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Castagne

Castagne e marroni, i metodi di conservazione tradizionale

Le tipologie di castagne e marroni in base ai metodi di conservazione, tutti tradizionali e alcuni abbastanza antichi

Castagne e marroni sono frutti deliziosi che hanno un solo difetto: sono disponibili in versione fresca solo in alcuni mesi dell’anno – un po’ amplificati se teniamo in considerazione primizie e fioriture tardive.

Gli appassionati della castagna sono persone dal palato raffinato, alle quali piacerebbe che il loro frutto preferito fosse disponibile per periodi molto più lunghi o addirittura tutto l’anno. Niente paura, perché questo è ovviamente possibile: ci sono metodi di conservazione per castagna e marrone che rendono disponibile il prodotto anche quando non è presente fresco, e alcuni di questi sono anche molto antichi e tradizionali.

Certo però servono i frutti freschi per preparare lo snack autunnale preferito da moltissimi e moltissime: le caldarroste. Però con la versione conservata riusciamo a riassaporare un morso d’autunno anche nel resto del corso dell’anno. In tante e tante ricette molto diverse tra loro.

Castagne in barattolo

Le castagne in barattolo sono sostanzialmente dei frutti sciroppati, talvolta al naturale, talaltra sotto un liquido alcolico, per esempio sotto rum o sotto grappa. Sono l’ideale per le preparazioni dei dessert, sia come decorazioni sia come ingredienti in senso stretto per ripieni, creme e altro.

Castagne secche

Le castagne secche, che prendono anche il nome di “castagne del prete”, altro non sono che frutti disidratati da reidratare, un po’ come si fa con i legumi. Si tratta di una soluzione molto utile per chi prepara primi o secondi piatti che prevedono questi frutti tra gli ingredienti, poiché si prestano a una certa versatilità. Quindi, che usiate le castagne secche in una zuppa oppure in un piatto di carne in umido, la riuscita è sempre ottimale. Se non lo è… può darsi che abbiate sbagliato qualcosa nel procedimento (in cucina si sa, anche un po’ di autoironia non guasta mai).

Nzerta

La nzerta è praticamente una collana di castagne. Questo è un metodo antichissimo, attraverso cui le nostre nonne campane conservavano questi frutti per tutto il corso dell’anno. Il processo è simile a quello delle collane di peperoncini oppure di pomodori, però appunto con le “perle” marroncine del nostro autunno.

Farina di castagne

Diciamo che questo non è propriamente un modo per conservare la castagna, ma per consumare la castagna, sfruttando i suoi valori nutrizionali negli impasti. Con la farina di castagne potete preparare i dessert più vari, tra cui ovviamente il più noto castagnaccio. Solitamente si mescola con altri tipi di farine.

Castagne

La Sagra della Castagna e del Fungo Porcino 2024: festeggiamo le bontà a Roccamonfina

Castagne e non solo: chiaramente la bontà del territorio la fanno da padrone, ma c’è molto per divertirsi (e imparare) alla Sagra della Castagna e del Fungo Porcino di Roccamonfina

È partita il 5 ottobre e proseguirà fino al 3 novembre 2024 la consueta Sagra della Castagna e del Fungo Porcino di Roccamonfina.

Si tratta di un appuntamento annuale che in provincia di Caserta festeggia due bontà a chilometro zero, ovvero le castagne certificate Igp e i funghi porcini locali. La manifestazione si svolge tutti i fine settimana del periodo indicato, inizia quindi ogni sabato e domenica alle 10 e prosegue fino a tarda serata.

Ma che cosa c’è da fare? Iniziamo dal cibo. Non mancano gli stand per la degustazione del prodotto, in particolare quello trasformato, e naturalmente anche gli stand per acquistare gli alimenti protagonisti crudi – per poi portarli a casa e deliziarsi in famiglia o con gli amici in tante ricette differenti.

E certo ci saranno i caldarrostai, ovvero coloro che maggiormente incarnano la magia di questo periodo dell’anno attraverso un cibo antico e semplice che ci riconnette con noi stessi e ci fa sentire sentimentali e romantici. Accanto agli stand tout court saranno presenti dei percorsi di degustazione veri e propri, laboratori per bambini e tutto ciò che ha a che fare strettamente con castagne e funghi porcini in particolare e con il buon cibo in generale.

All’interno della kermesse sono previsti anche mostre d’arte, concerti, vendita di artigianato, animazione per bambini, djset, ma soprattutto trekking e visite guidate. Il territorio di Roccamonfina, come ben sa chi lo conosce a fondo, è ricco di storia e natura.

In quest’ottica sono state organizzate escursioni al lavatoio di Fontanafredda, al monte Frascara, ai lavatoi di Vezzara, alle Ciarpate del Diavolo, al Santuario dei Lattani, alle sorgenti del Savone, al castello di Marzano Appio e molto altro.

E dopo bellezze e bontà, tutti a deliziarsi con caldarroste, porcini e naturalmente un buon bicchiere di vino. Naturalmente anche questo a chilometro zero.

Il parco di Roccamonfina castagne castagneti e porcini

La zona di Roccamonfina è legata da sempre alla coltivazione del castagno, testimoniata in numerose storie e leggende . E’   molto conosciuta la castagna di Roccamonfina e Conca della Campania detta anche “Tempestiva ” o Precoce per la precocità di  maturazione (fine agosto prima decade di settembre) che consente di arrivare sul mercato in un’epoca in cui la concorrenza è pressocchè inesistente. Per questa castagna è in corso l’istruttoria per il riconoscimento del marchio (I.G.P.) con la denominazione “Tempestiva del Vulcano S.Croce”.

Si ricordano anche la “Lucente” o “Lucida”, la Marzatica, la Napoletana detta anche riccia Napoletana. In particolare la Luciente, dalle caratteristiche organolettiche superiore a qualsiasi altra castagna, è destinata solo all’autoconsumo data la limitatissima produzione ed i tempi lunghissimi per il raggiungimento dell’epoca di piena produzione del castagneto (circa 15 anni).

Il sottobosco offre vari prodotti: Il porcino rinomatissimo e l’ovulo di Roccamonfina, (periodo di raccolta maggio e settembre, naturalmente il tutto dipende dalle condizioni meteorologiche), diffusi anche negli altri comuni della Comunità Montana Monte Santa Croce all’interno del Parco regionale di Roccamonfina. La cucina tipica del territorio si basa soprattutto sulle carni di maiale, cinghiale e sui prodotti del sottobosco. Numerosi sono i piatti tipici tagliatelle ai porcini, insalata di ovuli, gnocchi con porcini e cinghiale e le zuppe di castagne ( fagioli porcini e castagne) il castagnaccio, un dolce preparato con purea di castagne, uova, liquore e cioccolato. Vi consigliamo per le specialità ai porcini e prodotti tipici il Ristorante Pizzeria La Rambla a Conca della Campania.

Ottimi sono anche i prodotti caseari delle aziende locali, in particolare la mozzarella di bufala, il formaggio pecorino e le varie carni ovine , bovine e caprine, provenienti da allevamenti condotti con metodi naturali.

Il tutto è condito con olio extravergine di grande qualità derivato da oliveti secolari, presenti sul territorio di Conca della Campania San Pietro infine e Rocca D’Evandro. Infine, nelle varie cantine, è prodotto un’eccellente vino, sia falanghina roccamonfina  e l’aglianico roccamonfina, caratterizzato da interessanti qualità organolettiche e rinomato anche a livello inernazionale.

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