L’olio d’oliva: una risorsa, non solo un condimento

Tra i prodotti tipici più importanti in Italia, non solo economicamente, c’è l’olio d’oliva: buono e salutare, non può mai mancare in cucina.

La cucina parla solitamente la lingua di molti olii. Olio di semi vari, olio di semi di girasole o di arachidi, olio di palma, e così via. Ma solo l’olio extravergine d’oliva unisce qualità e gusto, oltre che importanti sostanze nutritive per l’organismo. L’olio d’oliva contiene infatti vitamine E, K e J, ma anche ferro e calcio.

L’olio di oliva consta di differenti qualità: si va dall’olio lampante e quello di sansa, che solitamente non sono utilizzati per cucinare, fino al re nei nostri prodotti tipici, ossia l’olio extravergine d’oliva. L’ulivo è da sempre una coltura tipica del Mediterraneo. Si tratta infatti di una pianta diffusa anche nell’Africa settentrionale e nelle regioni basse della Spagna e della Francia e anche in Turchia. Ma solo in Italia esiste la cultura dell’olio, oltre che la coltura: testimonianza ne è l’attenzione riservata a quest’ingrediente, trattato ormai alla stregua del fratello-vino, tanto che vengono organizzate spesso degustazioni di olio, alla scoperta di questo prodotto tipico gustoso e sano.

Gli utilizzi che se ne fanno in cucina sono quindi molteplici. Si parte dai cibi che vengono messi sottolio per conservarli, in particolare ortaggi e funghi, che l’olio contribuisce a insaporire. L’olio d’oliva è ottimo anche per le fritture: spesso viene consigliato l’olio di semi, perché provoca meno odore, ma la frittura con l’olio d’oliva, per via del suo elevato punto di fumo, è maggiormente sana e nutriente. Da provare soprattutto per le panature, come la mozzarella in carrozza, le cotolette alla milanese e anche la frittura mista di mare.

L’olio di oliva è utilissimo anche a chi vuole preparare in casa la maionese. Bastano 250 ml di olio d’oliva, un uovo fresco di gallina, possibilmente proveniente da allevamenti estensivi a terra, che oltre a tenere maggiormente in salute gli animali forniscono uova più genuine, il succo di mezzo limone e un pizzico di sale. Tutti gli ingredienti tranne l’olio devono essere mescolati all’interno di un frullatore o di un plurimix (i più bravi possono anche cimentarsi con un contenitore e un cucchiaio di legno, ma bisogna ricordare che la maionese impazzisce facilmente), aggiungendo l’olio mano a mano dalla fessura collocata verso l’alto del nostro apparecchio.

Naturalmente, l’olio viene utilizzato anche per condire le cruditesse. Una tipicità campana, a proposito di cruditesse, è la caprese, che si prepara con mozzarella di bufala tagliata a fette e alternata da pomodoro tagliata a fette: il tutto va condito con un filo d’olio d’oliva, sale, pepe nero e magari anche origano.

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