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Spezzatino con castagne e funghi porcini, ricetta

Una ricetta semplice da preparare in casa, a base di carne, castagne e funghi porcini.

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Non indicheremo le quantità degli ingredienti: ognuno di solito si regola come meglio crede, soprattutto per quanto riguarda carne e funghi. Tranne che per le castagne secche, per cui ne bastano una quindicina ogni quattro persone. Non diamo indicazioni neppure sulla carne da scegliere: molti opterebbero per carne rossa, ma bisogna badare che sia molto tenera. L’importante è che siano pezzetti e non fettine, per esempio.

In una pentola di terracotta, cuocere insieme, su un fondo d’olio d’oliva, del trito di cipolle e i pezzetti di carne. La cottura è lenta, ma questo ci dà l’opportunità, intanto di occuparci del resto. Si mettono a bagno le castagne secchie, mentre si puliscono e si affettano i porcini. Con questi ultimi ci sono due possibilità: si possono preparare trifolati a parte, oppure a tre quarti di cottura, si possono aggiungere nella carne. Ossia quando vanno aggiunte le castagne.

Il tutto va salato e va aggiunto del pepe e magari del prezzemolo, se piace, ma poco. Il piatto si serve molto caldo, magari accompagnato da alcuni crostini, meglio se preparati in casa. Il vino ideale è un corposo rosso, come un aglianico, un negramaro o un primitivo.

Castagne, l’espressione «Togliere le castagne dal fuoco»

Da dove viene la celebre espressione riguardante le castagne e che cosa significa?

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Nell’uso comune, ci sono alcuni modi di dire che riguardano le castagne. Uno di questi è «togliere le castagne dal fuoco», che equivale a dire «aiutare qualcuno, liberandolo da una situazione potenzialmente difficile e pericolosa». È un modo di dire altruista quindi: si parla di aiuto, si parla di pericoli, ma non dimentichiamo che si parla pure di castagne.

L’espressione relativa alle castagne, come spesso accade, viene da una favola. Una delle celeberrime favole di La Fontaine per la precisione. Secondo la storia, una scimmia dormiva vicino al focolare insieme a un gatto. A un certo punto però si svegliò e notò che, sotto la cenere, stavano cuocendo delle castagne, che però lei era impossibilitata a prendere. Allora la scimmia convinse il gatto dell’opportunità di aiutarla, sebbene il felino non gradisse le castagne.

Si tratta di una storia molto divertente: le favole – quelle storie che hanno come protagonisti degli animali – contengono sempre degli insegnamenti utili. E alcuni altri collaterali. Tipo: è vero che, per esempio, per sbucciare le castagne è più facile farlo appena sono uscite dal fuoco, ma, dato che incamerano molto calore, è meglio aspettare un po’. (Naturalmente scherziamo, la favola di La Fontaine non ha nulla a che fare con questa chiosa, ciononostante il nostro resta sempre un buon consiglio).

La castagna tempestiva di Roccamonfina

Quando abbiamo la passione per un cibo che però è stagionale, non vediamo l’ora che sia presto disponibile come prodotto fresco.

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Spesso ci riversiamo dunque sulle primizie. Una di queste è rappresentata dalla castagna tempestiva di Roccamonfina. Ma di cosa si tratta con esattezza e cosa la differenzia dalle altre castagne in commercio?

C’è da dire innanzi tutto che la castagna tempestiva di Roccamonfina possiede delle qualità particolari che hanno a che vedere con il fatto che immensi castagneti crescono sul terreno lavico adiacente a un vulcano spento. E questo contribuisce a dare a questi frutti un gusto unico.

Le castagne tempestive di Roccamonfina sono castagne selvatiche e raggiungono la loro maturazione – e quindi il momento della raccolta per essere immesse sul mercato – a metà/fine agosto, di gran lunga prima rispetto alle altre tipologie di castagne.

Naturalmente, anche la castagna tempestiva di Roccamonfina si presta a numerose preparazioni in cucina. In primis ci sono le immancabili caldarroste, che scaldano i nostri pomeriggi autunnali di fronte al camino acceso, ma non mancano le castagne in barattolo, le castagne del prete, i dolci a base di castagne come il Mont Blanc, la marmellata di castagne e così via. Dovete provarle però, per capire come il gusto sia nettamente differente. E speciale.