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Castagne per caldarroste

Castagne per caldarroste, gli utilizzi in cucina

Credevate che le castagne per caldarroste terminassero la propria parabola con la cottura? E invece no. Ecco come realizzare dei piatti assolutamente sorprendenti.

Castagne per caldarroste

Le castagne per caldarroste non sono buone solo da mangiare nel modo più classico possibile, cioè cotte nella padelle con i buchi e sbucciate quando sono ancora calde. Le castagne per caldarroste, dopo essere state cotte, possono infatti entrare in alcune ricette o comunque preparazioni interessanti – oltre a essere un ingrediente fondamentale in ogni aperitivo autunnale che si rispetti.

Le caldarroste possono infatti fungere da decorazione per diversi dessert, caldi o freddi, al cucchiaio o meno informali, come per esempio le crostate. L’utilizzo può funzionare sia con le caldarroste intere, sia con le caldarroste tritate, come per esempio per l’impasto della base delle crostate o delle cheesecake. Ma anche nell’impasto per la preparazione dei biscotti, il risultato vi stupirà.

Inoltre, le caldarroste possono essere utili per realizzare un contorno simpatico e insolito. A esse vanno aggiunti pinoli, germogli di soia, carote a julienne e magari pomodorini e dell’insalata riccia. Condite con sale, olio evo e, a scelta, aceto balsamico oppure vincotto. Infine, possono essere provate da sole, condite con il solo vincotto, per i secondi a base di carne, in particolare quelli a base di cacciagione.

Castagne per caldarroste

Castagne per caldarroste, quali caratteristiche

Le castagne per caldarroste sono diverse dalle altre? Un po’, e in un certo senso: ora vi spieghiamo tutto quello che c’è da sapere sull’argomento.

Castagne per caldarroste

Parlare di castagne per caldarroste significa anche e soprattutto puntare sul ruolo dei caldarrostai. A questa figura professionale è infatti destinata una porzione di castagne a seguito di una di quelle cernite che a volte vi abbiamo spiegato. In pratica, quando le castagne vengono raccolte, vengono sottoposte ad alcuni “filtri”. Il primo di questi “filtri” permette di eliminare i frutti malati o bacati, che non vengono assolutamente e in nessun caso immessi in commercio. Il secondo di questi “filtri” è quello che interessa a noi.

Con la seconda cernita avviene infatti la suddivisione delle castagne in base alla pezzatura – grossolanamente, il significato equivale più o meno alle dimensioni della castagna, anche se in un certo senso, il significato è un po’ più ampio. Le castagne più grosse vengono destinate appunto ai caldarrostai o in generale alla vendita di castagne per caldarroste. Ci state restando male? Non dovete.

Come qualunque alimento versatile in cucina, le castagne possono essere utilizzate in diversi modi. E ognuno di questi modi prevede la castagna perfetta, con una determinata pezzatura e una determinata tipologia di riferimento. Per realizzare le caldarroste, le castagne servono molto grandi, mentre per le castagne in barattolo o per le castagne secche, è meglio ricorrere a un’altra pezzatura. Non si tratta di privilegio, ma di scelta in base alle regole gastronomiche, non a quelle dell’economia o di altro genere.

Prodotti tipici

Prodotti tipici del territorio di Roccamonfina, quali sono?

Prodotti tipici, a Roccamonfina ce ne sono tanti e sono significativamente culturali di un territorio.

Prodotti tipici

Sono tanti i prodotti tipici disponibili nel territorio di Roccamonfina. Il parco regionale di Roccamonfina e la zona circostante sono un vero e proprio crogiolo di materie prime e di materie prime trasformate, con sapienza ed esperienza. E quest’ultima, talvolta, cavalca le generazioni. Tra i maggiori prodotti tipici ci sono naturalmente le castagne e i funghi porcini.

Le castagne sono i frutti dei tantissimi castagneti della zona di Roccamonfina. E sono disponibili in tantissime tipologie differenti, a partire dalla tempestiva, una primizia che si raccoglie a partire dalla fine di agosto. Poi ci sono quindi i funghi porcini. Che affollano i boschi di Roccamonfina e che quindi sono parte integrante del suo ecosistema e dell’alimentazione delle popolazioni locali da tempo immemore.

Tra i prodotti tipici non mancano però la mozzarella – naturalmente di bufala – la pasta di Teano trafilata al bronzo, i taralli, i pomodori le noci, le nocciole, l’olio extravergine d’oliva, alcuni salumi, il miele, le ciliegie e così via. C’è da dire che la zona di Roccamonfina costituisce davvero un unicum ambientale. E che quest’unicum diventa appunto una cornucopia di materie prime di altissima qualità che, di stagione in stagione, giungono sulle nostre tavole.