Prodotti tipici campani: i vini DOC

I vini campani DOC, le tipologie, gli abbinamenti e altre curiosità.

I vini sono tra i prodotti tipici campani più importanti nell’economia alimentare della regione. Tra questi, grande importanza rivestono i vini DOC (ossia a Denominazione d’Origine Controllata), per cui è certificata la provenienza del prodotto a partire dalle uve: la dicitura indica così un prodotto di ottima qualità, la cui filiera è certificata e riconoscibile da un marchio che non viene rilasciato tanto facilmente, per cui l’approvazione è letteralmente oro colato.

Sono tantissimi i vini campani DOC: la Campania è una delle regioni italiani tra le maggiori produttrici di vini, insieme alla Puglia, al Veneto, alla Toscana e all’Emilia Romagna. La produzione più interessante riguarda i bianchi, come il Falanghina, l’asprinio di Aversa, il Galluccio, l’Ischia, il Sannio e così via. La grande produzione di bianchi è abbastanza normale in una terra in cui è molto diffusa la pesca, anche se alcuni frutti del mare non sono “raccolti” ai livelli di altre regioni. Ma non bisogna sottovalutare l’importanza dei rosati e dei rossi, tra cui spicca l’Aglianico, presente nelle varianti rosso e rosato.

È però un errore considerare il vino solo come un bevanda da associare al cibo. Certo la commistione cibo-vino è fondamentale, perché alcune preparazioni raggiungono il loro apice proprio grazie all’esaltazione che il vino fornisce loro. Ma pensiamo anche alla poesia che si sprigiona da un vino campano, soprattutto se DOC: immaginiamo un bicchiere di meraviglioso cristallo, entro cui abbiamo versato dell’Aglianico o del Falanghina, mentre discorriamo amabilmente con degli amici. Il vino è elemento fondamentale del convivio, e bevendolo responsabilmente, l’unico effetto sarà quello di scaldarsi il cuore con tanto gusto.

Senza dimenticare che ci sono vini campani che si sposano perfettamente con i dolci: questo perché alcune tipologie di vino DOC vengono realizzate anche nella variante passito, l’ideale per accompagnare un babà, una sfoglia riccia, una millefoglie o un torrone morbido fatto in casa, come si usa in Campania per le feste comandate.

Mozzarella di bufala, dalla Campania con semplicità

Mozzarella di bufala, tipologie e una ricetta semplice semplice: la caprese.

La mozzarella di bufala è un prodotto tipico prodotto nel centro Italia, in particolare della Campania, dove è presente in tre tipologie differenti, in base al luogo di produzione. I tre tipi fondamentali di mozzarella di bufala campana sono quello prodotto nell’agro aversano, che presenta un sapore acidulo ed è probabilmente il gusto più diffuso che si distingue dalla tipica goccia di latte che fuoriesce quando si taglia la mozzarella, quello di Mondragone, che ha un gusto più tenue e si presta ai palati più disparati, quella di Paestum, molto più consistente e sapida, una mozzarella che sazia con tanto sapore.

La mozzarella di bufala è un prodotto imprescindibile soprattutto in estate. Per gustarla al meglio sarebbe bene consumarla appena pronta, magari al mattino nel corso di una colazione davvero speciale, mangiandola con le mani a grandi morsi, quasi con lussuria e libidine. Perché la mozzarella di bufala è proprio questo, una libidine di sapore che collochiamo per convenienza in una regione, ma che appartiene al patrimonio culinario di un’intera umanità, oggi infatti facilmente esportabile in tutto il mondo e che tutto il mondo ci invidia.

Una ricetta semplice semplice, un piatto unico e fresco da preparare in estate, è una preparazione tipica campana, la caprese: ecco come si prepara. Tagliare a fette la mozzarella di bufala e fare lo stesso con dei grandi pomodori da insalata. Disporre nel piatto i pomodori e la mozzarella, alternando gli uno con l’altra. Salare e pepare a piacimento, aggiungere un filo d’olio e, se si gradisce, anche una lieve spolverata di origano essiccato. Se si è dei ghiottoni impenitenti, si possono aggiungere anche altri ingredienti che si discostano dalla ricetta tradizionale ma in realtà ne amplificano soltanto il sapore. L’ideale e l’escamotage più semplice è ricorrere a sottoli, come melanzane e funghetti, magari carote e rape sottaceto, olive verdi e nere, e chi più ne ha più ne metta.

Sagra degli Antichi Sapori, a Francolise l’8 e 9 giugno 2013

Sagra degli Antichi Sapori, un’occasione per incontrare la tradizione, tutta italiana, del buon cibo.

Si parla spesso di un ritorno alla tradizione per quello che riguarda molti argomenti. In un mondo globalizzato spesso si sente il bisogno di piccole cose, di cose che sono vicine a noi, che raccontano la nostra storia, che si mostrano senza trucco e senza inganno. Nel mondo dell’OGM diffuso, una certa attenzione per il cibo e per la sua millenaria tradizione italica non guasta mai. Ed è con questo spirito che nasce la Sagra degli Antichi Sapori, che si tiene a Francolise – Sant’Andrea del Pizzone, in provincia di Caserta dall’8 al 9 giugno 2013.

La Sagra degli Antichi Sapori non è certo una novità, dato che è giunta ormai alla sua tredicesima edizione. Si tratta di una manifestazione di beneficenza organizzata in favore dell’AMU (Azione per un Mondo Unito, un’organizzazione non governativa italiana che si batte per lo sviluppo dei popoli). L’appuntamento è nelle due giornate indicate, dalle 20 alle 24, presso il centro culturale “Igino Giordani”.

Ma quali sono le specialità che si potranno gustare all’interno di questa kermesse enogastronomica? Molto difficile citare tutti i piatti, per cui ne nomineremo solo alcuni, tra cui mozzarella di bufala rigorosamente campana, gnocchi di patate, lagane e ceci, arrosti vari con vitello, bufalotto, agnello e salsicce di maiale, accompagnati da contorni a base di ingredienti a chilometri zero preparati dalle massaie del posto. E non mancherà neppure il vino, anche questo rigorosamente campano e quindi locale.

In pratica, si tratta di una sagra che si pone come una grande galleria d’arte, in cui il protagonista è il cibo, che va annusato, assaporato, gustato fino in fondo, fino all’ultimo boccone. Un’interessante manifestazione in cui esiste una grande attenzione per un’educazione alimentare, quella dettata anticamente dalla nostra dieta mediterranea, che si dovrebbe condurre quotidianamente. Perché una dieta detta uno stile di vita, e questa in particolare detta lo stile di vita mediterraneo, fondato su prodotti tipici e una grande tradizione culinaria che travalica i secoli giungendo fino a noi, spesso poco valorizzata, tanto che si sente la necessità di dar vita a iniziative di questo tipo. Per cui accorrete: è l’occasione giusta per imparare chi siamo a partire da ciò che mangiamo.

La manifestazione si svolgerà all’aperto, ma per ulteriori informazioni si può scrivere all’indirizzo mail sagrasaporiantichi@virgilio.it o chiamare il numero 3332128380.