Le castagne secche sono un modo per poter utilizzare le castagne in cucina anche dopo che non ci saranno più quelle fresche sulla nostra tavola.
In quest’ottica, le castagne secche sono utilissime per molti piatti, da quelli di carne, per arricchire il sughetto in umido, ai primi, i risotti in particolare, per finire con i dolci, che, naturalmente sono quelli in cui le castagne, sempre e comunque, risolvono la loro personalissima parabola.
Le castagne secche sono inoltre utili come snack. Quando, anche e soprattutto durante la bella stagione, si sente il bisogno di tornare a provare il gusto della castagna, le castagne secche possono rappresentare un comodo sostituto che non sia un succedaneo in senso stretto, che non sia quindi “altro” dalla castagna tout court.
Da provare: le castagne secche sbriciolate con la carne di cacciagione in umido – magari fagiano o lepre – o anche, sempre sbriciolate, all’interno di un risotto ai funghi con un po’ di tartufo, che non guasta mai, anzi esalta tutti i sapori in gioco.
Certo, avere le castagne fresche a disposizione consentirebbe di spaziare in cucina, ma non sempre è possibile: dalla fine dell’estate fino all’inverno – via via ogni castagna secondo la propria tipologia – tutti questi frutti maturano, ma non c’è la possibilità, a parte la conservazione, di averli in altri periodi dell’anno.

Ecco le fasi finali della lavorazione delle castagne che seguono la selezione. Dopo essere state accuratamente scelte, le castagne vengono essiccate, molto spesso attraverso metodi tradizionali: si utilizzano a questo proposito degli essiccatoi in pietra, di forma rettangolari, costituiti su due livelli. Sul livello inferiore, che dista tre metri dal superiore, viene acceso un fuoco, che serve a cuocere le castagne sistemate su delle griglie. Le castagne vengono accatastate fino a raggiungere un’altezza di 40 centimetri. Naturalmente, durante questo processo, le castagne vengono rivoltate e si sta attenti al fuoco e alla temperatura, in modo che questa rimanga costante. Si tratta di un processo delicato, che dura per oltre due settimane, e quindi molto impegnativo.