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Castagne, il fascino della raccolta

Il periodo della raccolta delle castagne è un periodo magico, che apre le porte all’autunno.

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Quando un frutto è il proprio preferito c’è grande attesa. E in quanti amano moltissimo le castagne. Le amano per la loro versatilità, per i benefici che danno, ma anche e soprattutto per il loro sapore che è dolce ma non stucchevole. Le castagne sono un vero e proprio must dell’autunno e fanno sognare, perché ricordano il calore di risate e vino intorno a un camino acceso. Ma c’è qualcos’altro che possiede molto fascino, la raccolta delle castagne.

Spesso vi abbiamo parlato su queste pagine del fascino della raccolta dei porcini, ma si tratta di qualcosa di completamente diverso. Le castagne cadono dagli alberi di castagno quando sono mature. Per lo più cadono con tutto il riccio, anche se si presenta sovente un’apertura latitudinale che lascia intravedere i frutti. Certe volte però si liberano da sole del riccio e lì la raccolta deve essere tempestiva per impedire che il frutto si rovini.

Le castagne vengono raccolte tutte all’inizio, per poi essere sottoposte a una cernita: i frutti rovinati vengono scartati – anche perché non durerebbero tanto, neppure con trattamenti di conservazione – e poi le castagne vengono smistate secondo la grandezza e il peso, che vengono stabilite con la cosiddetta calibratura.

Castagne, i processi di lavorazione

Anche le castagne fresche devono affrontare dei processi di lavorazione prima di essere messe in vendita: ecco di cosa si tratta.

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Quando compriamo le castagne, spesso ignoriamo i processi di lavorazione che hanno subito per giungere fino a noi. Pensiamo che sia come per le ciliegie, o le mele, o le banane: ci metti su un bollino e via. Ovviamente per le castagne non funziona così, che è un prodotto molto peculiare, con vari strati di protezione: un riccio, un guscio duro e una pellicina più sottile.

Il primo processo riguarda peso e grandezza: si effettua una precalibratura, che permette l’invio delle castagne più piccole alle fabbriche, mentre quelle più grosse arriveranno alle nostre tavole e ai caldarrostai. Poi si fanno dei trattamenti conservativi, che sono tanti e diversi, e si effettua una calibratura vera e propria. Questo consente di dividere i frutti secondo la pezzatura, e poi passare alle fasi di pulizia e confezionamento.

La prima parte di questo processo prevede però una cernita, con l’eliminazione dei frutti bacati o andati a male. Poi le castagne vengono spazzolate per essere pulite e diventano lucide. Infine avviene il confezionamento, che per legge contiene sull’etichetta la pezzatura, la tipologia e naturalmente anche la provenienza geografica.

Castagno, le fasi della maturazione

Le castagne giungono a maturazione in autunno, a partire da questi giorni per le primizie e poi via via per tutte le altre tipologie.

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In autunno mangiamo le castagne, ma come funziona il ciclo di maturazione della pianta? Il castagno “si assopisce” in inverno, mentre al primo disgelo, verso marzo-aprile, inizia un’intensa attività riproduttiva. Le diverse tipologie di castagne maturano in periodi differenti. Come ben sappiamo, in questi giorni si sta raccogliendo la tempestiva di Roccamonfina. Gli ultimi a essere raccolti, venduti e portati sulla tavola sono i marroni, che hanno sempre sviluppo tardivo.

Ovviamente, le fasi sono le stesse che per gli altri alberi da frutta: compaiono i primi germogli, poi i fiori, quindi i fiori diventano frutti. È un processo lento, che non può essere osservato a occhio nudo, ma a volte qualche documentarista usa il time-lapse per mostrarlo, ed è decisamente affascinante.

Poi le castagne cadono. Alcune cadono, liberate dai ricci che si aprono per la maturazione, altre cadono restando all’interno del riccio chiuso. Chiaramente quest’ultima situazione è quella ottimale per tutti coloro che andranno a consumare quelle castagne, dato che il riccio dà, anche quando è maturo, la sua protezione alla castagna, tutelandola così da urti, ammaccature e batteri che potrebbero danneggiare il prodotto.