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IL TERRITORIO E LE CASTAGNE

01 castagne di roccamonfina
Conca della Campania e Roccamonfina. Le diverse vairetà di castagne, Conca della Campania e Roccamonfina sorti all’interno dell’antichissimo cratere spento del Vulcano omonimo, deve gran parte della bellezza del suo territorio ai lussureggianti boschi di castagno, in parte spontanei ed in parte accuratamente coltivati. Da secoli la castanicoltura è attività tipica del territorio di Roccamonfina e Cona della Campania, e i coltivatori seguono ancora oggi metodi tradizionali, spesso scomparsi altrove.Qui, dove la presenza del castagno precede di gran lunga quella dell’uomo, il suolo fertile, grazie alla particolare composizione del terreno vulcanico, crea le condizioni ideali per lo sviluppo delle diverse varietà di castagne, distinte da caratteristiche peculiari, quali la forma, il colore ed anche il sapore. Alcune varietà sono locali, o almeno la loro presenza sul territorio è antichissima, altre sono state “importate” dai gruppi che in diverse epoche storiche si trasferirono nella zona, in cerca di migliori condizioni di vita. Tra le diverse castagne coltivate, tipiche sono la Tempestiva o Primitiva e la Paccuta. La castagnaTempestiva (Tambestia nel dialetto locale) deve il nome alla precocità della maturazione: agli inizi di settembre è già sul mercato, aprendo la stagione delle castagne. Di elevato contenuto zuccherino, presenta la buccia (pericarpo) di colore bruno-scuro con piccole striature bianche, mentre la polpa (endocarpo) è bianco latteo, soda e dolce. Una leggenda locale racconta che uno dei primi alberi di CastagnaTempestiva sia stato piantato da San Bernardino da Siena, nei pressi del convento francescano dei Lattani, che egli stesso eresse sul Monte Santa Croce. La Castagna Paccuta, cosiddetta per la forma tondeggiante, ha un frutto di medie dimensioni, di sapore delicato; si coltiva soprattutto nel territorio di Teano e roccamonfina. Altre colture dell’area di Roccamonfina sono le Rosselle (Russelle), le castagne di S.Pietro, le castagne Ricce, le castagne Napoletanelle (Napulitanelle), le castagne Mercogliano e le castagne Tardive (Mazzare): tutte sono rinomate per la loro qualità e genuinità, apprezzate dai buongustai e utilizzate nella cucina locale. Le castagne costituiscono un frutto atipico, perché ricche di carboidrati complessi come i cereali, di vitamine e potassio. Le castagne alimento estremamente importante nei passati periodi di povertà, quando venivano bollite in acqua o latte e utilizzate sottoforma di farina, oggi la castagna rimane un frutto estremamente versatile, che continua ad essere molto voluto nella tradizionale versione arrosto ma è anche impiegato nella preparazione di primi e secondi piatti come il delizioso risotto, gli gnocchi, le tagliatelle, il polpettone autunnale o il tacchino.Il legame con la tradizione si capisce anche nel modo di denominare le castagne arrostite: le caldarroste  infatti ancora chiamate “vrole” e “vrollaro” l’arnese dove si arrostiscono, con un vocabolo testimoniato in antichi poemi napoletani del millesettecento e nel dizionario etimologico derivatone, che definisce “vrollaro” la “padella perforata per cuocere le castagne e il contenuto di esse vrole”.  Alla fine di settembre, si svolge la festa della Castagna a Vezzara di Conca della Campania e successivamente a Roccamonfina, alla quale gli abitanti legano la propria identità territoriale. La festa è l’occasione per assaggiare deliziosi prodotti locali a base di castagne, come il torrone, il liquore di castagne, le marmellate e le castagne sciroppate, la nzerta tipica. Ma, per chi ama scoprire un territorio attraverso la sua cucina, la vera delizia per il palato sono i primi piatti conditi con castagne e funghi porcini del luogo (assolutamente spettacolari da degustare a pochi km al RISTORANTE PIZZERIA LA RAMBLA ), e la tradizionale pasta e fagioli con le castagne. I dolci sono un trionfo di delicatezza, dal rotolo di castagne al castagnaccio tipico della tradizione locale

L’ATTACCO DEL CINIPIDE

Riparte la lotta biologica contro il cinipide che sta distruggendo i castagneti lungo i pendii del vulcano di Roccamonfina. Un piccolo insetto che deponendo le proprie uova all’interno delle galle del castagno ne compromette, pesantemente, il raccolto. La lotta chimica contro il cinipide è difficile sia perché le coltivazioni si trovano in piena area del Parco regionale di Roccamonfina sia perché raggiungere le cime degli alberi attraverso i normali sistemi di erogazioni dell’insetticida è arduo. Infatti, gli alberi secolari dei castagneti, raggiungono anche i trenta metri di altezza. Una soluzione, quindi, sarebbe l’impiego di mezzi aerei per irrorare i frutteti. Una ipotesi alla quale si oppongono fortemente gli ambientalisti e lo stesso Ente Parco. L’utilizzo dei pesticidi attraverso velivoli, infatti, arrecherebbe gravi danni ad un ecosistema molto delicato quale quello dell’area del Roccamonfina.

La soluzione praticabile, invece, si trova in natura e si chiama Torymus Sinensis Kamijo, un altro insetto la cui femmina depone le proprie uova nelle galle del cinipide, distruggendo in tal modo larve del parassita. Nei gironi scorsi sono state liberate in una zona del Parco protetta altre numerose coppie di questi insetti «buoni». Il Parco, guidato dall’avvocato Raffaele Aveta, già da qualche anno ha avviato un progetto di lotta biologica al cinipide attraverso il nemico naturale Torymus. Quintali di castagne, fra i migliori in assoluto in Europa, potrebbero andare irrimediabilmente persi.

Ogni anno il vasto territorio compreso fra i comuni di Roccamnonfina, Teano, Marzano Appio, Tora e Piccili, Conca Della Campania, Sessa Aurunca, Mignano Monte Lungo e Caianello è capace di produrre oltre 400 mila quintali di castagne divise in cinque varietà; fra esse spicca la primitiva che è praticamente unica nel panorama internazionale. Numeri capaci di produrre un giro d’affari che sfiora i 50 milioni di euro ogni anno. Migliaia di famiglie e decine di imprese si reggono sulla produzione e il commercio della castagna. Ma il pericolo per la castagna tipica di Roccamonfina deriva anche dall’importazione massiccia di una nuova varietà francese che rispetto alla primitiva locale più grande ma di qualità inferiore. Il vantaggio è che questa varietà francese risulta essere immune agli attacchi del cinipide.

L’artigianalità, il castagnello.

Nasce dall’idea di promuovere il tipico locale “la castagna”, esclusivamente prodotto con castagne locali della zona di Roccamonfina  e Conca della campania, questo stupendo liquore è il frutto della passione e della tradizione, connubio indispensabile per creare e tramandare il gusto ed il buono. Basta assagiarne pochissimo per capire la genuinità ed il gusto che solo la terra senza l’aggiunta di nulla può dare. Provare per credere.

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