La lavorazione delle castagne (1a parte): dalla raccolta allo stoccaggio

La lavorazione delle castagne è un processo che richiede molte attente fasi, partiamo a esplorarle raccontando la raccolta, il conferimento e lo stoccaggio.

Le castagne arrivano sulla nostra tavola per miracolo? Certo che no: si tratta di un processo lungo e attento quello della lavorazione delle castagne e adesso ve lo raccontiamo in più fasi. La prima fase inerisce la raccolta delle castagne vera e propria, il loro conferimento e lo stoccaggio.

La raccolta delle castagne richiede molta manodopera, poiché viene eseguita ancora nel 21esimo secolo manualmente. Servono pinze, guanti, rastrelli, bastoni e contenitori, ma è anche un momento molto allegro, perché viene eseguito in compagnia e all’aria aperta. Solitamente, la raccolta frutta tra i 130 e i 180 chili al giorno di castagne, ma se si è particolarmente bravi si può arrivare anche a 280 chilogrammi. Si tratta di un momento stagionale, che viene effettuato quando i frutti cadono o sono sul punto di cadere dall’albero. La raccolta dura solitamente un mese, o più, secondo le qualità delle castagne che devono essere raccolte e i loro tempi di maturazione.

Dopo la raccolta c’è il conferimento, che avviene nella stessa giornata della raccolta: il prodotto viene accuratamente controllato, anche se la raccolta si svolge abbastanza in fretta per evitare elementi patogeni che potrebbero agire sulle castagne. Durante il conferimento, vengono prelevati dei campioni in modo da stabilire la pezzatura e quante castagne in percentuale siano bacate.

Infine, almeno per questa prima fase di lavorazione delle castagne, c’è lo stoccaggio, che rappresenta la fase più delicata, perché la conservazione deve avvenire in condizioni ottimali per gli effetti dell’attività metabolica della castagna e quelli di eventuali agenti patogeni. Lo stoccaggio deve essere ciclico, ma limitato nel tempo, perché la castagna è un frutto che somiglia alla frutta secca, ma la cui composizione favorisce lo scambio gassoso con l’ambiente circostante e quindi si presta ad attacchi di parassiti.

Castagne al naturale da 100 g

Le castagne al naturale sono uno snack buono e sano che si trovano in vendita in confezioni da un etto e si prestano a mille e mille utilizzi

Avete mai pensato alle castagne tutto l’anno? La frutta di stagione è una chimera nel momento in cui non è tempo per lei. Ma fortunatamente ci sono dei prodotti che vengono incontro a tutti i propri desiderata. Come questo: ecco le castagne al naturale in confezioni da un etto, che possono essere mangiate così come escono dal pacchetto, ma possono essere utilizzate in moltissimi modi in cucina.

Si tratta infatti di uno snack pronto da mangiare, che non contiene conservanti oppure coloranti: le castagne che si trovano nella confezione sono assolutamente italiane, morbide e genuine e possono essere gustate così come si trovano, magari con un topping al caramello o al cioccolato, per i più golosi. Ma naturalmente non finisce qui.

Le castagne al naturale sono già state sottoposte a una prima cottura. Se vengono riscaldate, anche al forno a microonde, presentano il gusto di castagne appena preparate, il che depone ampiamente a loro favore. Ma la grande qualità è che queste castagne al naturale sono disponibili tutto l’anno e si prestano a essere dei piatti sfiziosi.

Naturalmente, il primo pensiero va ai dolci, alle mille e mille preparazioni per dessert della tradizione italiana e non, ma anche alla fantasia e creatività di chi si trova in cucina. Ma, appunto, la creatività va sfruttata, quindi via libera a primi piatti, come zuppe, risotti, pizze chiuse e condimenti vari per la pasta, ma anche ai secondi piatti, in particolare di carne, selvaggina soprattutto, o anche piatti vegan a base di ortaggi come funghi, peperoni, zucchine e molto altro.

In altre parole, le castagne al naturale sono un prodotto da provare e sperimentare: lasciatevi stupire dal gusto e dalla naturalità.

La Pizza Ombra, ricetta

Un condimento per la pizza davvero speciale, per ottenere la cosiddetta Pizza Ombra.

Un’idea di ricetta davvero gustosa.

Sono tanti i condimenti che possono stare bene con la pizza, alcuni sono più semplici, come il pomodoro e la mozzarella, magari giusto con l’aggiunta di origano oppure olive, altri più complessi. Molto spesso si procede con fantasia, magari mettendo insieme ingredienti che fanno a cazzotti tra loro. Invece anche un cibo molto saporito come la pizza si basa su un equilibrio delicato, per cui anche i condimenti vanno scelti con cura.

Un tipo di pizza molto particolare è la Pizza Ombra, una vera specialità ai porcini, che prevede questi ingredienti: mozzarella di bufala, speck, aglio e origano marinati nell’olio, funghi porcini, pomodorini pachino. Si tratta di una pizza che richiama moltissimo la tradizione locale campana delle zone di montagna, come quella intorno a Roccamonfina, ricetta e che è appunto basata su un equilibrio delicatissimo.

Sul disco della pasta lievitata, dopo averlo opportunamente allargato, si deve mettere giusto un’ombra di pomodoro (da cui il nome della pietanza), lo speck tagliato molto sottile, quattro pezzetti di mozzarella di bufala – meglio se campana – tagliata a fette, l’aglio e l’origano marinato, i funghi porcini e infine un’altra spolverata di origano fresco.

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, questa pizza è tutt’altro che pesante: intanto la digeribilità di un impasto campano fa sì che la pizza sia di per sé ampiamente digeribile. Inoltre, la presenza di moltissimi ingredienti aiuta a velocizzare il metabolismo, aiutando anche chi è a dieta dimagrante e finisce per consumare la pizza solo e soltanto una volta alla settimana.

Da provare in ogni occasione: con la famiglia, con gli amici, persino per una cena di lavoro. Questa pizza è sì molto gustosa, ma si presta a ogni palato e soprattutto ha un carattere che è a un tempo deciso e raffinato.

Da provare assolutamente presso la pizzeria a Roccamonfina La Rambla.