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Caldarroste no, castagne matte

Caldarroste: la leggenda delle castagne matte

Le castagne matte non sono vere castagne e a differenza dei frutti del castagno non diventano caldarroste, ma sono tossiche.

Si trovano nelle città e non nei castagneti di collina o montagna e non diventeranno mai ottime caldarroste (anzi, non mangiatele, sono tossiche): si tratta delle castagne matte, i frutti dell’ippocastano che spesso e a torto vengono confuse con i frutti del castagno.

Che sono davvero molto diversi: le castagne commestibili si trovano in un riccio marrone pieno di spine e hanno infruttescenze multiple, hanno un aspetto puntuto e il fondo ha bordi regolari; le castagne matte si trovano invece singolarmente in un riccio vedere con poche spine, sono rotondeggianti ma il fondo presenta bordi irregolari.

Tuttavia le castagne matte sono al centro di una bizzarra leggenda: si dice infatti che tenerne alcune in tasca prevenga o faccia passare il raffreddore – il che, se fosse vero, tornerebbe utile in questi ultimi scampoli di inverno, in cui umidità ed escursione particolarmente ampia si fanno sentire eccome.

Stando alla leggenda, sarebbero gli gnomi a donare agli esseri umani le castagne matte, come rimedio naturale contro i malanni di stagione. Tuttavia la ragione non la si conosce, perché a quanto pare questi inesistenti esserini sarebbero molto gelosi dei loro segreti sulla natura. Ovviamente parliamo di leggende e non di scienza, anche se quando si parla di castagne matte è giusto rispolverare anche qualche concetto scientifico e tangibile.

Il concetto in questione è la non commestibilità delle castagne matte, che contengono saponine, sostanze che danno sintomi molto gravi: vomito, diarrea, emolisi (distruzione dei globuli rossi), dolori all’addome, irritazione dell’esofago.

In altre parole, se trovate dei frutti in città e non vi sembrano castagne, non mangiatele: andate invece in una rivendita di vere castagne e acquistate frutti sicuri e tracciati, non potrete sbagliare.

Acquisto castagne online

Acquisto castagne online: le più belle frasi sulle castagne

Le castagne hanno ispirato scrittori e poeti da sempre: scopriamo alcune citazioni sul tema.

L’acquisto castagne online è ormai uno dei metodi più semplici per approvvigionarsi con scorte di questo frutto, scorte che possono essere utilizzate per ragioni famigliari o meglio ancora per la vendita aziendale all’ingrosso degli esercizi di ristorazione. Un tempo questo vantaggio non esisteva: l’acquisto avveniva al dettaglio.

Tutto era meno comodo un tempo, se ci riflettiamo, ma c’è anche una certezza: che tante cose ci ispiravano, e continuano a ispirarci oggi. Una di queste è proprio la castagna, un frutto autunnale che viene declinato in tanti modi differenti e che piace a moltissime persone. Scrittori e poeti hanno composto versi sulle castagne, ne abbiamo raccolto alcuni:

  • “Ho i capelli arditi come il riccio della castagna
    – e gli occhi hanno il colore dello sherry che l’ospite lascia in fondo al bicchiere” (Emily Dickinson)
  • “Che voglia di castagne e profumi di bosco e luce che filtra tra i rami e una casa calda che ti aspetta in fondo alla strada” (Fabrizio Caramagna)
  • “Cadono le castagne,
una dopo l’altra,
lungo la notte” (Kobayashi Issa)
  • “Voglio aria la sera e consumazione
di vino e castagne in compagnia
perché ognuno conta una storia
e insieme viene l’armonia” (Rocco Scotellaro)
  • “Le castagne, sgusciate
    fuor degli acuti ricci,
    san dagli alberi arsicci
    quasi tutte cascate” (Marino Moretti)
  • “La castagna una volta si mise in dosso una sua veste orrida, spinosa, spiacevole, coprendosi tutta insino al volto, talché li viandanti non ardivano toccarla, anzi detestandola la schifavano. Passando per la selva Autunno, la pregò che ‘l volto si scoprisse e dicessegli chi ella era. Il che fatto, e la sua grata condizione conosciuta: – Quanto son pazzi li omini – disse Autunno – che da la vista di fòra de l’altrui condizione fanno iudicio!” (Pandolfo Collenuccio)
  • “Ci sedevamo uno di fronte all’altro su un ramo, le gambe nude a penzoloni, e mangiavamo more di gelso e castagne di cui avevamo sempre le tasche piene” (Khaled Hosseini)
  • “Si mangiavano le prime castagne
e la pioggia era
una ragazza che giungeva
sui vetri” (Marino Muñoz Lagos)
Vendita castagne

Vendita castagne: la geografia della castagna in Italia

Scopriamo insieme in quali territori i castagneti sono maggiormente folti e producono frutti tipici che arrivano sulle nostre tavole.

Si fa presto a parlare della vendita castagne. Considerando che c’è una lunga trafila che porta questi frutti, in tantissime declinazioni, dagli antipasti ai dessert, sulle nostre tavole. Ma prima di qualunque altra cosa, esiste la produzione della castagna, ovvero la presenza di castagneti che in Italia rappresentano una coltura abbastanza tipica in alcune zone: scopriamo quali.

Sfatiamo subito un mito: l’Italia non è il Paese maggior produttore di castagne – no, il maggior produttore è la Cina – ma l’Italia è in linea con gli altri Paesi il cui clima permette questa coltivazione. E poi, diciamocelo, non conta la quantità quando si parla di agroalimentare, ma la qualità. Quantità e qualità comunque in Italia si concentrano al Meridione, in particolare in Campania, regione che detiene oltre il 40% della produzione di questi frutti.

In generale, le altre regioni in cui sono presenti castagneti sono:

  • Calabria;
  • Lazio;
  • Toscana;
  • Piemonte;
  • Emilia-Romagna;
  • Puglia;
  • Marche;
  • Sardegna.

In altre parole si parla di tutte zone collinari o di montagna, il cui microclima offre delle condizioni indispensabili affinché crescano frutti gustosi, saporiti e corposi. Ogni regione, ogni zona, ogni località ha la sua specificità e in fondo è questo il bello quando si parla di castagne e marroni: non ci riferiamo a un monolite informe in cui c’è di tutto e di più, ci riferiamo a una tradizione, a una cultura agricola, a un’attenzione per la qualità che noi italiani sappiamo valorizzare sempre quando ci concentriamo sulla gastronomia.