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Sagra degli Antichi Sapori, a Francolise l’8 e 9 giugno 2013

Sagra degli Antichi Sapori, un’occasione per incontrare la tradizione, tutta italiana, del buon cibo.

Si parla spesso di un ritorno alla tradizione per quello che riguarda molti argomenti. In un mondo globalizzato spesso si sente il bisogno di piccole cose, di cose che sono vicine a noi, che raccontano la nostra storia, che si mostrano senza trucco e senza inganno. Nel mondo dell’OGM diffuso, una certa attenzione per il cibo e per la sua millenaria tradizione italica non guasta mai. Ed è con questo spirito che nasce la Sagra degli Antichi Sapori, che si tiene a Francolise – Sant’Andrea del Pizzone, in provincia di Caserta dall’8 al 9 giugno 2013.

La Sagra degli Antichi Sapori non è certo una novità, dato che è giunta ormai alla sua tredicesima edizione. Si tratta di una manifestazione di beneficenza organizzata in favore dell’AMU (Azione per un Mondo Unito, un’organizzazione non governativa italiana che si batte per lo sviluppo dei popoli). L’appuntamento è nelle due giornate indicate, dalle 20 alle 24, presso il centro culturale “Igino Giordani”.

Ma quali sono le specialità che si potranno gustare all’interno di questa kermesse enogastronomica? Molto difficile citare tutti i piatti, per cui ne nomineremo solo alcuni, tra cui mozzarella di bufala rigorosamente campana, gnocchi di patate, lagane e ceci, arrosti vari con vitello, bufalotto, agnello e salsicce di maiale, accompagnati da contorni a base di ingredienti a chilometri zero preparati dalle massaie del posto. E non mancherà neppure il vino, anche questo rigorosamente campano e quindi locale.

In pratica, si tratta di una sagra che si pone come una grande galleria d’arte, in cui il protagonista è il cibo, che va annusato, assaporato, gustato fino in fondo, fino all’ultimo boccone. Un’interessante manifestazione in cui esiste una grande attenzione per un’educazione alimentare, quella dettata anticamente dalla nostra dieta mediterranea, che si dovrebbe condurre quotidianamente. Perché una dieta detta uno stile di vita, e questa in particolare detta lo stile di vita mediterraneo, fondato su prodotti tipici e una grande tradizione culinaria che travalica i secoli giungendo fino a noi, spesso poco valorizzata, tanto che si sente la necessità di dar vita a iniziative di questo tipo. Per cui accorrete: è l’occasione giusta per imparare chi siamo a partire da ciò che mangiamo.

La manifestazione si svolgerà all’aperto, ma per ulteriori informazioni si può scrivere all’indirizzo mail sagrasaporiantichi@virgilio.it o chiamare il numero 3332128380.

Pasta Sidicina: com’è lo scialatiello alle castagne?

Lo scialatiello alle castagne, i sughi che si sposano al meglio con esso e le sue qualità.

Lo scialatiello alle castagne è un taglio di pasta prodotta dal marchio Pasta Sidicina. Si tratta di un taglio realizzato con semola di grano duro, acqua e farina di castagne, che si presta a preparazioni gustose e raffinate, che fondono letteralmente tradizione e modernità. La pasta, la cui semola è sceltissima, è trafilata al bronzo con essicazione lenta a bassa temperatura, e viene impastata con l’acqua che sgorga direttamente dalle sorgenti del monte di Roccamonfina, in un tributo a quelli che sono gli insegnamenti dei maestri pastai di Gragnano.

Lo scialatiello alle castagne è prodotto alle pendici del vulcano di Roccamonfina, a Teano per la precisione: si tratta di una pasta ruvida, di qualità, che assorbe il sugo, come solo la pasta artigianale sa fare, e non lo lascia più. Pensare a questo taglio di pasta fa già venire l’acquolina in bocca: tradizione e naturalità sono delle caratteristiche imprescindibili quando si parla di piatti tipici e di prodotti tipici. Si dovrebbe tornare a questo appunto, tradizione e naturalità, quotidianamente, per star meglio con il nostro corpo e con il nostro cuore, perché un cuore è in pace quando ha soddisfatto il corpo con del buon cibo.

Ma come si può preparare lo scialatiello alle castagne? La risposta è nella stessa naturalità del prodotto, ossia bisogna avvalersi di un sugo fatto in casa, con ingredienti a chilometro zero. L’ideale sarebbe, ad esempio, un sugo con pomodorini freschi e cinghiale, ma anche un’insalata di pasta con mozzarella di bufala e funghi sottolio, per non parlare dei sughi a base di formaggi con l’aggiunta di funghi trifolati, magari porcini.

Ma ecco un’altra idea per una ricetta. Trifoliamo delle zucchine in padella, dopo aver soffritto un peperoncino all’aceto. Tagliamo a cubetti della pancetta, magari anche questa di produzione artigianale, se possibile, e saltiamola insieme alle zucchine. Dopo aver scolato la pasta, aggiungere il contenuto della padella a caldo e della mozzarella di bufala a cubetti precedentemente tagliata. Se poi si vuole proprio esagerare col gusto, si possono aggiungere anche altre verdure, come melanzane sottolio, funghi trifolati, pomodorini freschi e della rucola a julienne. Il risultato sarà davvero stupefacente, soprattutto se durante la cottura in padella si aggiunge anche una piccola spolverata di tartufo, ché con le castagne ci sta benissimo.

Funghi porcini, idee per ricette

Alcune idee per preparare dei piatti gustosi con questi prodotti tipici della nostra Italia

I funghi porcini sono un prodotto tipico che può essere preparato in moltissimi modi differenti. Questo grazie a un sapore che viene esaltato in ogni ricetta: quando il gusto c’è non si scappa, è impossibile celarlo a qualunque palato. Ecco quindi alcune idee per delle ricche preparazioni in casa.

Partiamo da un presupposto: i funghi porcini si adattano a qualunque ripieno. Sono quindi il ripieno ideale per una lasagna o dei cannelloni vegetariani o una pasta al forno un po’ particolare. Si bollono dei conchiglioni di Gragnano badando di non cuocerli troppo e anzi di lasciarli un po’ crudi, si riempiono con besciamelle, funghi porcini e magari altre verdure e si inforna il tutto cuocendo per una ventina di minuti a 200° C.

I funghi porcini possono essere il ripieno ideale anche per involtini, che siano di carne o di melanzane, per i pomodori o i peperoni ripieni, per i vol au vent, che vengano lasciati interi oppure frullati non ha grande importanza. Ottimi nella pasta, nel riso, sia nell’insalata che nel risotto, e persino nel cous cous, i funghi porcini sono un ingrediente che non può mancare nelle nostre case.

I funghi porcini sono disponibili in commercio in differenti forme. Ecco per cosa sono adatti nei diversi modi in cui si presentano:

  • funghi porcini freschial naturale: sono l’ideale per ogni ricetta, ma hanno bisogno di una grande pulizia e una certa accuratezza. Sono il punto di partenza per preparare dei sottoli in casa, per i ripieni, per i contorni e via dicendo. In pratica, vanno bene su tutto;

  • funghi porcini sottolio: sono perfetti per antipasti e contorni, da utilizzare in qualche ripieno in cui va utilizzato anche l’olio d’oliva. Con tutti i sottoli però bisogna prestare attenzione, perché se il metodo di conservazione non è stato seguito in maniera corretta, potrebbero riservare un rischio botulismo;

  • funghi porcini secchi: possono essere utilizzati solo nel risotto o comunque in piatti che prevedono una forte idratazione.

Qualunque forma si scelga per i funghi porcini, una cosa è certa: sono tra i prodotti tipici della cucina italiana davvero indispensabili soprattutto in virtù del loro gusto.