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Porcini: la magia della raccolta

I funghi porcini devono essere raccolti per essere portati sulla propria tavola. La raccolta dei funghi è un’attività cui si deve prestare grande attenzione, ma è anche ricca di mistero

Chi va per funghi lo sa bene: trovare i funghi buoni, quelli edibili, rispetto a quelli velenosi, è un’attività che richiede un lungo training. Su internet potete trovare molte informazioni in merito, che forniscono una traccia sul modus operandi che una raccolta di funghi necessità. Ma attenzione: almeno le prime volte, fatevi accompagnare da veri esperti, non si scherza con i funghi e soprattutto con la propria salute.

Ma torniamo all’argomento del post: la raccolta dei funghi porcini. Si tratta di un’attività che può essere appresa anche dai più piccoli, qualora abbiano dei genitori o degli zii appassionati in tal senso, tanto che capita spesso di vedere i più piccoli intenti nella raccolta dei funghi porcini nel corso delle escursioni ad hoc.

Si tratta di momenti assai poetici e molto molto affascinanti: la scoperta dei funghi è una vera e propria sorpresa anche per l’occhio più allenato e subito, appena trovati, subentra la gioia e poi l’attesa del piatto che accoglierà queste prelibatezze. Esiste una magia immensa nella raccolta dei funghi, ma c’è anche dell’altro.

Raramente, infatti, un raccoglitore di funghi porcini rivelerà agli altri i luoghi in cui si reca per il suo ricco bottino. Non si tratta di essere gelosi della propria attività, bensì di un pudore antico, di un rispetto per la natura, come ci fosse un dialogo diretto con i funghi porcini e un loro svelarsi al raccoglitore. Che siano anziani o giovani i raccoglitori in questione, il succo non cambia: mai nessuno vi dirà dove li va a prendere. Magari vi consiglierà su come riconoscerli, vi metterà sull’attenti da eventuali pericoli, ma i luoghi no. Quello è un segreto che il raccoglitore condivide solo con Madre Natura.

La Pizza Ombra, ricetta

Un condimento per la pizza davvero speciale, per ottenere la cosiddetta Pizza Ombra.

Un’idea di ricetta davvero gustosa.

Sono tanti i condimenti che possono stare bene con la pizza, alcuni sono più semplici, come il pomodoro e la mozzarella, magari giusto con l’aggiunta di origano oppure olive, altri più complessi. Molto spesso si procede con fantasia, magari mettendo insieme ingredienti che fanno a cazzotti tra loro. Invece anche un cibo molto saporito come la pizza si basa su un equilibrio delicato, per cui anche i condimenti vanno scelti con cura.

Un tipo di pizza molto particolare è la Pizza Ombra, una vera specialità ai porcini, che prevede questi ingredienti: mozzarella di bufala, speck, aglio e origano marinati nell’olio, funghi porcini, pomodorini pachino. Si tratta di una pizza che richiama moltissimo la tradizione locale campana delle zone di montagna, come quella intorno a Roccamonfina, ricetta e che è appunto basata su un equilibrio delicatissimo.

Sul disco della pasta lievitata, dopo averlo opportunamente allargato, si deve mettere giusto un’ombra di pomodoro (da cui il nome della pietanza), lo speck tagliato molto sottile, quattro pezzetti di mozzarella di bufala – meglio se campana – tagliata a fette, l’aglio e l’origano marinato, i funghi porcini e infine un’altra spolverata di origano fresco.

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, questa pizza è tutt’altro che pesante: intanto la digeribilità di un impasto campano fa sì che la pizza sia di per sé ampiamente digeribile. Inoltre, la presenza di moltissimi ingredienti aiuta a velocizzare il metabolismo, aiutando anche chi è a dieta dimagrante e finisce per consumare la pizza solo e soltanto una volta alla settimana.

Da provare in ogni occasione: con la famiglia, con gli amici, persino per una cena di lavoro. Questa pizza è sì molto gustosa, ma si presta a ogni palato e soprattutto ha un carattere che è a un tempo deciso e raffinato.

Da provare assolutamente presso la pizzeria a Roccamonfina La Rambla.

Vendita funghi porcini, come avviene e cosa è meglio

I funghi porcini, un prodotto tipico italiano delle zone di montagna: ma come deve avvenire l’acquisto?

I funghi porcini rappresentano un prodotto tipico buonissimo e dal gusto raffinato.

Si trovano in commercio in molti modi differenti, tanto che appare molto complicato, talvolta, orientarsi, soprattutto se si è alle prime armi in fatto di spesa. Come si scelgono e in base a cosa? Certo, sono tanti gli appassionati che vanno per funghi nel fine settimana, ma le cronache ci hanno abituati anche a storie di casi limite in cui funghi velenosi venivano confusi con funghi edibili, con risvolti talvolta tragici. Durante la vendita dei funghi porcini questo non può capitare, ed ecco i modi in cui si possono acquistare.

Funghi porcini freschi:

è senz’altro il modo migliore per acquistarli. Ne esistono di due tipi, di interi e di già puliti e tagliati. Acquistare porcini freschi ha un doppio vantaggio, quello di poterli consumare subito, ma anche di poterli conservare attraverso una preparazione sottolio fatta con metodo rigorosamente casalingo, e quindi utilizzarli successivamente come contorno, nelle insalate di pasta o riso, nelle preparazioni al forno e via dicendo.

Funghi porcini sottolio:

tecnicamente, qui si dovrebbero privilegiare le produzioni artigianali e locali, laddove cioè la filiera è cosa ben nota. Perché le preparazioni sottolio sono davvero insidiose e possono comportare intossicazioni alimentari. Ma con le aziende di cui ci si fida e che sono  sinonimo di qualità si può stare ben tranquilli, sia durante l’acquisto che nell’utilizzo.

Funghi porcini al naturale in scatola:

laddove è possibile, sarebbe meglio non utilizzarli, soprattutto se provengono da aziende non italiane, delle quali la filiera è lontana o addirittura sconosciuta. Nel caso di aziende locali si può anche soprassedere, ma sicuramente il confronto con i porcini freschi non tiene: questi ultimi sono di gran lunga superiori in termini di bontà e di qualità.

Funghi porcini secchi:

anche questi dovrebbero rappresentare l’ultima spiaggia se non si trova altro. Sono particolarmente consigliati per preparazioni come risotti, ma sempre in assenza di funghi freschi da trifolare.