso all’avvicendarsi delle stagioni.

Ma quando l’inverno è già trascorso – anche perché non stiamo parlando del leggendario Lungo Inverno di Game of Thrones – accade che comunque le castagne sono disponibili. Si tratta però di castagne conservate in molti modi differenti. Uno di questi modi è rappresentato dalle castagne al naturale, uno snack davvero interessante che affonda le sue radici nella tradizione.

Le castagne al naturale vengono infatti conservate fin dall’alba dei tempi nelle comunità contadine e montane in cui il frutto costituiva la base dell’alimentazione. Oggi sono a nostra disposizione in comode buste, così comode che possiamo portarle dove vogliamo, dal lavoro a scuola, ma naturalmente le possiamo consumare anche in casa, magari per accompagnare l’aperitivo con uno spritz o un bicchiere di vino.

Castagne secche

Castagne secche, la farina di castagne

Le castagne secche possono essere utili anche nella produzione della farina di castagne: ecco come.

Castagne secche

Come si prepara la farina di castagne? Ci sono due modi casalinghi per realizzarla. Uno è più celebre e prevede l’utilizzo di castagne fresche, l’altro è più rapido e semplice e prevede le castagne secche. Con le castagne secche infatti basta munirsi di un quantitativo ideale – in base alla bisogna – e tritarle in un mixer abbastanza potente. Uno di quei mixer, per capirci, anche di uso domestico, che può essere utilizzato per la produzione dello zucchero a velo per esempio.

Naturalmente l’altro metodo ha riscosso maggior fortuna perché si basa appunto sul prodotto fresco. In questo modo, si mettono a bagno le castagne e poi si cuociono come per preparare le caldarroste. Per passarle infine nel suddetto mixer. Questo metodo però ha un limite che si chiama stagionalità. Le castagne fresche infatti non sono sempre disponibili, mentre le castagne secche sono ben disponibili lungo l’intero corso dell’anno.

La farina di castagne che avete realizzato in casa a partire dalle castagne fresche può essere utilizzata per qualunque ricetta, da quelle tradizionali alle più estrose. Per esempio, la farina di castagne non può mancare nel castagnaccio. Ma se riuscite a realizzarne una abbastanza grossolana, è l’ideale per preparare insoliti biscotti per la colazione o anche la base di crostate e cheesecake.

Castagne per caldarroste

Castagne per caldarroste, gli utilizzi in cucina

Credevate che le castagne per caldarroste terminassero la propria parabola con la cottura? E invece no. Ecco come realizzare dei piatti assolutamente sorprendenti.

Castagne per caldarroste

Le castagne per caldarroste non sono buone solo da mangiare nel modo più classico possibile, cioè cotte nella padelle con i buchi e sbucciate quando sono ancora calde. Le castagne per caldarroste, dopo essere state cotte, possono infatti entrare in alcune ricette o comunque preparazioni interessanti – oltre a essere un ingrediente fondamentale in ogni aperitivo autunnale che si rispetti.

Le caldarroste possono infatti fungere da decorazione per diversi dessert, caldi o freddi, al cucchiaio o meno informali, come per esempio le crostate. L’utilizzo può funzionare sia con le caldarroste intere, sia con le caldarroste tritate, come per esempio per l’impasto della base delle crostate o delle cheesecake. Ma anche nell’impasto per la preparazione dei biscotti, il risultato vi stupirà.

Inoltre, le caldarroste possono essere utili per realizzare un contorno simpatico e insolito. A esse vanno aggiunti pinoli, germogli di soia, carote a julienne e magari pomodorini e dell’insalata riccia. Condite con sale, olio evo e, a scelta, aceto balsamico oppure vincotto. Infine, possono essere provate da sole, condite con il solo vincotto, per i secondi a base di carne, in particolare quelli a base di cacciagione.