Mozzarella di bufala, dalla Campania con semplicità

Mozzarella di bufala, tipologie e una ricetta semplice semplice: la caprese.

La mozzarella di bufala è un prodotto tipico prodotto nel centro Italia, in particolare della Campania, dove è presente in tre tipologie differenti, in base al luogo di produzione. I tre tipi fondamentali di mozzarella di bufala campana sono quello prodotto nell’agro aversano, che presenta un sapore acidulo ed è probabilmente il gusto più diffuso che si distingue dalla tipica goccia di latte che fuoriesce quando si taglia la mozzarella, quello di Mondragone, che ha un gusto più tenue e si presta ai palati più disparati, quella di Paestum, molto più consistente e sapida, una mozzarella che sazia con tanto sapore.

La mozzarella di bufala è un prodotto imprescindibile soprattutto in estate. Per gustarla al meglio sarebbe bene consumarla appena pronta, magari al mattino nel corso di una colazione davvero speciale, mangiandola con le mani a grandi morsi, quasi con lussuria e libidine. Perché la mozzarella di bufala è proprio questo, una libidine di sapore che collochiamo per convenienza in una regione, ma che appartiene al patrimonio culinario di un’intera umanità, oggi infatti facilmente esportabile in tutto il mondo e che tutto il mondo ci invidia.

Una ricetta semplice semplice, un piatto unico e fresco da preparare in estate, è una preparazione tipica campana, la caprese: ecco come si prepara. Tagliare a fette la mozzarella di bufala e fare lo stesso con dei grandi pomodori da insalata. Disporre nel piatto i pomodori e la mozzarella, alternando gli uno con l’altra. Salare e pepare a piacimento, aggiungere un filo d’olio e, se si gradisce, anche una lieve spolverata di origano essiccato. Se si è dei ghiottoni impenitenti, si possono aggiungere anche altri ingredienti che si discostano dalla ricetta tradizionale ma in realtà ne amplificano soltanto il sapore. L’ideale e l’escamotage più semplice è ricorrere a sottoli, come melanzane e funghetti, magari carote e rape sottaceto, olive verdi e nere, e chi più ne ha più ne metta.

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