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Castagne per caldarroste

Castagne per caldarroste: parliamo di pezzatura

Che cos’è la pezzatura delle castagne per caldarroste, una dicitura che si trova spesso all’atto dell’acquisto di questo frutto.

Potrebbe esservi capitato, quando acquistate le castagne per caldarroste all’ingrosso, di scorgere una dicitura accanto al prodotto scelto. E questa dicitura è: pezzatura. Certo, i più navigati sanno di cosa si tratta, ma per chi si avvicina al prodotto per la prima volta si tratta di un’espressione misteriosa. Misteriosa ma non elitaria, perché ha una spiegazione ben precisa.

La pezzatura delle castagne indica il numero delle castagne contenute in un chilogrammo di frutto. In altre parole quanto il numero è più basso più grandi (e quindi più pesanti) saranno le castagne. Analogamente un numero alto indica castagne più piccole.

Ora che abbiamo scoperto la pezzatura, manca ancora un fattore da svelare: come si distinguono le castagne in base a essa? Semplicemente in base a ogni tipo di pezzatura, le castagne seguono un destino differente. I frutti con una pezzatura più bassa non li troverete mai nel commercio al dettaglio per esempio: si tratta infatti di prodotti destinati ai caldarrostai, ovvero castagne per caldarroste, oppure in alternativa impiegata nella trasformazione industriale dei cibi. Quindi le castagne con pezzatura bassa potrebbero diventare castagne sotto spirito, usate nei dolci che acquistate al supermercato e simili.

Ma cosa fare con le castagne con una pezzatura alta, ossia le sole che possono essere acquistate al dettaglio? La risposta è: quello che volete. Potete preparare le caldarroste in casa, utilizzarle per guarnire i vostri dessert, o anche pensarle per le preparazioni delle ricette in umido. Hanno, in buona sostanza, una destinazione per un utilizzo domestico e non professionale, ma il succo non cambia, il sapore è lo stesso.

Quella della pezzatura è una fase delle varie cernite alle quali sono sottoposte le castagne dopo la raccolta e non ne inficia la bontà. Ovvero le castagne con una pezzatura alta e quelle con una pezzatura bassa che vengono dallo stesso castagneto o dalla stessa zona, avranno lo stesso sapore e differiranno tra loro solo in base alla grandezza. Quindi niente paura, anche perché la qualità è definita dall’affidabilità del venditore.

Caldarroste

Caldarroste: la magia nella preparazione

Come si preparano le caldarroste: un processo semplice ma pieno di magia per realizzare il cibo più buono che c’è.

Che cosa sono le caldarroste? Sono la ricetta più comune e famosa con cui “trasformare” le castagne crude una volta che le si è acquistate. E apparentemente la ricetta è molto semplice, sebbene chiunque converrà che le caldarroste dal caldarrostaio sono tutto un altro paio di maniche, per cui in casa si fa quel che si può, soprattutto stando attenti alla sicurezza.

Il primo passo per preparare le caldarroste consiste nel praticare un taglio a forma di croce alla base delle castagne. È fisica di base: il calore del fuoco produce delle fratture all’interno delle bucce delle castagne, ma questo può accadere in maniera sicura e ottimale solo se c’è una possibilità per il passaggio dell’ossigeno.

Le castagne vengono cotte su una speciale padella bucherellata sul fondo. La padella è speciale perché è fatta in ferro, ma deve essere smossa, in modo che il fuoco lambisca le castagne ma non lo faccia continuamente in maniera diretta.

C’è chi appoggia un foglio di giornale bagnato sopra: questo procedimento serve ad ammorbidire i frutti, però ricordate che per quanto bagnato state usando qualcosa di infiammabile, per cui pensateci due volte per avventurarvi in questo escamotage se siete alle prime armi in questo ambito. Fate inoltre attenzione a quando smuovete le castagne nella padella, perché si possono generare delle scintille con bucce infuocate.

Poi c’è la pulizia delle caldarroste e vi avvisiamo: non dovete essere schizzinosi. Le bucce si eliminano infatti sgranandole a mano e questo potrebbe annerirvi le dita, ma che soddisfazione assaporare il risultato!

Chiaramente c’è una magia rituale dietro tutto questo. È la magia che in ciascuno e ciascuna di noi ricorda memorie di casa e di famiglia, dei primi freschini di stagione, di quel sentimento che c’è dietro una pietanza semplice ma al tempo stesso così evocativa.

Per cui le caldarroste, che le prepariate in casa o che le acquistiate per strada dai caldarrostai, non cambiano la sostanza: cambia forse il luogo della consumazione – dai caldarrostai sono considerate street food – ma il romanticismo resta lo stesso.

E si perpetua di generazione in generazione, in barba al tempo che passa: dai nostri nonni ai nostri genitori, dai nostri genitori a noi, da noi ai nostri figli e figlie che faranno le stesse cose a propria volta. Perché sì, il tempo trascorre inesorabile, ma le cose buone restano.

Castagne

Perché mangiare castagne fa bene (anche al “cuore”)

Esploriamo i benefici per la salute delle castagne, ma anche le ricadute in termini di “tradizione”

Le castagne sono un frutto autunnale che mangiamo declinate in moltissimi modi differenti. Ma c’è un dettaglio che non è assolutamente da trascurare: le castagne fanno anche bene alla salute, soprattutto se consumate quando è la loro stagione, poiché sono al loro massimo in quanto a elementi nutrizionali. Ma quali sono appunto i benefici in termini di salute?

I benefici delle castagne

Le castagne sono molto ricche di acqua e fibre, il che rappresenta un aiuto per il buon funzionamento dell’intestino. Non solo: le fibre fanno sì che le castagne siano un frutto a basso contenuto glicemico, e questo significa che consumarle evita i picchi di zucchero nel sangue.

Tra le altre sostanze contenute in questo frutto vale la pena annoverare il potassio, il fosforo e il calcio. Ma non dobbiamo dimenticare che in questi frutti sono contenuti acido linoleico e acido oleico, che aiutano nello sviluppo dell’organismo e giovano in generale alla salute. E naturalmente c’è l’acido folico, che rappresenta una sostanza importantissima per le donne in gravidanza.

Una poesia lunga tutta una vita

C’è dell’altro. Le castagne fanno anche molto bene al cuore. Non in senso stretto, ovvero nel senso dell’apparato cardiocircolatorio. Fanno bene perché rappresentano il nostro trait d’union con le diverse età della vita.

Nelle nostre esistenze infatti c’è sempre almeno un ricordo legato alla consumazione delle castagne in autunno. Forse vostra nonna o vostro nonno stavano vicini al caminetto e cuocevano le caldarroste per poi sbucciarle e farsi diventare le dita nere di bucce e d’amore. Forse quando eravate ragazzi, questo periodo dell’anno era quello delle feste e delle cene in casa e non mancavano mai le caldarroste per chiudere un pasto. O forse, quando siete cresciuti e cresciute, le caldarroste hanno suggellato il primo bacio con la persona che poi sarebbe diventata vostra moglie o vostro marito.

C’è della poesia in questo e questa poesia è lunga tutta una vita. La frutta è tutta buona e fa bene alla salute, ma pochi frutti fanno questo. Come le madeleine di proustiana memoria, le caldarroste e le castagne in generale risvegliano ricordi su quello che siamo. E in qualche momento della giornata, nel tran tran del lavoro e della confusione, possiamo dimenticarcelo. Tranne alla sera: quando torniamo a sbucciare, a farci diventare le dita nere a nostra volta, a ricordare e a produrre nuove sentimentali memorie per il futuro.